|

Degustazione verticale di Ornellaia
Bolgheri Superiore Doc

1990
  

1991
  

1992
  

1993
   

1994
  

1995
   

1996
  

1997
   

1998
   

1999
   
|
 |

Non lo sapevamo, nel momento in cui abbiamo fatto la degustazione
verticale di Ornellaia, ma stavamo celebrando la fine di un'era.
Quella che ha portato il proprietario, Lodovico Antinori a creare
dal nulla un'azienda che è diventata ben presto modello e
mito della qualità assoluta in campo enologico. Un personaggio,
Lodovico, che nell'occasione si è raccontato a cuore aperto,
già conscio del momento del distacco che si avvicinava, meno
guascone e più riflessivo. Amante del suo vino e del suo
territorio pur non volendo abitarci a lungo; e contrario ad ogni
regola statica, considerata l'incredibile rotazione di enologi,
direttori, agronomi, responsabili di pubbliche relazioni in azienda.
Dopo due giorni dalla degustazione, l'annuncio: cessione dell'azienda
ai Mondavi, che fin da subito creavano una joint-venture con i Frescobaldi.
Una storia finisce e lascia il posto ad un'altra emozione. Quella
che segue è una verticale di dieci annate di Ornellaia, fatta
con bottiglie doppio magnum.
Degustazione effettuata in azienda il 15 marzo 2002.
di Leonardo Romanelli
Tenuta dell'Ornellaia, via Bolgherese, 191 57020 Bolgheri (LI)
tel. 0565 71811 fax 0565 718230
www.ornellaia.it
info@ornellaia.it
Colore rubino, con i riflessi porpora ancora ben evidenti. Inizialmente
il naso è disturbato dalla presenza di acidità volatile
che in parte si disperde, lasciando spazio ad un sentore di ciliegia.
In seguito si riconosce la cannella, il tabacco e la pelliccia.
L'attacco in bocca è succoso, con tannini che si mostrano
vivi, non esemplari come finezza, ma efficaci. L'avvolgenza dell'insieme
è misurata e godibile. Finale lungo con l'acidità
in netta evidenza, molto saporito.
Giudizio. "L'Incompiuta". Un'annata di grande potenzialità
che poteva dare di più. Conserva però fascino ed eleganza
da vendere!!
Rubino acceso, nobilitato da una bella limpidezza. I profumi si
dimostrano complessi, e spaziano da sentori animali a note di confettura
e cuoio. L'ingresso in bocca è fluido, con tannini accennati
ma non incisivi, morbido ma non troppo gustoso. Nel finale si avverte
una tendenza all'asciugatura. Comunque godibile, persistente al
gusto, dimostra buona serbevolezza.
Giudizio. "Indiscutibile" nel senso che è
l'annata con minor peso, minore struttura. Ma se il livello minore
è sempre questo...
Alla vista si presenta di colore rubino intenso, poco limpido. L'olfatto
è colpito dalla veemenza dei profumi, quasi "sparati",
dove si riconosce il frutto di bosco, la canfora e un sentore di
spezie variegate. In bocca si dimostra subito godibile, caratterizzato
da una freschezza che lo rende di piacevole beva. Il finale è
lungo, non troppo potente come intensità, ma largo e profondo.
Giudizio. "La rivelazione". Chi avrebbe scommesso
sulle capacità di invecchiamento di questa annata? Ad maiora!
L'esame visivo rivela un colore rubino, con evidenti riflessi porpora,
luminoso. Il bagaglio aromatico si snoda attraverso sentori fini
e delicati, lievemente erbacei, che terminano con un elegante aroma
di goudron. Al gusto si mostra morbido, con un corpo avvolgente
ed equilibrato. I tannini sono fitti e setosi, ben amalgamati. Finale
lungo, sapido, di grande profondità gustativa.
Giudizio. "La sorpresa". Avvincente ed entusiasmante,
affascina ad ogni sorso in maniera quasi spavalda.
Rosso rubino evidente è il colore, se pur ampi riflessi porpora
si mostrano ai lati. Colpisce, al naso, l'incisività dei
profumi, con i frutti in netta prevalenza: ribes, mirtillo, ciliegia
in rapida successione. All'esame gustativo il corpo appare scarico,
svuotato, non troppo equilibrato, con le parti dure sugli scudi.
Di media persistenza il gusto finale, con i tannini che si mostrano
forti ed asciuganti.
Giudizio. "L'arte povera". È un'opera che
si regge sullo stile, la presenza, il savoirfaire.
La colorazione si mostra rubina, anche se sono molto evidenti i
riflessi color porpora che emergono in un insieme incredibilmente
fitto. I profumi sono suadenti: ricordano frutti come il ribes e
la prugna, che si uniscono a sentori di chiodi di garofano e pepe.
La bocca risulta equilibrata, soda, consistente. I tannini sono
perfettamente inseriti, succosi, croccanti, appena asciuganti. Il
finale, dolce ed equilibrato, trova un prodotto in continuo crescendo.
Giudizio. "Lo splendore". È forse il più
bordolese di tutti, dà grande risalto al frutto, una chicca
da gustare lentamente.
Bel colore rubino acceso, limpido, con evidenti riflessi porpora.
Al naso si schiude con un'ampia varietà di profumi, che spaziano
dal cioccolato al caffè. Poi, i frutti neri, con la prugna
e la mora che risultano ben riconoscibili. Infine un sentore balsamico
rinfrescante. In bocca è sorprendente: corpo sodo, avvolgente,
con i tannini a trama fitta e regolare.
Giudizio. "Il Classico". Mantiene un equilibrio
perfetto, non ha punti dolenti, manca forse di una piccola spinta
ma...averne!
Impenetrabile alla vista, considerando la fittezza del colore, di
un porpora cupo e intenso. La componente olfattiva mostra dapprima
un cocktail ben riuscito di sentori tostati, amalgamati ad aromi
terziari come il cuoio ed il tabacco. Libero spazio, infine, ai
frutti di bosco. In bocca si allarga subito, dimostrando avvolgenza
grazie ai tannini fini e levigati. Il finale conferma la consistenza
ed una pienezza di rara potenza.
Giudizio. "La svolta". Merito della maggior selezione
in vigna, regala una grande soddisfazione sin dall'olfatto.
L'occhio è colpito dai bei riflessi porpora che emergono
da un colore rubino, fittissimo e di accattivante tonalità.
La gamma aromatica, se pur ampia, non dimostra un'intensità
incredibile. In rapida successione appaiono elementi vegetali, che
nobilitano un frutto di mirtillo e ribes maturo e godibile. L'attacco
palesa un insieme di ottima solidità: i tannini, ancora giovani
e lievemente "mordaci", sono in equilibrio con la carnosità
del frutto. La parte finale si rivela di incredibile lunghezza gustativa,
perfettamente godibile.
Giudizio. "L'armonia". Non si riesce a trovare
un difetto...
Rubino intenso, con riflessi porpora. Al naso rivela profumi di
vaniglia, cannella e chiodi di garofano. Domina, comunque, il frutto
di bosco, in elegante miscellanea. In bocca si mostra grasso, cremoso,
levigato; i tannini operano in maniera efficace, trama fitta ma
regolare. Ottimo il complemento dell'acidità, che allenta
la forte potenza del corpo. Il finale è lungo, in continuo
crescendo gustativo.
Giudizio. "L'infante". Diamogli tempo di crescere;
le premesse, comunque, sono grandi!
|