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La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale del vino Percarlo


Oggi è di moda parlare di vitigni autoctoni, di rispetto del territorio, di valorizzazione delle potenzialità espresse da una zona vinicola. Ma quando la famiglia Martini di Cigala ha iniziato a fare questo sangiovese in purezza l’aria che tirava era ben altra. L’aggiunta di vitigni internazionali iniziava a diventare di moda, e certo poteva non essere semplice riuscire ad affermarsi nel mondo, con un vino fine ed elegante, lontano dall’opulenza e dalla cremosità di tanti vini a base di merlot e cabernet. Superate le venti annate diventa importante fare un bilancio e quello che riguarda il Percarlo è indubbiamente positivo. Quello che più affascina ed impressiona è la continuità stilistica e la sua longevità, caratteristiche non così facili da trovare nei vini più attuali.

di Leonardo Romanelli

San Giusto a Rentennano
Loc. S. Giusto a Rentennano
Fraz. Monti in Chianti
53013 Gaiole in Chianti
Tel. 0577 747121

 



1985



Fortissima gelata primaverile e conseguente produzione molto ridotta. Estate calda con scarsa piovosità, diede uva di straordinaria qualità.
Alla vista si presenta di un limpido color aranciato. Intenso e complesso al naso, si scoprono more in confettura (A.F.) tabacco e selvaggina (S.B.), menta, eucalipto e tabacco (P.B.). Bocca sapida, bella nota fresca di acidità, retrogusto di viola. Equilibrato, lungo e dolce.

Giudizio. Grande, complesso, armonico. Un grande vecchio perfettamente conservato.

 



1988



Annata climaticamente ottima e maturazione perfetta di tutte le uve.
Rosso granato chiaro all’esame visivo. A livello olfattivo presenta profumi di caffè (A.F.), fiori secchi, goudron (S.B.), clorofilla, alloro e geranio (P.B.), spezie miste. Austero in bocca, pieno, bella freschezza data dall’acidità, finale di grande pulizia.

Giudizio. Grande finezza al naso, con profumi franchi, appare sottile ma è, in realtà ,perfettamente equilibrato.

 



1990



Annata ottima, con perfetto equilibrio climatico, uve eccezionali.
Granato non troppo evidente. L’esame olfattivo presenta un bouquet variegato di selvaggina da piuma (A.F.), cuoio, pepe, tabacco (P.B.), piccoli frutti come ribes (S.B.). Acidità importante. Corpo intrigante, tannino largo, ben inserito, freschezza godibile, ottimo il finale dinamico e sapido.

Giudizio. Fine ed elegante, mai sopra le righe, gustoso.

 



1991



Annata ottime “rovinata” dalle piogge ottobrine, il risultato del Percarlo fu comunque assai superiore allo standard delle annate minori. Da questa vendemmia in poi furono migliorate le tecniche ed i controlli in cantina, una diraspatrice meno violenta, cura nelle modalità e tempi di trasporto.
All’occhio si presenta granato, per poi esprimersi al naso con un bagaglio aromatico dove si riconoscono cuoio, catrame (A.F.) ciliegie in confettura, prugna secca, eucalipto (P.B.). In bocca l’acidità è elevata, tannini non tropo integrati, corpo medio. Finale non lunghissimo, con note vegetali in retrogusto, con piccoli cenni amarognoli.

Giudizio. Manca del necessario equilibrio.

 



1993



Dopo un’estate asciutta ed una buona precipitazione in agosto, sembrava una grande vendemmia. Purtroppo i primi di ottobre iniziarono fortissime piogge. Per salvare la concentrazione delle uve, fu praticato il taglio del tralcio, per poi raccogliere dopo circa 8-10 giorni.
Appena granato alla vista. profumo rilassante più dolce e fruttato. Note di ribes e menta (A.F.), eleganti e poi liquirizia, menta, caffè, tabacco trinciato, prugna secca (P.B.) e note minerali. L’acidita rimane elevata però mostra un buon equilibrio complessivo, invitante. Finale sapido, con tannini mordenti.

Giudizio. Piacevole, però manca appena di potenza, anche se la persistenza è notevole.

 



1995



Maturazione tardiva, aiutata dal forte diradamento dei grappoli effettuato, fu raccolta tardi l’uva tardi grazie ad un ottobre splendido. Forse vendemmia non eccezionale ma di grande equilibrio.
La vista lo trova rubino appena granato. Complesso il bagaglio aromatico, con un ottimo fruttato di ribes, sentori di vaniglia (A.F.), menta, confettura di prugna, viola (P.B.) ed alloro. In bocca è pieno, gustoso, tannino ben definito, acidità precisa, buona consistenza, che avvolge ed accompagna ad un finale lungo e in crescendo.

Giudizio. Ottimo il binomio tra avvolgenza e profumi senza mai perdere in finezza.

 



1997



Forte gelata primaverile, produzione finale scarsissima, ma uve di grandissima qualità. Fu comunque effettuato il diradamento dei grappoli, per equilibrare il carico produttivo tra le piante.
Rubino, molto fine, fruttato di frutti di bosco (S.B.), menta (P.B.), floreale di viola, spezie come chiodi di garofano minerale (A.F.). Bocca ottima, corpo equilibrato, elegante, bella stoffa, ottima consistenza dolce. Tannino fine e sottile. Acidità misurata. Finale lungo e gustoso.

Giudizio. Di grande soddisfazione gustativa.

 



1998



In qualche modo simile al 1996, ebbe il problema di un luglio torrido, con punte di 42°C. e di troppe piogge durante la raccolta.
Rubino con riflessi granato. Note pulite al naso, dove si riconoscono il frutto rosso, la violetta (A.F.), il cuoio, il tabacco (P.B.) ed una gradevole tostatura (S.B.). L’attacco in bocca è pieno ma non troppo avvolgente, tannini discreti, freschezza in linea per un finale non lunghissimo.

Giudizio. Buono ma appare incompleto al gusto.

 



1999



Annata calda ed asciutta, le uve andarono a maturazione straordinariamente presto, tanto che la vendemmia finì, cosa senza precedenti, il 29 di settembre. Da questa annata, l’immersione del cappello di bucce viene eseguita con l’ausilio di un follatore pneumatico alimentato ad aria compressa.
Bel colore rubino deciso. Intenso al naso, presenta profumi di ribes, caffè (A.F.), cenni mentolati, clorofilla (P.B.), note minerali e caramello (S.B.). Equilibrato, composto, si mostra succoso, molto elegante. Caldo, armonico, possiede un bel finale lungo, con retrogusto speziato.

Giudizio. Il migliore della serie, di piena soddisfazione.

 



2001



Annata abbastanza secca fino a settembre inoltrato, la maturazione fenolica si è protratta a lungo ed in modo equilibrato, dando un vino che si esprime più per eleganza che per la consueta forza e concentrazione.
Rubino con riflessi appena violacei. Inizialmente rustico al naso, si riconoscono sentori di violetta (A.F.), frutti rossi pepe, tabacco (P.B.). Corpo imponente, grande sapidità, consistenza intrigante, buona freschezza. Finale lungo in ottimo crescendo.

Giudizio. Forse addirittura giovane.

 



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