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 Dove sei? HomeLe degustazioniPoggio all’Oro - Brunello di Montalcino Riserva Docg
La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale di Poggio all’Oro - Brunello di Montalcino Riserva Docg

1978



1985




1988




1990



1993



1995



1997





 


Il Poggio all’Oro di Banfi ha le carte per diventare un mito forse paragonabile, in zona, solo alla mitica Riserva di Biondi Santi. Non gli mancano la personalità perfettamente ilcinese e allo stesso tempo unica, la straordinaria costanza qualitativa e il numero notevole di bottiglie per un’etichetta di questo prestigio.
Usando il metro locale possiamo considerare questo cru come un successo recente (la prima annata degustata, il ’78, non portava nemmeno il nome che poi l’ha contraddistinto). Ci sarà bisogno di conferme, naturalmente; tuttavia la degustazione ci ha impressionato per le caratteristiche ben definite del Poggio all’Oro attraverso gli anni.
L’alcol e l’acidità sostengono alla grande aromi estremamente vari e complessi, mentre i tannini sono consistenti e non strabordanti, sempre. Il vino è frutto del sangiovese grosso selezionato sul vigneto La Pieve, quattordici ettari ricchi di sedimenti calcarei in posizione aperta sul versante sud-ovest del cono che ha in vetta l’abitato di Montalcino. La maturazione avviene in piccoli legni per quattro anni, cui segue un affinamento in bottiglia adeguato alla tipologia Riserva, in generale poco sfruttata nel territorio. Qualsiasi appassionato di vino, solo considerando le annate commerciate, si rende conto della estrema selezione qualitativa e della volontà di costruire un monumento: potendoselo permettere, naturalmente.
Degustazione effettuata in azienda il 24 gennaio 2003.

di Sandro Bosticco

Castello Banfi, Loc. Poggio alle Mura 53024 Montalcino (Si)
tel. 0577 840111 fax 0577 840205
www.castellobanfi.com
info@banfi.it


Granato piuttosto intenso, caldo e luminoso: ecco come si presenta questo quasi venticinquenne, e l’ottima forma si conferma al naso, innanzi tutto con la forza che sprigiona, poi con la qualità: i sentori terziari sono ben mescolati a quel che resta del fruttato. Avvertiamo carruba, selvaggina, frutta secca e candita, goudron a comporre un bouquet intrigante. Il corpo è notevole per tenore alcolico ed acidità, ben sostenuti da polpa consistente. Solo nel finale (lungo) compare un minimo di secchezza, piacevolmente accompagnata tuttavia da ottimo retrolfatto (tabacco).

Giudizio. Prototipo dell’etichetta attuale, questo campione ne dimostra già tutto il carattere ed impressiona per salute giovanile e potenza ben dispiegata. Per chi ne fosse in possesso, si presta ancora egregiamente ai classici abbinamenti “da Brunello”.


Anche il 1985 ha veste di buona intensità e calda nei riflessi aranciati, molto accattivante. I profumi sono di buona ampiezza, spaziando dalla liquirizia al rabarbaro, dal tabacco alla frutta secca, dall’uva passa alla ruggine fino alla vaniglia. In bocca mantiene buona aromaticità supportata da tannini spessi e fini, con alcol e acidità sempre ben presenti. Sensazione generale di potente armonia, e finale adeguato.

Giudizio. Frutto di una stagione che alternò pioggia a colpi di caldo, dimostra grande classe senza perdere il carattere ilcinese. Adatto anche ad essere centellinato in conversazione o in meditazione. Sembra essere al suo picco evolutivo, ma scommetteremmo ancora volentieri su altri dieci anni di buona forma.


Il colore sta fra il granato e l’aranciato, ma con intensità superiore ai campioni precedenti. Anche qui grande forza e complessità olfattiva, con marcato sentore di sottobosco e selvaggina. Si fanno sentire tuttavia anche note di frutta matura. Notevole è la consistenza in bocca, anche se dominata dall’alcol. Come accade ai grandi vini con questa caratteristica, la cosa può non piacere ad alcuni, tuttavia garantisce una grande espansione degli aromi per via retrolfattiva.

Giudizio. La calda avvolgenza alcolica ne fa un grande vino da piatti con salse speziate (nei limiti della nostra cucina tradizionale). Il bilanciamento aromatico tra i sentori fruttati e quelli terziari fa presagire lunga vita.


L’aspetto è imponente, molto intenso ed integro. Al naso è inizialmente un po’ scontroso, ma presto libera speziatura e sottobosco, selvaggina e caffè – tutto con grande finezza. La struttura del vino è imponente, con tannini concentrati ma estremamente fini e avvolgenti, quasi anomali per il terroir. Ottima corrispondenza aromatica, con contributo di incenso. Il sapore si smorza in modo estremamente lento e costante.

Giudizio. Lo spessore gustativo grandioso, la complessità aromatica e la stessa ritrosia iniziale del bouquet sono chiari segnali di un vino capace di lunga vita e soprattutto di ottima evoluzione negli anni a venire.


Rubino scuro con evidenti riflessi granati, questo ’93 offre profumi variegati come i campioni precedenti. Intensi e quasi penetranti arrivano i ricordi animali e di sottobosco, con variazioni su note minerali (iodio, p.b.) e di evoluzione (paglia bagnata, m.f.). Insomma si conferma il bel ventaglio aromatico percepito nei campioni più “anziani”. In bocca il vino presenta carattere maturo e caldo, anche se al centro bocca compare un certo “scalino” e il gusto vira verso l’asciutto.

Giudizio. Qui la continuità gustativa non è notevole come riscontrato finora. In ogni caso la grande forza a disposizione, sia aromatica che strettamente gustativa, può essere giocata egregiamente in abbinamento a piatti umidi e speziati.


Il rubino intenso che dà una buona impressone di tenuta nel tempo, trova conferma nel fruttato giovanile del naso. Accanto ai ricordi di ciliegia e frutti di bosco troviamo la nota balsamica (rosmarino). La fitta trama tannica sembra ingabbiare la polpa fruttata, con sensazione di eleganza che non nasconde tuttavia acidità e alcol gagliardi. Lungo finale con ottima persistenza aromatica.

Giudizio. Ritorna un carattere simile al ’90, che ci dà l’impressione di (relativa) chiusura giovanile. La stoffa setosa e la freschezza aromatica danno già, comunque, grosse soddisfazioni proprio in degustazione pura.


Sembra un infante tanto alla vista che al naso, dove sfoggia ancora vinosità (m.f.). Si sentono anche note floreali, come la classica viola, o fruttate come la fragolina di bosco. Calore alcolico, freschezza acida e sostegno tannico sono ai massimi livelli. Le sensazioni gustative si smorzano con estrema lentezza, come solleticando il palato.

Giudizio. Poco più di cinque anni, e sembra nato ieri. L’armonia riscontrata è straordinaria per l’annata e la zona, né significa raggiungimento del picco qualitativo, tanta è la ricchezza.


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    Fattoria Le Corti

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Annata 2004 anteprima
   a Bordeaux

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   An Fusse des Berges
Wenzel Ruster Ausbruch Saz
Feiler Artinger Beerenauslese
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Fabrizio Bianchi Chardonnay
Badia a Coltibuono Riserva

Fidenzio

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Giulio Ferrari Riserva del
   Fondatore
Poggio all'Oro

Villa di Capezzana
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Giorgio Primo

Romitorio di Santedame
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Carmignano Riserva DOCG
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