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 Dove sei? HomeLe degustazioniPoggio Rosso
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Degustazione verticale di Poggio Rosso


Entrando nel centro aziendale di San Felice è difficile non notare il cartello con l’indicazione “Poggio Rosso”. L’etichetta, di grande notorietà pur non raggiungendo i numeri dell’altra Riserva, la notissima “Il Grigio”, vuole dunque indicare l’origine precisa delle uve, tredici ettari sui quattrocento metri di altezza impiantati fra il ’71 e l’ 80. Qui il terreno è particolare: di medio impasto, ricco di scheletro e allo stesso tempo di argilla. A questa zona, a partire dalla vendemmia ’78, il direttore di allora – il mitico Enzo Morganti a cui tanto dobbiamo per la comprensione e lo sviluppo di tutto il territorio – dedicò un imbottigliamento separato. Da notare che erano già passati dieci anni dal lancio del Vigorello, il padre di tutti i Supertoscani. E non è che lo spirito di ricerca dell’azienda si sia fermato: sotto la direzione dell’attuale enologo Leonardo Bellaccini è continuata la collaborazione con l’Università di Firenze e la cura di un vivaio aziendale con diversi vitigni autoctoni. Il risultato sarà l’uscita il prossimo anno di un vino da uva Pugnitello che abbiamo assaggiato in anteprima e che vi garantiamo di grande interesse. L’anno scorso invece è stato reimpiantato il primo appezzamento di Poggio Rosso, utilizzando quattro cloni di Sangiovese selezionati sul posto. La maturazione avviene in fusti da 500 litri per quasi due anni. La degustazione ha messo in evidenza una ragguardevole costanza di caratteri, che giustifica l’abbondanza di riconoscimenti internazionali raccolta da quest’etichetta. Il tratto fondamentale e costante è risultato l’eleganza del Sangiovese, qui con un saldo di 10% di Colorino: un’eleganza che permette anche l’apprezzamento in degustazione pura, ferma restando la vocazione chiantigiana all’abbinamento con piatti di rilievo. Da manuale la scala cromatica delle annate messe in fila, sempre esaltata da notevole luminosità.

di Sandro Bosticco

AGRICOLA SAN FELICE Spa
Località San Felice
Castelnuovo Berardenga – Siena
tel. 0577 3991 – fax 0577 359223
www.agricolasanfelice.it
info@agricolasanfelice.it

 



1988



Il rubino con evidenti riflessi aranciati, brillante, fa da ambasciatore a un fine bouquet di evoluzione, con note di affumicato tra il tabacco e il goudron e ricordi di spezie (anice). Il gusto è decisamente asciutto pur senza alcuna astringenza tannica, giocato su sostenuta vena acidula. Finale di grande pulizia e persistenza, equilibrato.

Giudizio. Giudizio. Un vino ancora godibilissimo, in abbinamento o in assolo, che mostra il lato più elegante di un’annata di buona fama, ma spesso giocata – altrove in Toscana – solo sulla forza. Per la cronaca, la maturazione si svolse prima in botte grande e poi in barrique, una tecnica oggi esecrata ma allora piuttosto diffusa.

 



1990



Anche qui grande veste, rubino con tonalità granata. Il vino sfodera un gran bel profumo, notevole soprattutto nella gamma aromatica: si va dal floreale al fruttato leggero, poi tracce di legno speziato e note animali e affumicate. Decisamente intrigante per l’appassionato dei riconoscimenti! In bocca si rivela anche questo di grande finezza, equilibrato e di fresca persistenza dopo un attacco piuttosto caloroso.

Giudizio. Affinato in botti in parte grandi e in parte piccole, questo campione da un’annata mitica ci ha impressionato per la complessità aromatica e la finezza, dandoci subito la conferma della personalità “territoriale” dell’etichetta.

 



1995



L’aspetto è sempre brillante, rubino con qualche riflesso granato. Il profumo, dapprima compresso, si apre ricordandoci il sottobosco, poi la pelliccia: notevole la spinta alcolica, a richiamare la frutta sotto spirito. La consistenza in bocca è superiore a quella dei campioni precedenti, ma non al punto di tradire il carattere asciutto che caratterizza anche questo millesimo. La sensazione di calore conferma quanto percepito al naso; lunga e armonica la persistenza.

Giudizio. Affinato in botti in parte grandi e in parte piccole, questo campione da un’annata mitica ci ha impressionato per la complessità aromatica e la finezza, dandoci subito la conferma della personalità “territoriale” dell’etichetta.

 



1997



L’intensità del colore è il marchio della concentrazione dell’annata, pur rimanendo a suo modo luminosa. Grande il bouquet, che offre sottobosco e frutta (in particolare ciliegia, anche sotto forma di marmellata) insieme a note speziate. Il gusto è caldo e largo, distribuito su un tannino setoso. Finale lungo ma gentile, di un’asciuttezza senza spigoli, con retrogusto cioccolatoso.

Giudizio. Questo ’97 ci sembra molto ben rappresentativo dello stile di Poggio Rosso, riuscendo a coniugare la classica asciuttezza chiantigiana con un garbo e un’eleganza notevoli. Dall’insieme di aspetto, profumo e sapore ci aspettiamo numerose future soddisfazioni dal millesimo.

 



1996



Il rosso rubino è decisamente intenso, con venature porporine. Nonostante questo, la luminosità è aumentata. Il bouquet è di quelli che stimolano la fantasia, perché al frutto diffuso ogni degustatore affianca riconoscimenti diversi, dal cioccolato vanigliato (l.r.) alla buccia d’arancia e liquirizia (p.b.). Personalmente ci trovo aroma di anice e una nota affumicata. Grande è l’equilibrio di sapore, con tannini fitti, acidità e alcol in ottimo equilibrio.

Giudizio. Primo millesimo di Carlo Ferrini e primo “Tre Bicchieri” per il Cerviolo (che inaugurò una serie eccezionale). Da qui in poi il Sangiovese gioca un ruolo di maggioranza relativa, tra il 40 e il 50%. Questo ’96 ha grande spessore e allo stesso tempo un profilo elegante.

 



1997



Il rubino intenso manda riflessi porporini ed annuncia un profumo di pari forza, dove riusciamo a distinguere note fresche, come piccoli frutti e un cenno di balsamico, accanto a ricordi di spezie e un annuncio di goudron. L’attacco in bocca è come nelle altre annate, equilibrato tra calore alcolico e freschezza acida; anche i tannini si fanno poi sentire con discrezione. Solo il finale risulta più asciutto, lasciando una sensazione amarognola che ci ricorda proprio il caffè.

Giudizio. Un ’97 degno delle aspettative – talvolta un po’ mitiche – sull’annata. C’è un’equilibrata pienezza che può conquistare il neofita come il degustatore accanito. Lunga vita.

 



1999



L’aspetto è qui impenetrabile, con lieve bordo porpora a bicchiere inclinato. I profumi non sono esuberanti come l’aspetto lascerebbe supporre, e tuttavia molto gradevoli e di buona varietà. Il tono è un po’ austero, con note di spezie, liquirizia e freschezza mentolata. Anche in bocca rivela un carattere deciso, ricco di vigore. Ottima la persistenza.

Giudizio. Ci è parso il campione meno decifrabile in questo momento: pur presentando aspetti giovanili, come proprio la vista, gli affianca dei caratteri più evoluti, come il bouquet già positivamente maturo. Lo stacco gustativo finale ne fa anche il più “da pasto” dei campioni assaggiati.

 



2000



Si presenta scuro ma non cupo, di tonalità leggermente violacea. Avvince il naso con ricordi di fiori (viola, lavanda) e frutti in confettura, rilasciando poi anche note speziate (chiodo di garofano). Il gusto è asciutto ma setoso, di un calore temperato. Ottima la corrispondenza aromatica, che accompagna verso un lungo finale.

Giudizio. Il vino è caratterizzato da un crescendo gustativo notevole, pur non cedendo nulla alla moda della concentrazione a tutti i costi. A contrasto con il precedente, risulta molto godibile anche senza accompagnamento di mangiare.

 



 Le degustazioni del mese

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Tenuta di Trinoro
Poggio ai Chiari
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Corbaia
Degustazione "En primeur"
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Dieci anni di Opus One

Luce della Vite
Chianti Classico Riserva
   “Vigna Casi” e Fiore
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“Girolamo” del Castello di Bossi
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Cabernet Franc "Vignamaggio"
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Vino San Martino
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Vini scelti
   da Grand Jury Euroéen

Fontanalloro
Roccato Rosso Igt
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Cerviolo Toscana Igt
Tignanello
La Regola Doc Motescudaio
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Château Doisy Daëne’ Barsac
Wenzel Ruster Ausbruch
   An Fusse des Berges
Wenzel Ruster Ausbruch Saz
Feiler Artinger Beerenauslese
   Traminer

Fabrizio Bianchi Chardonnay
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Fidenzio

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Excelsus Igt Toscana

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   Fondatore
Poggio all'Oro

Villa di Capezzana
Le Pergole Torte Igt

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Giorgio Primo

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Ornellaia Bolgheri Superiore
Chardonnay Doc Terre di
   Franciacorta Bianco

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Benefizio Doc Pomino
Rosso Fiorentino

Vinsanto Riserva
Cerretalto

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Vigna del Sorbo
I Sodi di San Niccolò

Tempietto

Cervaro della Sala
Carmignano Riserva DOCG
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I vini di Pisa
Drappier
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