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 Dove sei? HomeLe degustazioniLa Regola Doc Montescudaio Rosso
La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale di La Regola Doc Montescudaio Rosso


Degustazione effettuata presso il ristorante enoteca “Del Duca” di Volterra il 25 febbraio 2004.

di Leonardo Romanelli

Podere La Regola
via Gramsci, 1 - 56046 Riparbella (Pi)
tel. e fax 0586 698145
www.laregola.com
info@laregola.com


 



1998



Di colore rosso rubino scuro, intenso, virato al granato sul bordo. Note fruttate come la confettura di prugna e la scorza d’arancio essiccata si susseguono a nuances speziate di chiodo di garofano e tabacco dolce, per chiudere con il floreale della viola mammola pestata e la ruggine di ferro. Di bello spessore la bocca, che conserva un buon tenore tannico, dolcezza di frutto ed equilibrio fra acidità ed alcol. Finale di media lunghezza, che chiude senza indulgere per l’opera di un tannino ancora austero.

Giudizio. Perfettamente godibile ed in piena maturità stilistica, è un ottimo esempio di Sangiovese della costa, ricco di personalità.

 



1999



Alla vista si presenta di un rubino nerastro, dall’unghia leggermente virata al granato. Il naso presenta un insieme fresco ed incentrato sul frutto “nero”, il mirtillo e la mora su tutti. Anche le note balsamiche sono più evidenti, rendendo il bouquet longilineo ed elegante. All’aristocratico olfatto fa da contrappunto la sapidità del palato, che unita al tannino vigoroso ma ben distribuito rende l’insieme lungo ed apprezzabile.

Giudizio. Si avverte il graduale passaggio che porterà al nuovo uvaggio di questo ottimo cru. Eleganza e compostezza.

 



2000



Nerastro al centro, porpora sul bordo del bicchiere, presenta un complesso olfattivo di ottima ampiezza e charme. Frutti rossi e neri maturi come il ribes, il mirtillo e la prugna, si susseguono ad accenni freschi di eucalipto e dolciastri come la cannella. Il palato è succoso e sapido, dal peso estrattivo rilevante senza tuttavia rinnegare la indole da “gazzella”. Anche il tannino è sostenuto, ma la polpa del frutto lascia intravedere una completa fusione negli anni a venire. Il tenore alcolico è in ottimo equilibrio con tutte le componenti dure, acidità compresa.

Giudizio. Il progetto inizia a delinearsi, e se la corporatura dell’insieme rimane da ginnasta, crescono potenza e complessità.

 



2001



L’abito è di un bel porpora compatto, impreziosito da venature nerastre. Al naso, di bella intensità e compostezza, emergono note di lampone, fragola e ribes, che lasciano spazio ad un trionfo di viola mammola, per concludere con le nuances balsamiche di eucalipto e quelle minerali di grafite. Il palato diviene ancor più ricco e complesso, rivelando un’ottima maturità dei tannini che si integrano nella trama tessuta dall’acidità e dall’alcol, ancora una volta in bell’equilibrio. Il finale, sapido e lungo, sottolinea la perfetta rispondenza gusto-olfattiva.

Giudizio. Il traguardo dell’eccellenza è stato già ottenuto. Aristocratico e vigoroso, ha un bel futuro davanti a sé: almeno 6-7 anni di gloria.

 


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