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La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale del Chianti Classico Riserva


Selvapiana, nel Basso Medioevo, rappresentò un luogo di villeggiatura dei vescovi di Firenze. Nel corso dei secoli, Selvapiana è appartenuta a varie famiglie di mercanti fiorentini, gli ultimi furono gli Scalandroni, che la cedettero nel 1826 al banchiere Michele Giuntini. Nel 1953 la conduzione dell’azienda passò a Francesco Giuntini, che l’ha gestita, con l’aiuto di Franco Masseti. In quel periodo le difficoltà da affrontare non furono poche per tanti aspetti, tra cui la fine della mezzadria, la riforma agraria, lo spopolamento delle campagne e soprattutto l’assenza di mercato per il vino. Solo negli anni settanta inizia la produzione dei vini in bottiglia a cui seguirono i primi riconoscimenti. Nel 1978, l’enologo Franco Bernabei iniziò il rapporto di collaborazione con l’azienda che prosegue tuttora, con soddisfazione di entrambi. Il 1979 è il primo anno di produzione della Riserva Vigneto Bucerchiale, selezione delle uve migliori dell’omonimo vigneto impiantato nel 1968, vigneto con esposizione sud, sud–ovest. Il terreno è argillo-calcareo, ricco di scheletro e molto profondo. Selvapiana attualmente ha una superficie di 245 ettari di cui 60 di vigneto, dei quali 54 coltivati a Sangiovese. I vini prodotti sono tre: Chianti Rufina (produzione 120.000 bottiglie), Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale (produzione circa 30.000 bottiglie) e “Fornace I.G.T.”, produzione 3.000 bottiglie. Viene prodotto anche un vin santo con 4.000 bottiglie da lit. 0,500. I vini prodotti sono longevi e piacevoli e la degustazione che segue ne è la dimostrazione.
Nell’annata 1997 e solo in quella, insieme al sangiovese c’è del cabernet sauvignon e del merlot, in minor quantità rispetto al sangiovese. L’annata 1997 non rispecchia la tradizione dell’azienda in quanto normalmente il vino ha un uvaggio sangiovese nella misura del 100%. Questi vini con uvaggi sangiovese necessitano di molto tempo per potersi esprimere al meglio. I vini giovani normalmente sono chiusi ed esprimono pochi profumi. Nell’invecchiare, il vino offre un ventaglio olfattivo più importante e vario. Sotto il profilo gustativo c’è da rimarcare che il tannino, anche se inizialmente è ben distribuito, finisce per diventare un po’ più astringente, rispecchiando in pieno la tipologia dell’uvaggio sangiovese.
Degustazione effettuata il 03.11.2004, presso l’Azienda, in Rufina. Verticale del Chianti classico riserva che dal 1979 è denominato Bucerchiale.

di Paolo Baracchino

Fattoria Selvapiana
Via Selvapiana, 3
50068 Rufina (FI)
tel. 055 8369848
fax 055 8316840
selvapiana@centroin.it

 



1948



Si presenta di colore rosso aranciato. All’olfatto offre un carosello di profumi intriganti che vanno dalla cacciagione (gibier), al finocchio selvatico, al sambuco, al tabacco (L.R.), alle foglie morte, al goudron, all’affumicato (S.B.), allo iodio, per proseguire poi con note balsamiche di menta, di ruggine, di dattero secco per finire con note di liquirizia. In bocca è abbastanza elegante con una freschezza ben presente, che domina l’alcol. La tannicità è contenuta ma percettibile. Tannino dolce abbastanza vellutato, non troppo largo. Corpo non particolarmente potente. Il vino non è abbastanza equilibrato e persistente.

Giudizio. Vino emozionante, stanti anche i suoi 56 anni. Il corpo è un po’ scarico con una freschezza abbondante, che maschera l’alcol. Migliore all’olfatto che al gusto. 84-89

 



1958



Rosso aranciato con riflessi mogano. Al naso è inizialmente chiuso e si percepiscono solo note di smalto. Dopo qualche minuto, si apre a note piacevoli di terra, di tartufo (S.B.), di tabacco, di cacciagione (gibier) di foglie appassite. Alcol un po’ pungente. Il bagaglio olfattivo prosegue con note di ruggine e note terziarie di carruba e di goudron. Al gusto l’alcol e la freschezza sono ben equilibrati ed il tannino si presenta dolce, centrale, ed inizialmente un po’ morbido per poi asciugarsi velocemente. Vino abbastanza equilibrato, corpo snello ma buona persistenza.

Giudizio. Il vino al gusto manifesta tutta la sua maturità. I tannini sono più asciutti rispetto all’annata 1948 ed il corpo, come pure i tannini, appaiono un po’ affaticati. L’alcol e la freschezza sono in buon equilibrio tra loro. 75-79

 



1964



Di colore rosso aranciato; con tonalità scure. Al naso esprime profumi terziari già sentiti nelle annate precedenti, quali il gibier, l’humus, le foglie morte e la carruba. Il ventaglio olfattivo prosegue con note di terra, di pepe bianco, di foglia bagnata (S.B.), sensazioni balsamiche, di caramella di rabarbaro e di dattero secco. Al gusto le sostanze dure dominano su quelle morbide, con una freschezza che sovrasta l’alcol. Il tannino è abbastanza largo, inizialmente vellutato per poi diventare piuttosto asciutto nel finale. Poco equilibrato ma persistente.

Giudizio. Alcol, freschezza e tannini viaggiano un po’ separatamente, anche se il corpo è sufficiente per integrare la componente alcolica. 80–84

 



1965



Il colore è rosso aranciato, con riflessi mogano. Naso di notevole impatto olfattivo con note di pepe bianco, di terra, di foglie morte, di dattero secco, di cuoio (L.R.), di iodio e di selvaggina. I profumi proseguono con note già avvertite nel passato, di ruggine e di carruba. All’impatto gustativo si rimane colpiti dalla sapidità e dalle note minerali. Ci propone una buona fusione di alcol, freschezza e di tannini, che sono ben dosati, creando un buon equilibrio. Corpo medio, di buona persistenza.

Giudizio. I tannini sono più soffici rispetto all’annata 1964, piacevole è la sua mineralità mentre disturba un po’ la nota acetica a livello retrolfattivo. Nell’insieme è un vino piacevole. 84-89

 



1979



Colore rosso aranciato con riflessi mogano. All’esame olfattivo si presenta con un ventaglio di profumi, che vanno dallo smalto, alla selvaggina, alle foglie appassite, alla prugna secca (L.R.), all’humus, alle note speziate di pepe nero, ad altre sensazioni terziarie quali il goudron e la carruba. Al gusto si rimane ammaliati dalla piacevole sapidità e mineralità. Sensazioni dure e morbide nel corpo che vanno per mano, in buona armonia tra loro, con l’alcol e la freschezza in giusta dose, ed un tannino inizialmente abbastanza morbido che nel finale diventa un po’ troppo secco, quasi allappante. Buona la persistenza.

Giudizio. Colpisce la peculiarità di avere un retrogusto di nocciolina tostata. Commissione divisa sul giudizio. 80 – 84

 



1981



Alla vista si presenta rosso granato con riflessi aranciati. Al naso si evidenziano piacevoli note di confettura di ciliegia, di cuoio. Si prosegue con sensazioni balsamiche, di caffè, di iodio, di lacca (S.B.), di rabarbaro, di cacciagione. In bocca la sua bella personalità si conferma con una sorprendente confettura di ciliegia e con un deciso equilibrio tra freschezza e struttura alcolica, presenti in modo dosato, con un tannino dolce e abbastanza largo, inizialmente morbido ma con un finale un po’ secco. Corpo ben presente, con sufficiente persistenza.

Giudizio. Annata non felicissima, ma dal risultato ottimale. Hanno colpito in particolare la piacevolezza dei profumi fruttati e la bella confettura di ciliegia nel retrogusto. 85–89

 



1990



Rosso rubino con tonalità scure ed unghia granata. Profumi ampi e penetranti, di note animali, quali la pelle, e poi sensazioni balsamiche, di catrame (L.R.), di caffè, pepe nero, di iodio, di salsedine, e note fruttate di confettura di ciliegia e di mora. Note terziarie successive quali il sottobosco e le foglie morte si avvertono sul finale. In bocca la componente acida è ben presente, come pure la componente alcolica che ben si equilibrano tra loro. Il tannino è dosatamente presente, delicato e morbido, abbastanza largo, diventando nel finale più centrale e secco. Buono è quindi il suo equilibrio come pure la persistenza.

Giudizio. Vino che appare giovane, e andrà degustato nuovamente, più volte, nei prossimi anni per seguire la sua evoluzione sia olfattiva che gustativa. 84–89

 



1993



Rosso rubino con parte centrale più scura e con lieve bordo granato. Al naso è intenso e piacevole con riconoscimenti di pelle, di note balsamiche, di pepe nero, di ribes (L.R.), di confettura di ciliegia, di rabarbaro, di iodio, di cacciagione. Si percepiscono, inoltre, sentori di foglie morte e di liquirizia. In bocca è potente, ma equilibrato, con giuste dosi di alcol ed acidità che ben si coniugano ad un tannino dolce, abbastanza morbido e ben distribuito. Equilibrato con buona persistenza.

Giudizio. Ottima componente tannica. Colpisce la varietà olfattiva che va dal floreale, che è normalmente tipica dei vini giovani, alla confettura per arrivare ai profumi terziari quali ad esempio la cacciagione. 90–94

 



1995



Rosso rubino vivo, con parte centrale più intensa e con lieve bordo granato. Profumi ampi che evidenziano inizialmente delle note animali quali la pelle, per poi lasciare spazio a spezie quali pepe nero e chiodi di garofano. Il ventaglio olfattivo prosegue poi con note di confettura di ciliegia e di viola, iodio e caffè. Al palato colpisce la netta sensazione di saporita confettura di ciliegia. È equilibrato con una vena acida che ben si coniuga con l’alcol e la morbidezza. Il tannino è piuttosto dolce, abbastanza vellutato inizialmente, per poi diventare un po’ troppo asciugante nel finale. Corpo di media struttura, con buona persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Si sente sempre la presenza del legno che meglio si deve fondere al vino. Ancora molto giovane, che potrà evolvere olfattivamente, ma non sotto il profilo gustativo. Tannini aridi. 85-89

 



1997



Alla vista si presenta rosso rubino scuro con tonalità intense sul blu. All’olfatto esprime una struttura aromatica ampia e piacevole, che denota tutta la sua gioventù, con note intense balsamiche, di animale, di pelle, di iodio e di pepe nero. L’esame olfattivo prosegue con intense note di viola, caffè, goudron (S.B.) e di confettura di mora. Al gusto l’ingresso è morbido, con sensazione pseudocalorica efficacemente contrastata dalla freschezza e da adeguata tannicità. Il tannino è ben strutturato, dolce, vellutato, morbido. Vino equilibrato, dotato di un buon corpo con una lunga persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Appare in splendida forma e ancora giovane. Ancora divisa la commissione, che ha trovato estimatori maggiori anche per quest’annata. 84–89

 



1999



Rosso rubino scuro con lieve bordo porpora che riesce a sorprendere per luminosità e densità. Profumi ampi ed eleganti che aprono con note animali di pelle, balsamiche di menta, e poi di viola e di pepe nero, per proseguire con intriganti sensazioni di iodio. In bocca è equilibrato con l’alcol ben dosato, accompagnato da una vena acida che lo contrasta efficacemente, grazie ad un corpo bilanciato. Il tannino è ben dosato, dolce, abbastanza largo, appena asciugante nel finale. Buona persistenza.

Giudizio. Vino molto giovane che sicuramente nell’invecchiare saprà dare, come di consuetudine, un ventaglio olfattivo complesso. 90–94

 



2001



Bel colore rosso rubino con lieve unghia porpora. All’olfatto denota tutta la sua gioventù, con intense note animali di pelle, di prugna fresca, di note balsamiche di menta, di fragolina (S.B). Prosegue con note di vaniglia, di pepe nero, di liquirizia e di ciliegia matura. Al gusto è piacevole ed equilibrato, di buona struttura, con alcol e freschezza che si accompagnano con maestria, senza che l’uno domini l’altro. Il tannino è ben presente, largo quasi nella sua integralità, dolce, inizialmente morbido e vellutato per poi nel finale diventare un po’ secco. Il corpo tiene sotto controllo l’alcol e dona al vino una bella struttura. Lunga persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Vino interessante, con prospettive future, che potrà sicuramente migliorare. Il vino è stato degustato in anteprima, prima della sua uscita in commercio. 90–94

 



 Le degustazioni del mese

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    della Christie’s

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Tenuta di Trinoro
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Degustazione "En primeur"
   dei vini di Bordeaux 2005

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Vin Santo di Coltibuono
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Luce della Vite
Chianti Classico Riserva
   “Vigna Casi” e Fiore
D’Ovidio

“Girolamo” del Castello di Bossi
"Madonna del Piano" Brunello
    di Montalcino Docg Riserva
    dell'azienda Valdicava
“Don Tommaso” dell'azienda
    Fattoria Le Corti

Cabernet Franc "Vignamaggio"
Capatosta Poggio Argenteria
Nardo
Il Futuro
Annata 2004 anteprima
   a Bordeaux

Fattoria Selvapiana
Chianti Classico di Riserva
   Berardo Castello di Bossi
Vino San Martino
   di Villa Cafaggio
Vini scelti
   da Grand Jury Euroéen

Fontanalloro
Roccato Rosso Igt
Merano Winefestival 2004
Poggio Rosso
Flaccianello della pieve
ERRATA CORRIGE
Cerviolo Toscana Igt
Tignanello
La Regola Doc Motescudaio
   Rosso
Château Pavie 2001
   Saint Emilion 1er Grand Cru
Château Lynch – Bages
   Pauillac Grand Cru
Château Lafon Rochet
   Saint – Estèphe
Château La Cabanne - Pomerol
Château La Pointe – Pomerol
Château Bastor
   Lamontagne – Sauternes
Château Nairac – Barsac
Château Climens 1er Cru
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Château Doisy Daëne’ Barsac
Wenzel Ruster Ausbruch
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Wenzel Ruster Ausbruch Saz
Feiler Artinger Beerenauslese
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Fabrizio Bianchi Chardonnay
Badia a Coltibuono Riserva

Fidenzio

Summus
Excelsus Igt Toscana

Luenzo Igt Toscana
Giulio Ferrari Riserva del
   Fondatore
Poggio all'Oro

Villa di Capezzana
Le Pergole Torte Igt

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Giorgio Primo

Romitorio di Santedame
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   Franciacorta Bianco

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Siepi
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Benefizio Doc Pomino
Rosso Fiorentino

Vinsanto Riserva
Cerretalto

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I Sodi di San Niccolò

Tempietto

Cervaro della Sala
Carmignano Riserva DOCG
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I vini di Pisa
Drappier
Riserva Ducale Ruffino
Sociando-Mallet, Haut-Medoc
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Merlot e Syrah
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