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Degustazione verticale di Siepi -
Igt Toscana

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Il nome, evocativo, indica una delle proprietà di Fonterutoli,
nel comune di Castellina in Chianti, sui declivi verso la Val d'Elsa
a circa duecentocinquanta metri d'altezza. La zona - e non solo
a Siepi - offre terreni relativamente ricchi. L'esposizione sud/sud-ovest
fa il resto per garantire maturazione alle uve e rotonda pienezza
al vino. Il prodotto risulta uno dei più particolari del
comprensorio chiantigiano, anche per via del non comune uvaggio
paritario Sangiovese-Merlot. I vitigni sono vendemmiati e vinificati
separatamente al rispettivo momento ottimale (prima il Merlot, ovviamente)
e poi affinati in carati francesi per più di un anno.
Il Siepi ha collezionato un impressionante medagliere di riconoscimenti
nelle sue nove edizioni, godendo di un continuo consenso di critica:
una qualità costante effettivamente riscontrata anche nella
verticale. Si tratta di un vino destinato a piacere non solo agli
esperti: risulta facile da apprezzare (il che è da prendere
come un complimento), pur lasciando al degustatore concentrato la
soddisfazione di sviscerarne tutte le affascinanti sfaccettature.
Nel ventaglio dei vini aziendali, dopo la scomparsa del Concerto,
rimane l'unico supertuscan. Ma super davvero.
Degustazione effettuata presso la vicina "azienda amica"
La Brancaia, il 31 gennaio 2002.
di Michele Franzan
Castello di Fonterutoli (loc. Fonterutoli) Via Ottone III di Sassonia,
5 53011 Castellina in Chianti (SI)
tel. 0577 73571 fax 0577 735757
www.fonterutoli.it
fonterutoli@fonterutoli.it
Si presenta luminoso, con un rubino piuttosto intenso dalle sfumature
aranciate. Intenso è anche il profumo, che sta accumulando
carattere terziario e quindi complessità. Riconosciamo il
tabacco, la frutta in confettura e le spezie. Calore e freschezza
sembrano termini contraddittori ma sono i descrittori di questo
gusto, in ottimo equilibrio. Buona avvolgenza e persistenza.
Giudizio. Il capostipite non è solo un'icona da venerare,
ma un prodotto vivo, in grado di fronteggiare anche piatti impegnativi.
Grande forza senza durezza.
L'aspetto è anche qui affascinante, con tonalità calda.
Il bouquet è intenso e ricco, con elementi di vivacità
(menta, pepe) e di morbidezza (caramello, frutta matura). Il sapore
ci convince appieno per asciuttezza ben bilanciata dal calore alcolico
e ottimo aroma di bocca, con tostato intrigante. Finale lungo e
suadente.
Giudizio. Un vino in ottima forma, compatto ma equilibrato
al gusto, interessante e persistente nell'aroma. Offrirà
ulteriore interessante evoluzione.
Rubino sempre concentrato e limpido, appena sfiorato dagli anni.
Il profumo è anche qui complesso, può ricordare un
Bordeaux per via dei sentori erbacei e allo stesso tempo tostati.
Ci troviamo anche il fruttato (ciliegia amarasca, P. B. e prugna,
L. R.), che ritornerà in bocca. Molto buono, dunque, anche
l'andamento gustativo, con una grande stoffa, sorretta da vena acida.
Finale di buona consistenza e durata.
Giudizio. Struttura e aromi di grande livello, è un
campione che soddisfa in degustazione ma si presta anche ad abbinamenti
impegnativi.
Il colore è intenso e, come nei precedenti, vivace per lucentezza.
Qui c'è un bouquet impressionante per complessità
e anche piuttosto potente. Note balsamiche (rosmarino) si mescolano
a quelle fruttate (ciliegie sotto spirito) e speziate (pepe). Arrivano
a ruota altre sensazioni, che spaziano dalla polvere di legno alla
castagna secca alla caramella di rabarbaro (P. B.). Gusto solido,
con tannini fitti, retrolfatto all'altezza del profumo e persistenza
adeguata.
Giudizio. Un millesimo che merita grande attenzione all'assaggio,
e soprattutto regala al naso diversi stimoli: da giocare con un
bicchiere degno. La struttura di bocca, accompagnata da questa ricchezza
olfattiva, ce lo indica come destinato a lunga vita.
Ottima tenuta del colore, con qualche riflesso addirittura porporino.
Il profumo richiama la dolcezza del frutto (marasche, fragole) e
quella del latte (caramella mou), con sfumature di spezie (cannella,
L. R.) In bocca questo vino è saporoso, pieno, e va asciugandosi
lentamente.
Giudizio. Un'annata giocata sulla piacevolezza e la rotondità,
sia gustative che aromatiche. Sembra avere già raggiunto
una buona maturazione.
Si presenta con un rubino pieno, intenso e vivo allo stesso tempo.
I profumi si dispiegano a ventaglio, richiamando la frutta matura
e la confettura, il cacao e il pepe, o perfino la gomma (P. B.).
La trama tannica è fitta, in buona simbiosi con la componente
acida a equilibrare il calore alcolico che diffonde gli aromi di
retrolfatto. Il finale è il più lungo della serie.
Giudizio. Questo millesimo, che sempre crea aspettative e
talvolta le delude, si esprime qui con grande ma equilibrata personalità,
promettendo lunghissima vita. Da godere anche subito, se si vuole.
È un vino in grado di imporsi - senza violenza - in diverse
circostanze.
Colore cupo che fa presagire grande ricchezza. Infatti, il profumo
è fragrante di spezie (incenso, chiodo di garofano) e di
frutti (ci troviamo ciliegia, fragola, lampone e mora), tutti elementi
che certamente si amalgameranno meglio in futuro. La componente
fruttata fa pensare subito al Merlot (M. F.). L'attacco in bocca
è molto consistente, quasi cremoso, per poi chiudere un po'
asciutto. Buon aroma retronasale.
Giudizio. È un Siepi giovane, che ha tanto materiale
da maturare.
Mostra la tonalità più concentrata, cupa. Al naso
propone una buona proporzione di fruttato e di legno, con ricordi
di mora, mentolato/balsamico e tostato. Bocca di grande consistenza
ma senza asperità, con finale molto lungo. Un vino "sferico"
(M. F.).
Giudizio. Anche questo, alla sua maniera, un fuoriclasse.
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