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Degustazione verticale di Sociando-Mallet,
Haut-Medoc A.O.C.

1994
  

1996
   

1989
  

1990
  

1982
  
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Lo Chateau Sociando - Mallet risulta classificato dal 1855 come
Cru Grand Bourgeois, una posizione modesta rispetto
alla fama che si è guadagnato con le sue bottiglie. Il proprietario
Jean Gautreau è orgoglioso di rimarcarlo, e accompagna il
vino in giro per il mondo. È lui lartefice della rimonta
dopo lacquisto nel 69, a lui si deve la cura nel conservare
un encépagement anomalo per il Médoc, che vede la
presenza di Merlot al 35% circa, senza disprezzare nemmeno il Petit
Verdot, e labilità tutta bordolese nel dosare il contributo
dei vitigni a seconda dellandazzo climatico dellannata.
Se ci saranno futuri ritocchi al listone storico, come del resto
è già avvenuto, questa tenuta vicino alla Gironda,
confinante con altri Chateau di prestigio assoluto, farà
un bel balzo in avanti.
Degustazione effettuata al Salone del Gusto di Torino il 26 ottobre
2000.
di Sandro Bosticco e Leonardo Romanelli
(i nostri commenti sono nellordine proposto dal produttore
presente)
Rubino di media intensità e buona limpidezza. Il profumo
è fine e fruttato allimpatto, con ribes in evidenza.
Seguono erba, sottobosco e tostato. In bocca risulta morbido ma
asciutto, con corpo sostenuto e buon retrolfatto.
Giudizio. Un bel risultato da unannata che, in generale,
non ha entusiasmato. Godibile quasi da subito.
Si presenta con forza, un rubino davvero carico, coperto. Al naso
regala sentori di buona frutta matura (marmellata di ribes, S. B.)
con un tocco di vivace speziatura. Grande polpa in bocca, con calore
e tannini che si svelano fini. Elegante avvolgenza e buona persistenza
dolce.
Giudizio. In zona lannata è quella finita sui
giornali per unulteriore e forse inopportuna botta di prezzi.
Quello che cè in questo bicchiere lo giustifica, ammesso
naturalmente di parlare bordolese. Vino già adesso molto
convincente, ma con più di un asso nella manica.
Il colore ricorda il sangue, ma è più luminoso. Colpisce
subito allolfatto per un tono animale, che però si
apre scoprendo per chi un fruttato stramaturo (L. R.), per chi la
traccia liquirizia-goudron (S. B.). Siamo alla classica evoluzione
dei profumi nel bicchiere, accade ai grandi vini specie non più
giovani. Lattacco in bocca è gagliardo, forse un tantino
astringente, ma cè sotto sostanza aromatica. Finale
lungo che ci lascia un tocco di amaro.
Giudizio. Non è un campione facile da giudicare, affascina
nel profumo ma non ci convince completamante nella struttura. Darebbe
il meglio nel fronteggiare un piatto strutturato e impegnativo negli
aromi.
Rubino carico e caldo che introduce un naso probabilmente un po
chiuso, dove si colgono pepe e sottobosco (S. B.) ma anche note
animali (L. R.). In bocca è morbido, quasi cremoso come primo
impatto, e continua potente con unottima progressione verso
lasciutto.
Giudizio. Per Romanelli è un prodotto ottimo ma non
troppo complesso e senza possibilità di grandi evoluzioni
future, Bosticco è più benevolo e ha fede nello sviluppo
aromatico a venire. Speriamo che qualche lettore possa riferirci
le sue impressioni tra un po di anni.
Laspetto è luminoso, di colore tendente al mattone.
Al naso è complesso e accattivante, ci sentiamo la menta,
il goudron ma anche la frutta cotta. Il gusto è molto ben
bilanciato tra morbidezza e acidità, un po di buoni
tannini ormai composti accompagnano verso un lungo finale con note
di sottobosco.
Giudizio. Gran bella annata per questo Chateau (ma per tutto
il bordolese!). Unaltra prova della longevità di questi
vini e della qualità di Sociando - Mallet.
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