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La schedaIl punteggio  


Degustazione verticale di Summus

1990



1993



1995



1997



1998



1999






Completiamo le verticali effettuate presso il Castello Banfi. Di scena, questa volta, due vini composti da uvaggio: il Summus, che prevede l'impiego di sangiovese, cabernet sauvignon e syrah e l'Excelsus, che ha mantenuto inalterata negli anni la sua composizione: cabernet sauvignon al 60% e merlot al 40%. Un percorso interessante, che mostra i progressi compiuti nel corso degli anni da vini che mantengono però salde radici con il territorio. È proprio la piena espressione delle caratteristiche del terroir quello che ci ha colpito di più, caratteristiche che si ripetono immutabili nel corso degli anni.
Degustazione effettuata in azienda il 24 gennaio 2003.

di Leonardo Romanelli

Castello Banfi Loc. Poggio alle mura, 53024 Montalcino (Si) -
tel. 0577 840111 fax 0577 840205
www.castellobanfi.it
info@banfi.it


Colore granato, con evidenti riflessi aranciati. Di buona compattezza colorante, non molto carico, luminoso. Al naso si dimostra aperto, di forte impatto, con qualche elemento meno nitido nel finale. Emerge la frutta matura e una miscela di spezie, cenni di canfora (s.b.) ed anche dattero secco e tabacco (p.b.), caffè. Buono l'ingresso in bocca, con una bella vena acida a supportare un corpo solido. I tannini sono a trama fitta, non troppo delicati. Il finale è caldo, con note balsamiche a livello retrolfattivo.

Giudizio. Ha compiuto la sua vita e si avvia ad una tranquilla vecchiaia. Segni di vetustà sono evidenti, ma è apprezzabile la tenuta generale. 84.


Alla vista si presenta granato deciso, con un accenno di aranciato nella parte dell'unghia, non troppo evoluto. All'esame olfattivo mostra dapprima una chiusura che poi si apre a sentori principalmente vegetali, e poi lascia spazio ad un bouquet evoluto, dove si riconosce il goudron (s.b.) e la grafite (p.b.). In bocca si dimostra di buon peso, con acidità in rilievo insieme ad un tannino ancora marcato.

Giudizio.
Il vino, si può dire, ha spaccato la commissione che ha considerato in maniera diversa le caratteristiche salienti. 80.


Si presenta di una buona tonalità rubina, dai riflessi appena granati. I profumi spaziano dapprima su note vegetali scomposte, per poi caratterizzarsi su aromi più freschi, di peperone e menta e poi ancora carruba e caffè (s.b.). Si colgono anche cenni di sottobosco e rabarbaro (p.b.). Sorprende la freschezza dell'acidità, nell'impatto in bocca, con il quale si mostra in sufficiente equilibrio ad una struttura decisa. Il finale è di media lunghezza, nel quale riaffiorano sentori erbacei.

Giudizio. Manca forse un'armonia generale, ma ci sono elementi singoli godibili e piacevolmente sorprendenti. 86.


Rubino, compatto, serrato, dai riflessi appena più scuri. All'olfatto di manifesta subito con un ottimo impatto, dove alle sensazioni lievemente erbacee si fondono note balsamiche, supportate da un bel fruttato, che ricorda il ribes e poi la viola (p.b.). Gradevole la sensazione gustativa, dove la freschezza data dall'acidità permette di raggiungere un gradevole equilibrio, con tannini avvertibili senza però risultare pesanti. Il finale è persistente, fresco, molto avvincente.

Giudizio. Un vino vivo, nervoso, dotato di energia. Una bella sensazione di vitalità. 87.


Bello il colore, rubino vivo serrato. Si esprimono al naso dapprima delle nuances tostate, per poi aprirsi a una miscellanea di frutti, composita; nella quale si riconosce la ciliegia, il mirtillo e la prugna cotta (s.b.). Note speziate delicate ricordano la cannella e i chiodi di garofano (p.b.). Al gusto si rileva un tannino deciso, molto tenace, che riesce poi a distendersi grazie a un corpo solido, di buona consistenza. Il finale rimane un po' condizionato dal tannino ma quella che prevale è una godibile piacevolezza gustativa, dove fa capolino il tostato del legno.

Giudizio. Ben fatto e costruito, con tanta materia che si può ancora distendere, con il tempo che può incidere ancora in maniera favorevole. 89.


L'esame visivo mostra un colore rubino dove però sono evidenti i riflessi porpora. L'impatto al naso è dapprima delicato, senza eccessi, con una progressione nella quale vengono fuori il frutto come la mora, la dolce sensazione di vaniglia, il cioccolato (p.b.) e note vegetali nobili. L'attacco in bocca è godibile, succoso, dove il tannino risulta a trama fitta e setosa, con una sapidità di buon livello. Ottimo il finale, di lunghezza importante.

Giudizio. Il migliore della serie, dove appaiono messe a frutto le esperienze del passato. 90.

 

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Romitorio di Santedame
Ornellaia Bolgheri Superiore
Chardonnay Doc Terre di
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Bruno di Rocca
Siepi
Brancaia

Benefizio Doc Pomino
Rosso Fiorentino

Vinsanto Riserva
Cerretalto

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Tempietto

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