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Degustazione verticale di Tignanello


Alla fine degli anni Sessanta, gli Antinori hanno voluto creare un vino che uscisse dagli schemi del Chianti Classico, destinato ad un più lungo invecchiamento. Sono state selezionate le piante migliori per produrre un Sangiovese di alta qualità che si coniugasse in modo perfetto con il “terroir”.
I vigneti sono ubicati oltre i 400 metri s.l.m., con un’esposizione, un microclima ed un terreno nel quale il sangiovese si può esprimere perfettamente. Di anno in anno la famiglia Antinori ha cercato di ottimizzare i metodi di coltivazione del Sangiovese, giungendo oggi a creare dei vigneti con un’alta percentuale nel terreno di roccia di Alberese, di dimensioni medio grandi, che è stata preventivamente frantumata ed è stata poi collocata sotto il filare.
Tutto ciò ha creato dei vantaggi, tra cui l’assenza di erbe infestanti e conseguentemente il mancato utilizzo di erbicidi; la maggior vicinanza del grappolo al terreno e quindi una più vicina fonte di calore; più raggi di luce sui grappoli per la presenza delle pietre bianche e l’anticipato inizio del germogliamento con un ciclo vegetativo più lungo.
L’innovazione del Tignanello è stata l’abolizione dell’uva bianca ad eccezione dell’annata 1971 dove è stata utilizzata anche della Malvasia bianca, contrariamente a quanto previsto nel disciplinare del Chianti Classico, nonché l’utilizzo di barriques (225 litri) per l’invecchiamento (da 14 a 24 mesi).
Con l’annata 1975 furono introdotte nell’uvaggio delle piccole percentuali di Cabernet Sauvignon e di Cabernet Franc. Tali percentuali possono variare di anno in anno a seconda della maturità dell’uva. Normalmente la percentuale è dell’80% per il Sangiovese e del 20% tra Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Degustazione verticale effettuata il 26 gennaio, presso l’Hotel Cavalieri Hilton di Roma.
La degustazione è stata organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier di Roma per festeggiare i 30 anni di produzione di questo vino dei Marchesi Antinori. Quindici annate presentate ad una platea internazionale di 140 degustatori.

di Paolo Baracchino

Marchesi Antinori Srl
Piazza Antinori, 3 - 50123 Firenze
tel. 0577 979232 fax 0577 979455
www.antinori.it
antinori@antinori.it

 



1971



Sangiovese con minima percentuale di varietà autoctone, tra cui la Malvasia bianca. Rosso aranciato più esattamente color mattone, visivamente si presenta molto evoluto. Naso intenso e di notevole complessità, profumi evoluti che variano dalla liquirizia, alla caramella di rabarbaro, dal mallo di noce al fico secco, per poi proseguire con sentori di goudron, di fox, di dattero secco, di gibier (che è la nota animale per eccellenza), di prugna secca, di scorza di agrumi canditi, di frutta candita, di caffè freddo, per poi terminare con intensi sentori di carruba matura.
In bocca è elegante, con una freschezza che è ben presente e che domina l’alcol. La tannicità, contenuta, ma percettibile, risulta essere vellutata, fusa ad una piacevole struttura. Buon equilibrio ed interessante finale. Persistente con retrogusto di carruba e di scorza di arancia candita.

Giudizio. Trattasi quasi di un vino da meditazione. I profumi sono tanti e vari, il vino è equilibrato ed i tannini inizialmente vellutati diventano un po’ secchi nel finale, mentre il corpo è un po’ debole, ciò trova giustificazione nell’età e in parte dell’uvaggio utilizzato, la malvasia bianca. È un vino che si degusta bene e volentieri, peccato che sia difficile da trovare.

 



1983



Sangiovese all’80%, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso granato con largo bordo aranciato. Il naso rivela una massa aromatica in cui si evidenziano le note balsamiche di eucalipto, menta e clorofilla. Il ventaglio dei profumi prosegue con note di prugna secca, di minerali, di cannella, di gibier, di caramella di rabarbaro, di carruba, di dattero secco e con lievi sentori di smalto di vernice.
All’esame gustativo le sostanze morbide dominano leggermente le sostanze dure ed in particolare la freschezza. Il tannino è dolce e centrale. Il vino si presenta poco equilibrato e poco persistente, con una particolare sapidità che si percepisce nettamente.

Giudizio. Questa annata è quella che mi è piaciuta meno sia per la carenza di equilibrio gustativo, sia per il corpo un po’ debole che per il finale che lascia un po’ di aspro in bocca. L’esame olfattivo invece appare interessante e piacevole.

 



1985



Uvaggio all’80% di Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso granato con bordo aranciato. Al naso esplode una netta sensazione di prugna secca unita a sentori di liquirizia, di caramella di rabarbaro, di polvere di cacao, di foglie morte, di terra bagnata e il ventaglio olfattivo termina con note animali: gibier.
In bocca l’impatto è morbido, calibrato e condito da levigate sensazioni tanniche oltre che da una vena fresca di piacevole nerbo. Il tannino è dolce e vellutato. Sorprendenti sono la sapidità e la mineralità. Corpo sempre di buona struttura. Finale di discreta lunghezza con retrogusto di clorofilla.

Giudizio. Vino piacevole dove spiccano la freschezza ed i tannini, dove l’alcol per fortuna è in sotto tono rispetto al corpo ed alla freschezza, consentendo un buon equilibrio.

 



1986



Un 80% di Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso granato con bordo aranciato. Profilo olfattivo segnato da una decisa nota di prugna secca che prosegue con sentori di fox, di cannella, di clorofilla e menta, di caramella di rabarbaro e di liquirizia.
Bocca morbida, intensa e piacevolmente calda.
Buono l'equilibrio, grazie ad una calibrata presenza acida; trama fitta e discreta, persistenza intorno alla quale ruotano le sensazioni olfattive. Il tannino è dolce ed ampio. La persistenza aromatica intensa è abbastanza lunga e si caratterizza per un ritorno aromatico di prugna secca e di fieno secco.

Giudizio. Anche questo vino è caratterizzato dalla freschezza che è presente grazie alla tipicità del Sangiovese e che riesce a ben equilibrare l'alcol, che in quest'annata è più presente rispetto all'annata precedente.

 



1988



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso granato con chiaro bordo aranciato. Netti sentori di gibier, di prugna secca, di liquirizia armonizzata a sentori di caramella di rabarbaro, di dattero secco e di foglie morte. Si evidenziano nel finale note balsamiche di clorofilla e di menta (erbe selvatiche). Bocca che denota buona struttura. Al gusto prevale la freschezza, seguita dalla sapidità e da una buona tannicità. Il tannino è dolce, vellutato ed ampio mentre la morbidezza è ben equilibrata dalla freschezza. La persistenza è lunga.

Giudizio. Anche in quest'annata come nelle altre si nota la continuità nella tipicità dei profumi. La freschezza ben si compenetra con la morbidezza creando, con i tannini, un buon equilibrio gustativo.

 



1990



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso rubino intenso con largo bordo granato. Al naso mostra i toni più caratteristici della tipologia: dal rabarbaro si spinge fino alla prugna secca, alle foglie morte, alla iuta, allo smalto di vernice, al caucciù, al cuoio, per finire con sentori di menta e di clorofilla.
Al gusto l'alcol e la freschezza sono ben equilibrati ed il tannino si presenta dolce ed inizialmente morbido, per poi diventare un po' secco nel finale. Buona è la sua persistenza.

Giudizio. Vino ben equilibrato, la freschezza è ben frenante e tiene sotto controllo l'alcol con l'aiuto di un buon corpo e di piacevoli tannini. Nonostante la presenza di diverse note olfattive i profumi non sono apparsi troppo evidenti, forse il vino era sempre un po' chiuso.

 



1993



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso granato. Naso bellissimo e di singolare espressività; apre con sentori di prugna secca, di confettura di cassis, di liquirizia, di iuta, di noce moscata e di buccia di arancia muffita (piacevole profumo che deriva dal legno della barrique, che si riscontra anche nel Grange Ermitage di Penfolds). Prosegue il ventaglio aromatico con importanti note di rabarbaro, di gibier, di polvere di cacao e di sella di cuoio.
L’attacco gustativo riesce ad essere elegante e vigoroso ad un tempo con trama tannica ottimamente calibrata. Il tannino è dolce, vellutato ed ampio. Lunga è la persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Anche in quest’annata il vino è equilibrato, con tannini dolci e piacevoli, buona è la sua persistenza ed il suo equilibrio.

 



1994



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso granato. Al naso esprime quasi tutti i profumi delle annate precedenti quali la prugna secca, le foglie morte, la menta, la clorofilla, il pepe nero ed il bastoncino di zucchero duro (duro di menta).
Al gusto si sente una morbidezza prorompente che domina un po’ la freschezza, anche se il tannino con la sua dolcezza, larghezza e grossezza iniziale riesce a creare un po’ di equilibrio tra le sostanze dure e morbide. Lunga è la persistenza aromatica intensa.

Giudizio. Il vino si è presentato un po’ chiuso al naso, mentre al gusto si è sentita un po’ la presenza dell’alcol.

 



1995



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Splendido rosso granato, luminoso e vivo. Colpisce l’impatto olfattivo intenso ed elegante dove spiccano le note erbacee accompagnate da note di inchiostro di china, di iodio e di gibier. Continua il ventaglio olfattivo con piacevoli note di confetture di ribes e di ciliegia.
Al palato la morbidezza spicca su una spalla di freschezza in lieve sottotono, mentre il tannino manifesta la sua dolcezza, la sua setosità ed ampiezza. Lunga è la sua persistenza che evidenzia un retrogusto di confettura di cassis e di ciliegia.

Giudizio. Questa è la prima annata in cui si sentono le note erbacee tipiche del Cabernet Franc. Le stesse note si sentono anche nel Solaia 1995, evidentemente questa annata ha dato all’azienda un Cabernet Franc maturo e piacevole. Quest’annata è un po’ penalizzata dall’alcol che è più presente della freschezza, ma nonostante questo siamo di fronte ad un vino più che interessante che ricorda certi grandi vini del Bordeaux ed in particolare del Saint Emilion.

 



1996



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Rosso granato di bella concentrazione. I profumi emergono compatti in un ampio ventaglio di sfumature dominate da eleganti note fruttate e impetuose nuance balsamiche. Emergono sentori di confettura di ribes, di confettura di ciliegia marasca cui fanno seguito sfumature di clorofilla e di menta. Proseguono i profumi con note di prugna secca e di caramella di rabarbaro, di foglie morte e di gibier. Al gusto ci propone una fusione tra alcol, freschezza e tannini in perfetto equilibrio e notevole persistenza. Il tannino è dolce, vellutato e largo.

Giudizio. Buona annata. Il vino è ancora un po’ chiuso, al gusto è molto piacevole.

 



1997



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. All’esame visivo ci riporta a note rosso rubino intenso, con lieve bordo granato. Colpisce l’impatto olfattivo, intenso ed elegante che sfoggia un ventaglio di profumi vario ed accattivante che vanno dalla prugna secca alla confettura di ciliegia e di mora alla clorofilla ed alla menta. Proseguono le note olfattive con il rabarbaro, con lievi note erbacee, con il fumée per terminare con un lieve profumo di carruba.
Al palato denuncia una pronunciata piacevole salivazione, dovuta alla freschezza, che abbraccia il dosato caldo dell’alcol e si arricchisce, poi, alla presenza di un tannino dolce, setoso, elegante e largo che crea un’armonia ed un equilibrio di marcata piacevolezza. Lunga e piacevole è la persistenza aromatica intensa.

Giudizio. La migliore annata di quelle precedentemente degustate in questa verticale.

 



1998



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc.
Luminoso rosso rubino con lieve bordo granato. Inizialmente il vino si presenta un po’ chiuso, per poi aprirsi con piacevoli sentori di confettura di ribes e di ciliegia, di prugna secca e di note balsamiche come la clorofilla e la menta, per poi continuare con note boisée e note animali. La bocca risulta essere di gustosa tessitura ben sostenuta dalla morbidezza e da un’armoniosa tannicità, che esprime un’avvolgenza vellutata in tutta la sua dolcezza. Spalla acida schietta e garbata. Finale di lunga persistenza.

Giudizio. Vino piacevole e ben strutturato, ma su un altro livello rispetto alla precedente annata.

 



1999



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Smagliante rosso rubino, molto vivace, di grande consistenza. Profumi ampi ed eleganti che aprono su note balsamiche, viola mammola, prugna fresca, ribes e cassis. Il ventaglio olfattivo continua con piacevoli note erbacee, di liquirizia, di menta, di boisée, di pepe nero e di chiodi di garofano.
Al palato si percepisce una calibrata salivazione che abbraccia il caldo dell’alcol e si arricchisce poi della presenza di un tannino vellutato e piacevole. Assolutamente equilibrato e morbido, giovane ma con un velluto esuberante e con un corpo interessante. Persistenza lunghissima.

Giudizio. Piacevole per il suo equilibrio e la sua persistenza, nonché per i tannini, morbidi e vellutati. Vino giovane!

 



2000



Uvaggio: 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Il colore è un rosso rubino di decisa densità e nella fitta trama degli archetti si scorgono bagliori violacei. Naso di notevole impatto olfattivo. Si apre in sfumature balsamiche sorrette da frutti maturi quali la ciliegia, il cassis e la prugna, contornate da sbuffi di viola appassita, vaniglia, tabacco dolce e cuoio. Al palato esprime tutta la sua piacevolezza con la freschezza e l’alcol in equilibrio tra loro, accompagnati da un tannino dolce, morbido e largo che lo rendono equilibrato. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.

Giudizio. È un vino pronto e piacevole. La frutta molto matura fa pensare che difficilmente potrà reggere un lunghissimo invecchiamento. È diverso dall’annata precedente nella quale si intravedeva un lungo invecchiamento.

 



2001



Uvaggio: 85% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc. Vino dal grande impatto visivo, di colore rosso rubino intenso, con largo bordo porpora, vivace e luminoso. Il vino viene degustato quando non è stato ancora messo in commercio e quando necessita di sostare ancora in bottiglia. Nonostante queste premesse l’assaggio ha entusiasmato e non poco. All’esame olfattivo spiccano profumi intensi di viola mammola, di ciliegia, di ribes, di vaniglia, di boisée, di clorofilla e di menta.
Al gusto esplode la fruttata morbidezza, decisa, imponente e gustosissima. I tannini sono piacevolmente dolci e setosi ed avvolgono il palato in tutta la sua larghezza e vanno a creare un perfetto equilibrio con la freschezza e l’alcol. Finale vigorosamente lunghissimo ed elegante, disposto su toni floreali, fruttati e leggermente vanigliati.

Giudizio. Corpo stupendo, tannini setosi e dolci. Vino da lungo invecchiamento che mi ha entusiasmato per l’equilibrio gustativo e per la qualità dei tannini che sono addirittura più delicati, seppur ugualmente ben presenti, dell’annata 1999.

 


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