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Degustazione verticale di Vigna del
Sorbo Docg Chianti Classico Riserva

1985
  

1986
  

1987
 

1988
  

1990
  

1993
  

1994
  

1995
  

1997
   

1998
  
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Fontodi è unanimemente considerata come un portabandiera
della toscana vitivinicola nel mondo. Per meriti conquistati "sul
campo", a suon di bottiglie fuoriclasse che hanno fatto tremare
l'egemonia transalpina dalla seconda metà degli anni ottanta
in poi. Etichette come l'ultratuscan flaccianello della pieve ed
il chianti classico riserva vigna del sorbo, sono ormai entrate
nell'immaginario collettivo degli enofili, e anno dopo anno riescono
nell'impresa di confermarsi come vini di qualità sopraffina.
Oggi, per rendersi conto di quale sia lo stato dell'arte dell'enologia
nostrana, basta fare visita all'azienda di giovanni manetti in quel
di panzano. le uve di fontodi crescono nel bel mezzo della conca
d'oro, ritenuta una sottozona di eccellenza nel territorio chiantigiano,
e vengono lavorate in una cantina moderna e funzionale in cui trionfano
l'acciaio ed i legni nuovi. la cura per i particolari e l'esperienza
dell'enologo franco bernabei fanno il resto, producendo i risultati
che sono sotto gli occhi di tutti.
La riserva vigna del sorbo comprende storicamente un 10 per cento
di cabernet sauvignon; fino al 1987 il sangiovese riposava per metà
in botte e per metà in barrique, dal 1988 sosta interamente
in legno nuovo. dalle 5mila bottiglie prodotte nel 1985, siamo passati
alle 25-30mila attuali.
Degustazione effettuata in azienda il 6 settembre 2001.
di Michele Franzan
Fontodi via di S. Leolino, 87 50020 - Panzano, Greve in Chianti
(FI)
tel. 055 852005
Il colore è un rosso granato compatto, di buona luminosità.
Al naso mostra un bouquet intenso e ricco in cui si riconosce una
componente di frutta matura (ciliegia e prugna), una nota di viola
appassita e un insieme di sentori terziari che vanno dal cuoio alla
liquirizia, dal sigaro alle spezie orientali. L'ingresso in bocca
è setoso, soffice, con dei tannini completamente fusi nell'insieme.
La vena acida, che fa ancora sentire la sua voce, è bilanciata
dal calore dell'alcol e conduce verso un finale dolce e prolungato.
Giudizio. Un'annata superba, calda, che in molte zone della
Toscana ha spinto le uve al limite della surmaturazione. In questo
caso il terroir panzanese ha fatto la differenza, consegnandoci
un prodotto ancora perfettamente integro e godibile.
Alla vista si presenta di un rubino piuttosto tenue, con evidenti
note granate. Dopo un inizio in cui stenta ad aprirsi, mostra sentori
di goudron e grafite che sfociano nel peperone maturo e nella marmellata
di ribes. L'attacco al palato è discreto, ma non precede
un crescendo gustativo all'altezza dell'annata: l'insieme, per la
verità armonico ed equilibrato, gioca un po' in difesa, terminando
con un finale piacevole in cui si ha un ritorno di pepe e ginger.
Giudizio. Una delusione, considerati i risultati che aveva
ottenuto all'epoca del "debutto in società". Non
è riuscito ad esprimere quella carica di frutto tipica delle
ottime annate, il che ci consente di dubitare sullo stato del campione
degustato.
Rubino al centro del bicchiere, granato ai bordi, si presenta di
media concentrazione. L'insieme olfattivo è compresso, e
rilascia pian piano sentori eterei, di confettura e di grafite.
La bocca, pur mantenendosi in un profilo piuttosto contenuto, offre
sensazioni gustative gradevoli. La vena acida è ben espressa,
e mette in risalto la sapidità dell'insieme che si sublima
in un finale compatto, leggermente amaro.
Giudizio. Apprezzabile per l'eleganza delle sensazioni offerte
più che per la struttura, conserva ancora una componente
fruttata dolce e piacevole.
Il colore è un rosso rubino pieno, ancora vivo, in cui non
si denota alcun viraggio. L'insieme olfattivo è caldo, ricco,
avvolgente, e propone profumi di ribes e mirtillo maturi, prugne
cotte, vaniglia e funghi secchi. In bocca si caratterizza per l'ottima
complessità: è vivace, ha polpa ed un tannino a trama
finissima che regala un'armonia complessiva davvero invidiabile.
Il finale, avvolgente ma non impetuoso, è lungo e gradevole.
Giudizio. Nell'annata in cui si superano le 20mila bottiglie,
e l'uso dei legni nuovi è "integrale", il Vigna
del Sorbo accresce il suo carattere e acquista in complessità.
Rubino compatto, con una buona densità di colore che sfocia
nei lievi riflessi granati. Regala un bouquet intenso in cui si
riconoscono l'amarena e la prugna giustamente mature, i chiodi di
garofano, alcuni accenni balsamici. La bocca è grintosa,
carica, con un'acidità che non ha paura di mostrare i muscoli
ed un tannino fitto e presente. Ha un finale composto e di discreta
lunghezza, dominato da note minerali e di grafite.
Giudizio. Un'altra prova maiuscola, di un niente inferiore
alla precedente annata in commercio. A fare la differenza è
un pizzico di concentrazione in meno. Ma si tratta di sfumature.
Alla vista si presenta di colore rubino intenso, carico, con dei
lievi accenni di viraggio. Il naso è molto intenso, di sicuro
impatto, e presenta dei profumi che ricordano la macedonia di frutta
arricchita da una speziatura decisa. Il palato si caratterizza per
le sensazioni morbide, lineari, favorite da una componente alcolica
di tutto rispetto che mette in riga la vena acida. Chiude con un
finale contenuto, integro, in cui si assiste al ritorno della mora
matura.
Giudizio. Una riserva opulenta, grassa, improntata sulle
sostanze morbide. Nonostante questa tendenza, tuttavia, conserva
quell'eleganza di fondo che è il marchio di fabbrica di Fontodi.
Il colore è un rubino piuttosto intenso, di buona limpidezza,
dall'unghia leggermente virata. I profumi ricordano una spremuta
di piccoli frutti rossi, la viola e l'incenso, creando un insieme
organico e ben amalgamato. In bocca conserva una discreta dolcezza
di fondo: la potenza della componente alcolica ed una trama tannica
compatta ed elegante gli assicurano una decisa progressione gustativa
verso un finale estremamente prolungato e piacevole.
Giudizio. L'estate caldissima ha favorito il contenimento
dell'acidità e la concentrazione dell'insieme a livelli davvero
importanti.
Alla vista si mostra di un rosso rubino vivo, pieno e compatto.
Il naso esordisce sprigionando delle note floreali di geranio e
viola che si integrano alla perfezione con i sentori tostati di
caffè e cioccolato; a seguire un fondo di frutti di bosco
rossi e neri. La bocca, senza eccellere in concentrazione, è
elegantissima: i tannini soffici sposano la piacevole freschezza
della vena acida creando un amalgama che termina in netto crescendo.
Giudizio. Ancora in piena fase di sviluppo, richiama i grandi
Sangiovese e quella finezza che solo il vitigno chiantigiano è
in grado di esprimere.
Di colore rubino scuro, quasi impenetrabile, con evidenti riflessi
violacei verso il bordo del bicchiere. L'insieme delle sensazioni
olfattive comincia con dei sentori che ricordano le erbe aromatiche
per proseguire con note di vaniglia, erba falciata, ciliegia e frutti
di bosco. Davvero convincente il palato, dove troviamo pienezza,
calore, complessità, equilibrio. Il finale, lungo e ben modulato,
richiama al gusto una spremuta dolce ma non stucchevole di mirtillo,
mora e ribes.
Giudizio. Superba, moderna interpretazione della storica
riserva. La concentrazione e la ricchezza gustativa ne fanno un
vero fuoriclasse.
Il colore è un rosso rubino cupo dai riflessi bluastri. Al
naso si mostra fresco, fragrante, molto giovane. Le note dolci di
frutti come il lampone, le fragole, la ciliegia e il mirtillo, si
rincorrono per sublimarsi in un finale boisé. In bocca si
apprezza la grande concentrazione delle componenti: i tannini soffici
fanno da contrappunto alla sapidità del frutto e al calore
sprigionato dall'alcol. La chiusura è decisa e perfettamente
integra, impreziosita da un'accattivante speziatura di pepe nero.
Giudizio. È il più giovane del gruppo, ma dimostra
già di avere la stoffa per diventare un'ottima riserva. La
struttura importante garantisce una sicura tenuta nel tempo, anche
se la piacevolezza di beva è ottimale già adesso.
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