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Il
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Degustazione verticale di cabernet
franc “Vignamaggio”
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«A primavera può ancora capitare di vedere un cielo
balordo a fondo bigio col sole bacato che fa capolino mentre cadono
goccioloni caldi e profumati accompagnati dalle voci dei merli».
Sono le parole che scriveva Bino Sanminiatelli nel 1950 e che oggi
sono iscritte sulla pietra serena che circonda Vignamaggio, sul versante
di Greve in Chianti che guarda verso Panzano. Lo scrittore ha lasciato
il posto a un noto avvocato, Gianni Nunziante, ma quelle «foglie
rosse » che facevano capolino tra i filari di sangiovese sono
rimaste. Anzi, si sono «radunate». Sono le foglie del
cabernet franc che proprio l’avvocato notò in un giorno
d’autunno insieme al proprio enologo e che poi si scoprì essere
appunto un noto vitigno bordolese. In Chianti, ma anche in tutta
la Toscana o nel Centro Italia, il cabernet franc è quasi
un’anomalia, un’eccezione. Vinificato in purezza, cioè senza
altri vitigni, sembra un sogno di fine estate nel senso onirico del
termine. Un sogno che qualcuno deve pure aver fatto però nel
1990, quando la decisione è stata presa: imbottigliare il
cabernet franc da solo e chiamarlo Vignamaggio, come la tenuta. Per
darsi un altrettanto onirico pizzicotto e capire che, quella allora
considerata come una pazzia, era diventata un vino toscano di personalità e
di pregio. Lo abbiamo assaggiato proprio a Vignamaggio, e proprio
dal 1990 al 2001: 10 annate (il 1992 non è stato prodotto
e il 1994 solo in poche bottiglie). Qui, accanto alla cantina che
fu anche di Papa Clemente XI Albani «del buon vino egregio
intenditore », ecco alcune impressioni.
di Aldo Fiordelli
Villa Vignamaggio
Via Petriolo 5
50022 Greve in Chianti (FI)
Tel. 055 854661 Fax 055 8544468
E-mail prodotti@vignamaggio.com
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 2000
   
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Siamo al nuovo millennio e questo cabernet franc sembra percepirlo.
Cambia il colore, infittito e impenetrabile di porpora. Cambiano
i profumi, tostati, dolcissimi, fragolosi e di gomma americana,
ma anche di cacao, caffè e liquirizia (L.R.), non senza
una certa mineralità (L.B.). Cambia il gusto, ancora
morbido, ma anche setoso e largo, con acidità e tannini
amalgamati benissimo tra loro e un finale lungo e rilassante.
Cambiamenti dovuti alla maggioranza di legno nuovo delle barrique
per l’affinamento.
90-94/100.
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