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 Dove sei? HomeLe degustazioniVin Santo di Coltibuono
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Degustazione verticale del Vin Santo di Coltibuono


Sul prato antistante la Badia siamo stati accolti da un paio di giovenche chianine al pascolo; segno che Coltibuono ha sempre qualcosa di speciale con cui colpire il visitatore, anche al di là delle cantine pluricentenarie dove sono state ripescate per l’occasione le bottiglie per questa eccezionale degustazione. Ormai il centro gravitazionale dell’azienda si sta spostando verso il nuovo complesso di Monti, ma risulta difficile separare un prodotto di questo fascino dall’atmosfera magica della Badia entrando nella sala di degustazione inondata di luce e di profumo e scoprendo che proprio questa era una volta la vinsantaia. Gli elementi intriganti della produzione ci sono tutti: si tratta di uva Trebbiano per la metà circa, più San Colombano e Malvasia, da vigneti appositi (con nuovi impianti nel ’98). Al suo arrivo l’enologo Maurizio Castelli selezionò le madri dei caratelli esistenti, integrandole con contributi “esterni”. Dal 1985 sono in uso addirittura botticelle usate con passaggio di whisky, mentre andavano progressivamente sparendo i caratelli di castagno. Le etichette, dal canto loro, hanno raccontato un’altra piccola storia: le classificazioni usate andavano da “Vino da Tavola” a “Val d’Arbia” a “Vin Santo del Chianti Classico doc” a... nessuna classificazione. Come di norma per la tipologia, i fattori in gioco sono quindi tanti, e alla fine è bello considerare che il risultato finale ha un po’ dell’imprevedibile, purché i livelli di qualità siano questi!

di Sandro Bosticco
(in ottima sinergia degustativa con Filippo Bartolotta)

Badia a Coltibuono
Loc. Badia a Coltibuono
53013 Gaiole in Chianti (Siena)
Tel. 0577 74481
Fax: 0577 749235
info@coltibuono.com
www.coltibuono.com

 



1996



Al bel colore ambrato scuro con qualche riflesso rossastro corrisponde coerentemente il netto ricordo olfattivo del caramello. Si tratta comunque di appena uno degli elementi del bouquet, che spazia dal cuoio alla frutta secca (nocciole) con un tocco di acetone a sollevare il tutto. In bocca il vino si rivela denso ed equilibrato allo stesso tempo, con finale particolarmente lungo. Da sottolineare l’ottimo ritorno aromatico.

Giudizio. Ha già dieci anni il più giovane in questo assaggio, e risulta uno dei migliori. Ottenuto con un piccolo contributo di uve rosse (preludio a futuri sviluppi del Vin Santo di Coltibuono sotto forma di Occhio di Pernice) risulta molto complesso e ricco, eppure facile da sorseggiare...

 



1993



Appena un po’ più chiaro del precedente e sempre molto limpido, offre un profumo fine che ricorda la bottega delle erbe (fieno, camomilla) e quella di pasticceria (vaniglia, cacao). L’ingresso è dolce, poi il gusto si fa via via più asciutto, con un andamento classico per la tipologia. Tuttavia il tono generale rimane ben sostenuto, con calda alcolicità ed aroma ammandorlato.

Giudizio. Un carattere molto tipico contraddistingue questo ’93. Lo immaginiamo anche versatile, sotto forma di aperitivo ma anche come vino da fine pasto (ottimi i rimandi aroamatici alla pasticceria secca senese).

 



1987



La tonalità ambra chiaro appare appena velata nel bicchiere, da dove sale un profumo particolare: dapprima un ricordo di ferro bagnato e ruggine copre il resto, poi sentiamo più prevedibili note di frutta secca (albicocche). Il vino si manifesta piuttosto delicato e dolce con un timbro aromatico che ricorda la caramella mou.

Giudizio. È un’annata da sorseggiare fuori pasto, arieggiando il vino nel bicchiere. La sensazione di morbidezza quasi burrosa fa sconsigliare abbinamenti impegnativi.

 



1983



L’aspetto è chiaro, particolarmente brillante, e il profumo ricorda classicamente la frutta secca (fichi e mandorle). In bocca è sostanzioso, e dispiega un buon calore alcolico per finire poi più austero, con strascico aromatico notevole che ricorda un grande Sherry.

Giudizio. Potente e profumato, potrà affrontare formaggi o paté senza venirne sopraffatto. Il finale asciutto e persistente lo vedrà buon compagno anche di dolci complessi e grassocci.

 



1979



È uno di quei casi in cui all’intensità visiva corrisponde immediatamente altrettanta forza olfattiva. Un ambrato luminoso introduce quindi a un bouquet in cui si rincorrono il pane tostato, le mandorle e il sottobosco. Come succede con i grandi vini abbiamo pensato anche a sentori meno ususali, come i fiori d’arancio o lo zafferano.
Ci è sembrato anche leggermente affetto da botrytis. In bocca rivela un equilibrio perfetto, non ha una struttura potentissima ma assicura buona freschezza e ottima persistenza, con coda amarognola.

Giudizio. È il campione che ci è piaciuto di più per la complessità aromatica che ne fa un vino ideale da centellinare. Richiama l’attenzione su di sé e non vuole che ci distraiamo con il cibo (o altro).

 



1977



Il colore marrone è decisamente scuro ma luminoso. Sotto il naso rilascia un profumo intenso e variegato, che spazia dal vegetale (sedano) agli idrocarburi, con una sfumatura di caramello che lo accomuna ad altri campioni di questa degustazione.
Il gusto è giocato sulla morbidezza, tra calore alcolico e suadenza dolce; il finale tuttavia risulta di stampo tradizionale, con persistenza amarognola che ricorda la mandorla.

Giudizio. Molti elementi accomunano questo ’77 al precedente ’79. Nel complesso è solamente un po’ meno sostenuto.

 



1961



Il profumo dominante è la liquirizia, poi accanto a toni minerali non troppo frequenti nella tipologia riscontriamo invece un sentore classico: il fungo porcino, delicato ma netto. In bocca è piuttosto dolce, fresco e non troppo alcolico, in compenso ben persistente con aroma che si trascina a lungo.

Giudizio. Grande prova, se ce ne fosse bisogno, della longevità di un buon Vin Santo. La complessità derivata da certi aromi che per altri vini sarebbero considerati quasi difetti, combinata con una sana concentrazione dei fondamentali del gusto, rende il decadimento di questo prodotto qualcosa al di là dell’orizzonte.

 



 Le degustazioni del mese

I 40 anni del dipartimento vini
    della Christie’s

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10 anni di Bosco

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   San Guido
Tenuta di Trinoro
Poggio ai Chiari
Grüner Veltliner, austriaco

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Degustazione "En primeur"
   dei vini di Bordeaux 2005

Cignale
Vin Santo di Coltibuono
Percarlo
Dieci anni di Opus One

Luce della Vite
Chianti Classico Riserva
   “Vigna Casi” e Fiore
D’Ovidio

“Girolamo” del Castello di Bossi
"Madonna del Piano" Brunello
    di Montalcino Docg Riserva
    dell'azienda Valdicava
“Don Tommaso” dell'azienda
    Fattoria Le Corti

Cabernet Franc "Vignamaggio"
Capatosta Poggio Argenteria
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Il Futuro
Annata 2004 anteprima
   a Bordeaux

Fattoria Selvapiana
Chianti Classico di Riserva
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Vino San Martino
   di Villa Cafaggio
Vini scelti
   da Grand Jury Euroéen

Fontanalloro
Roccato Rosso Igt
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Poggio Rosso
Flaccianello della pieve
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Cerviolo Toscana Igt
Tignanello
La Regola Doc Motescudaio
   Rosso
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Château Lynch – Bages
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   Saint – Estèphe
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Château Climens 1er Cru
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   Peyraguey – Sauternes
Château Doisy Daëne’ Barsac
Wenzel Ruster Ausbruch
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Wenzel Ruster Ausbruch Saz
Feiler Artinger Beerenauslese
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Fidenzio

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Excelsus Igt Toscana

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   Fondatore
Poggio all'Oro

Villa di Capezzana
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Giorgio Primo

Romitorio di Santedame
Ornellaia Bolgheri Superiore
Chardonnay Doc Terre di
   Franciacorta Bianco

Bruno di Rocca
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Benefizio Doc Pomino
Rosso Fiorentino

Vinsanto Riserva
Cerretalto

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Vigna del Sorbo
I Sodi di San Niccolò

Tempietto

Cervaro della Sala
Carmignano Riserva DOCG
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I vini di Pisa
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