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La
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L'unione fa la qualità

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La parola ai protagonisti
Usciti da un Vinitaly che ha confermato luci e ombre del vino
toscano, i produttori stanno studiando strategie di promozione
per posizionarsi stabilmente sui mercati di riferimento canonici
e per aprire la strada a un futuro fatto di nuovi mercati da conquistare.
I tempi non sono facili e, proprio per questo, aguzzare l'ingegno è auspicabile
e necessario. Specie se si tratta di una regione come la Toscana,
fatta di vini eccellenti. Un'eccellenza che non consente di volare
bassi. Ci vogliono buoni prodotti e buoni prezzi. L'equazione è possibile?
Abbiamo rivolto tre domande tre ad alcuni fra i maggiori consorzi
vinicoli toscani (non tutti troveranno spazio in questo numero
e avranno a disposizione le pagine del prossimo Gola gioconda per
dare il loro contributo). Una sorta di forum virtuale da cui emergono
spunti interessanti. Marina Malenchini, Carlo Salvadori, Enrico
Pierazzuoli e Stefano Campatelli sono gli interlocutori che hanno
risposto ai seguenti quesiti:
1) Qual è attualmente la situazione del vostro Consorzio
e dei suoi associati
2) Come si sta delineando il 2005, sia a livello nazionale che
internazionale? In questa direzione qual è la vostra attività di
promozione? E quali obbiettivi vi proponete per il futuro?
3) Esiste – fatte salve le peculiarità di ogni azienda – un
minimo comune denominatore organolettico che unisce i vini del
Consorzio? E quale consiglio darebbe a un consumatore che sta per
acquistare una bottiglia della vostra denominazione? (continua…)
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Alcune risposte… |
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Consorzio Chianti Colli Fiorentini
Marina Malenchini, Presidente
1) I soci imbottigliatori del consorzio attualmente sono 32 e stanno lavorando
molto bene sotto il punto di vista qualitativo. Negli ultimi anni hanno fatto
passi da gigante perché hanno capito che la qualità ed il giusto
prezzo danno buoni risultati, tanto è vero che in questo periodo di
restrizione nelle vendite non abbiamo avuto la flessione drammatica di altre
realtà.
Consorzio di tutela Vini di Carmignano
Enrico Pierazzuoli, Presidente
1) Il Consorzio, seppur piccolo per dimensioni di territorio, è molto
attivo nella promozione e nell'aggregazione dei produttori. Attualmente aderiscono
al consorzio il 100% dei soggetti che producono e imbottigliano il prodotto.
Carmignano sfrutta i tre punti di forza che lo innalzano nell'eccellenza
e precisamente: le dimensioni ridotte del territorio, con una qualità media
che nessun territorio può esprimere; la storicità del vino
risalente al bando mediceo 1716 e il particolare uvaggio (Sangiovese, Cabernet)
che a differenza di altri territori non rappresenta né una scelta
produttiva per migliorare il prodotto, né una scelta di gusto internazionale
ma rappresenta invece una storia (Uva francesca a carmignano portata da Caterina
dei Medici).
Consorzio del vino Brunello di Montalcino
Stefano Campatelli, Direttore
1) La situazione del Consorzio e degli associati è buona. Il Consorzio
gode di ottima salute, da un anno ha raggiunto il massimo di rappresentatività,
associando il 100% dei produttori. Tale situazione non si era mai verificata
nei quasi quaranta anni di vita del Consorzio (nato nel 1967), ma adesso i produttori
tutti hanno capito l'importanza di impegnarsi per proteggere e valorizzare le
denominazioni di Montalcino tutti insieme per non disperdere inutilmente energie. È così possibile
attuare quel marketing collettivo che è alla base la promozione del territorio.
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