C’è anche un vino indipendente

La fotografia di un piccolo ma significativo settore
Sono 1700 piccoli produttori, in media hanno non più di 10 ettari di vigneto, producono 75 tonnellate di uva che diventano circa 38.000 bottiglie di vino vendute in un anno e sono associati alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Piccola cosa rispetto alle 240.000 azende del settore ma una ricerca di Nomisma mette in evidenza alcuni aspetti interessanti. La prima è che l’81% dei vigneti coltivati da questi produttori si trova in collina e in montagna, rispetto al 60% della media italiana, vale a dire in quelle aree interne sempre più soggette a spopolamento e a rischio idrogeologico. Zone dove, per altro, l’uva da vino rappresenta una delle poche produzioni agricole ancora in grado di dare reddito a chi la coltiva. Nella ricerca si legge anche che il 30% dei lavoratori è impiegato a tempo indeterminato (contro il 10% della media italiana in agricoltura), il 28% è di origine straniera (rispetto al 19% della media italiana) e il 33% è donna, a fronte del 26% della media dell’agricoltura italiana”. E poi riescono a farsi pagare bene visto che il prezzo medio a bottiglia del vino venduto dai produttori FIVI è più che doppio rispetto alla media italiana (7,7 euro contro 3,6).




