Ci salverà la passione?
Pubblicato il

Non va affatto bene il mondo a cui siamo tanto affezionati. Il libro di Davide Paolini, “Il crepuscolo degli chef” offre una precisa analisi sulla crisi del settore alimentare in Italia. E’ ovviamente anche molto di più e con la consueta energia Paolini sferza e irride tutto il grande circo mediatico che circonda ormai da anni il cibo ma i numeri che illustra valgono forse di più. Tra chiusure e aperture di esercizi pubblici il saldo è negativo ormai da anni e in otto anni i consumi alimentari sono calati del 6,4%. Si salva la qualità? Non sembrerebbe. I prodotti Dop, Igp, Stg ovvero “il gotha della qualità del made in Italy” ha subito una calo di vendite del 2,7% e anche peggio va al vino che in un anno (2014 su 2013) ha perso il 3% delle vendite e addirittura il 4,5% per quello da tavola. “Una macroscopica schizofrenia tra realtà fatturale (calo dei consumi e chiusura dei negozi) e realtà virtuale (sovraesposizione mediatica del cibo)”, questa l’amara conclusione di Paolini, che si conferma uno dei più lucidi e attenti osservatori del pianeta cibo. E’ allora forse il momento di ripiegare, di tracciare una linea, un confine che protegga chi fa un mestiere difficile e faticoso e che alla difesa della qualità dedica tutto se stesso. Conosciamo pasticceri, cuochi, macellai, pizzaioli, allevatori, artigiani del cibo che antepongono al facile guadagno il desiderio di far bene, gente che sacrifica del tempo non per arrotondare gli incassi ma per cercare qualcosa di nuovo. Una sfida continua che sembra più con se stessi che con il resto del mondo. “Facciamo un lavoro particolare e l’assurdo è che ci piace”, sono le parole con cui Filippo Saporito ci accolto all’indomani dell’ambito riconoscimento della stella Michelin (trovate l’articolo nell’interno). Ecco è a un assurdo come questo che affidiamo la nostra speranza di mangiare bene. La speranza che ogni mattina un produttore abbia ancora voglia di cercare, un cuoco di innovare, un allevatore di proteggere. Un mondo di folli a cui Gola Gioconda vuole bene.





