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Cosa manca alle fiere

Pubblicato il
02 Settembre 2021
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Un giorno a Parma per Cibus salone internazionale dell'alimentazione 

Cibus è un gigante. Una delle più importanti manifestazioni dedicate all’agroalimentare in Italia e in Europa. La prima manifestazione internazionale a ripartire dopo la pandemia in questo calendario impazzito che ora propone un susseguirsi di event a cui sarà difficile stare dietro. Dal 22 al 26 ottobre a Milano Tuttofood, mentre il circo di Parma tra poco si metterà in viaggio per Colonia dove dal 9 ottobre c’è Anuga. Lo stesso Cibus è già in programma per la primavera del 2022 a poco più di sette mesi dall’edizione precedente. Ma come sono le fiere post covid, che poi tanto post ancora non è. Se la vostra idea di fiera è tanta gente, code e spintoni svegliatevi perchè è solo un ricordo. A Cibus si entra in 10 minuti esibendo biglietto e Green pass. Nei corridoi si potrebbe pattinare. Se poi pensate alle fiere con quel groviglio di odori e profumi, cuochi all’opera e assaggi, anche in questo caso svegliatevi. Le ferree regole sanitarie impediscono o sconsigliano fortemente la somministrazione di cibo all’interno dei padiglioni. Ma sono soprattutto loro, gli stranieri, a mancare alle grandi fiere. Un esposizione internazionale sull’agroalimentare italiano in cui non si parla inglese è un ossimoro. Senza gli americani a chi venderemo i nostri prelibati vini e senza gli asiatici a chi affidare i preziosi tartufi? Cibus è un gigante azzoppato. E’ vivo, ed è la cosa più importante, ma non può che aspettare tempi migliori. Come tutti noi.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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