Elena Ricci
Giovanissima Lady Chef che sogna il suo ristorante
Appena maggiorenne vieni da una piccola località nel comune di Arezzo ma ti abbiamo già notata nella squadra della Federazione Italiana Cuochi, come nasce la passione?
Proprio di passione si tratta ed è nata in casa aiutando la nonna sgranare i piselli o trovando gli odori per il soffritto per il ragù, che da noi si faceva ogni domenica. E’ bastato quello per capire cosa volevo fare da grande. Oggi frequento l’Istituto Vegni di Cortona.
Come e dove ti vedi tra dieci anni?
Nel corso degli anni mi sono sempre incuriosita e sto continuando a formarmi nella speranza che un giorno possa realizzare il mio progetto, quello di aprire un ristorante, e tra 10 anni mi vedo proprio lì, a gestire la mia cucina fatta di ricerca, cuore e innovazione. Negli ultimi 3 anni ho ricevuto molte soddisfazioni, mi sono messa in gioco con le prime competizioni, nelle quali sono uscita vincitrice. Ho partecipato ad eventi in tutto il territorio, toscano e non.
Da scuola sei uscita spesso per fare esperienza, che idea ti sei fatta del mondo della ristorazione?
Tre anni fa sono entrata a far parte di quella che è la grande famiglia F.i.c. (Federazione Italiana Cuochi) nella quale ho trovato colleghi professionalmente molto formati e sempre pronti ad aiutarti, per qualsiasi cosa, se ti serve una ricetta, o un consiglio per un menù e questo legame è ancora più unito tra lady chef, tra cuoche che coltivano la passione per la cucina da anni e che la trasmettono in ogni loro piatto. Con il tempo sicuramente ho visto un cambiamento, diventano delle vere e proprie persone su cui far affidamento, anche per questioni più private, insomma non potevo chiedere di meglio.
Il mondo della ristorazione è ritenuto molto maschilista, cosa ne pensi?
Sicuramente il nostro mondo è rimasto un pò indietro per quanto riguarda la parità dei sessi. Tutt’ora è un mondo prevalentemente maschile, è vero, ma secondo me non per mancanza di opportunità o capacità, ma per una questione di poca tutela lavorativa per le donne. Per le caratteristiche stesse del lavoro, di grande fisicità con turni anche di dodici ore (quando va bene), finiamo penalizzate e spesso costrette a scelte diverse e rinunce. Ma c’è uno squilibrio già in partenza, a un colloquio lavorativo se ti chiedono “hai intenzione di avere un figlio?”. Ci sono molti aspetti ancora in cui l’uomo è avvantaggiato. Eppure il bello di questo lavoro è proprio la vita frenetica, l’adrenalina, la stanchezza a fine servizio, il continuo aggiornarsi.
Il movimento Me Too ha cambiato i rapporti uomo donna nel mondo del lavoro?
Sicuramente i movimenti femministi ed in particolare quello Me Too ha contribuito a mettere a nudo delle verità nascoste, facendo soffermare il genere maschile un attimo e costringendolo a farlo ragionare, ma dal mio punto di vista ha ancora di più sottolineato la differenza uomo donna, sia nella vita che nel lavoro, purtroppo.
Ti regaleranno la mimosa?
Mio padre lo farà di certo, ma sono sicura che lo faranno anche i miei colleghi. Rimango però dell’idea che male che vada me la regalo da sola, non sarebbe la prima e non sarà neanche l’ultima volta che succede.