Elisa Masoni
Il Me Too sta cambiando il mondo del lavoro. Nessuno può varcare quella soglia
Come comincia la storia professionale di Elisa?
Mi hanno sempre attratto mestieri come questo, come i miei studi artistici, manuali e creativi, dove attraverso le “creazioni” si racconta la propria storia regalando ricordi e emozioni alle persone; far parte del dietro le quinte e di un mondo a sé.
Che cucine hai frequentato e che rapporti hai avuto con colleghi/e?
Prima di qui, alla Quercia di Castelletti, ho lavorato alla Limonaia di Prato, cercando di girare il più possibile apprendendo nuove tecniche e nuovi sapori. Un bel rapporto, prima o dopo il servizio alle volte ci ritroviamo a parlare o bere qualcosa assieme , con una certa affinità si collabora meglio pur mantenendo i ruoli durante il lavoro.
Quello della ristorazione è un mondo maschilista?
La ristorazione è tosta per “belli dannati” che fanno una vita di rinunce, per le donne sono molto di più, per questo se non hanno una situazione favorevole attorno, quando arrivano ad una certa lasciano più degli uomini.
Si dice che in cucina la mano di una donna si debba distinguere, sei d’accordo?
Oggi parlare di maschio e femmina è riduttivo, se una cosa è buona e fatta bene lo è punto, basta parlare dei sessi parliamo dei “fatti”del piatto e della mano che l’ha cucinata a prescindere sia donna o uomo.
Il movimento del Me Too ha cambiato i rapporti di lavoro?
Lo spero. Ci deve essere rispetto, nessuno si deve permettere di varcare quella soglia, cercare di “giocare” con le menti più o meno deboli approfittandone, per poi farle credere di essere nel torto quando è lei la vittima. Mi auguro che con questo movimento chi aveva paura di parlare trovi la forza di farlo e di non sentirsi sola.
Ti regaleranno la mimosa?
Al bar a fare colazione di sicuro, poi un altra se il mio compagno se ne ricorda.