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I love lions

Pubblicato il
28 Gennaio 2017
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo
Una campagna per salvare il re della foresta
Le brutte notizie sullo stato dell’ambiente non mi sorprendono più, mi sento pronto a tutto (anche se in fondo in fondo resto un ottimista e spero nell’inversione di tendenza) ma quella che il leone è ormai un animale a rischio di estinzione, addirittura nell’arco dei prossimi dieci anni, questo si mi ha sorpreso. L’ho saputo grazie alla bella campagna sostenuta anche da un azienda toscana, Caffè Corsini, che grazie a un film ha lanciato una campagna di raccolta fondi per sostenere progetti che in Africa potrebbero salvare il re della foresta dall’estinzione. Tutte le informazioni le trovate su questo sito www.ilovelions.org/it/catalogo.aspx e su www.caffecorsini.it 
A noi la campagna è piaciuta e ci conferma l’intreccio sempre più forte tra le nostre abitudini, anche alimentari, e il destino del pianeta. Già perché anche nel caso del leone c’entra quello che facciamo e mangiamo. A mettere a rischio l’esistenza del leone non sono infatti tanto i bracconieri o gli sciagurati amanti della caccia grossa quanto la riduzione dei terreni a loro disposizione e l’impatto sempre più ravvicinato con le popolazioni locali. Insomma anche a lui manca la terra perché qualcuno se n’è appropriato. Torna utile allora rileggere i dati sul consumo di suolo destinato all’alimentazione umana e in particolare all’allevamento di bestiame, il 70% della terra coltivabile del pianeta è destinata alla produzione animale. Per produrre un chilo di carne manzo in un allevamento tradizionale si arriva au sarà fino a 15.000 litri di acqua, quasi 4.000 per un chilo di pollo. In questa miseria potrà mai esserci posto per sua altezza il leone?
Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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