Skip to main content

Mi manca il caffè. Quello del bar

Pubblicato il
23 Marzo 2020
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Il primo caffè del mattino è quello della moka.

Non ho mai ceduto alle lusinghe delle capsule, sono certo che ormai la migliore qualità si annida in quelle cialde ma per me la giornata deve cominciare con la macchina che sbuffa. Io la osservo nell’attesa, distrattamente scarico la posta, guardo il telefono, ma aspetto lei. Abbasso il fuoco appena sento che sale e la spengo un attimo prima che finisca. Se anche un goccio cade di fuori la giornata comincia male. Poi si può dare il via alle danze. Si parte. Ma quando arrivo in ufficio ci vuole l’altro caffè. Così diverso da non sembrare nemmeno parente, eppure a quell’ora è lui che ci vuole. Ristretto, cremoso, una scarica. A servirlo, ogni mattina da sette anni ci sono i ragazzi di Ops. Dietro a quel banco c’è una catena organizzativa da far invidia. Chi prende gli ordini, chi sta alla macchina, chi riempie la lavastoviglie. E’ un gioco di incastri che scorre via alla perfezione. Un sorriso, buongiorno e il tuo ordine che vola nell’aria insieme a quello degli altri e che, non si sa come, arriva a destinazione. Il secondo caffè della giornata per me è quello di Ops e mi manca da morire. Ragazzi resistete ho bisogno di voi.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

Dal mondo social