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Nuove regole per le recensioni online: trasparenza e affidabilità

Pubblicato il
25 Febbraio 2025
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Il 14 gennaio scorso, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un disegno di legge volto a disciplinare le recensioni online di esercizi pubblici, con particolare attenzione a ristoranti, hotel, strutture termali e turistiche. Questa iniziativa, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con il Ministero del Turismo, mira a contrastare la diffusione di recensioni false e a garantire maggiore trasparenza per consumatori e imprenditori.

Una delle principali novità introdotte riguarda l'obbligo, per chi desidera lasciare una recensione, di fornire prova dell'avvenuta fruizione del servizio, tramite scontrino o altra documentazione pertinente. Inoltre, le recensioni dovranno essere dettagliate, pertinenti e pubblicate entro un massimo di 15 giorni dall'esperienza. Le strutture recensite avranno il diritto di replicare e potranno richiedere la rimozione di commenti negativi, ingannevoli o datati oltre due anni, esercitando una sorta di "diritto all'oblio".

La vigilanza sull'applicazione di queste norme sarà affidata all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), incaricata di monitorare il rispetto della legge e di emanare linee guida per le imprese. Parallelamente, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) garantirà la trasparenza e l'imparzialità delle recensioni, promuovendo l'adozione di codici di condotta da parte delle piattaforme e dei recensori.

Questa regolamentazione si applicherà alle recensioni pubblicate successivamente all'entrata in vigore della legge e non avrà effetto retroattivo. L'obiettivo è tutelare sia gli imprenditori da concorrenza sleale, sia i consumatori che si affidano alle opinioni online per scegliere dove mangiare o soggiornare.

È importante, infine, prestare attenzione al confine tra critica legittima e diffamazione. Recenti casi giudiziari hanno evidenziato come recensioni negative possano sfociare in diffamazione, con conseguenze legali per gli autori. Pertanto, la nuova normativa potrebbe estendersi anche ai social media, canali sempre più utilizzati per esprimere opinioni su servizi e strutture.

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