Parliamo di turismo?
Pubblicato il

Insieme a turisti da tutto il mondo alle Cantine Antinori
Lavoro a Firenze e per questo convivo con i milioni di turisti che affollano la città. Li osservo e spesso provo imbarazzo per quello che vedo. In fila ai musei assediati dai bagarini, in attesa di treni che non arrivano (ieri quello da Firenze per Venezia aveva un ritardo di 90 minuti!), ingannati dall'offerta di "italian food" che ormai ha occupato l'intero centro città. Poi una mattina d'estate decidi di prenderti una pausa e andare a rivedere le Cantine Antinori e ti scopri l'unico italiano in mezzo a famiglie americane, tedesche, russe e svedesi. Arrivi al parcheggio e la navetta ti porta in un minuto dentro la pancia della cantina, personale gentile e preparato ti guida alla scoperta di un luogo che anche dopo innumerevoli visite non finisce di stupire per bellezza e genialità (figuriamoci chi lo vede per la prima volta). I mattoni di cotto di Impruneta che fanno respirare la cantina, le opere d'arte sospese, la cura dei dettagli, la terrazza ricoperta a vigna, i vecchi orci, la quasi sacralità della vinsantaia. Capisco lo sguardo rapito di chi mi circonda. Anche la pausa al ristorante da "Rinuccio 1180" è una conferma e sorprende la sicurezza con cui turisti da tutto il mondo ordinano il vino, un Solaia, un Tignanello, un Blanc De Blancs. La navetta mi riporta al parcheggio e l'autista mi saluta in inglese augurandomi buona giornata. Lo è stata e penso lo sia stata anche per quei visitatori che oggi hanno scelto di passare qui la loro giornata toscana, traendone immagino, la migliore impressione.
Lavoro a Firenze e per questo convivo con i milioni di turisti che affollano la città. Li osservo e spesso provo imbarazzo per quello che vedo. In fila ai musei assediati dai bagarini, in attesa di treni che non arrivano (ieri quello da Firenze per Venezia aveva un ritardo di 90 minuti!), ingannati dall'offerta di "italian food" che ormai ha occupato l'intero centro città. Poi una mattina d'estate decidi di prenderti una pausa e andare a rivedere le Cantine Antinori e ti scopri l'unico italiano in mezzo a famiglie americane, tedesche, russe e svedesi. Arrivi al parcheggio e la navetta ti porta in un minuto dentro la pancia della cantina, personale gentile e preparato ti guida alla scoperta di un luogo che anche dopo innumerevoli visite non finisce di stupire per bellezza e genialità (figuriamoci chi lo vede per la prima volta). I mattoni di cotto di Impruneta che fanno respirare la cantina, le opere d'arte sospese, la cura dei dettagli, la terrazza ricoperta a vigna, i vecchi orci, la quasi sacralità della vinsantaia. Capisco lo sguardo rapito di chi mi circonda. Anche la pausa al ristorante da "Rinuccio 1180" è una conferma e sorprende la sicurezza con cui turisti da tutto il mondo ordinano il vino, un Solaia, un Tignanello, un Blanc De Blancs. La navetta mi riporta al parcheggio e l'autista mi saluta in inglese augurandomi buona giornata. Lo è stata e penso lo sia stata anche per quei visitatori che oggi hanno scelto di passare qui la loro giornata toscana, traendone immagino, la migliore impressione.





