Skip to main content

Perché il panettone costa di più

Pubblicato il
12 Dicembre 2021
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Per comperare un buon panettone spenderemo circa il 12% in più dell’anno scorso.

E’ una delle tante cose di cui ci stiamo accorgendo e forse essendo un acquisto occasione non sarebbe nemmeno così grave se il panettone non facesse parte di un paniere di beni e servizi in continua crescita. I produttori di panettone, infatti, diranno che il burro è aumentato e hanno ragione, +43% rispetto al 2020, così come i canditi (+35%) o la farina (+35%). E a catena i produttori di burro diranno che il prezzo del latte è aumentato e così via. Fino a arrivare a due elementi che sono alla causa di tutto. Uno è la pandemia e lo strascico ancora pesante sull’economia mondiale. In un certo senso paghiamo ancora la fermata delle produzioni durante il lockdown. La ripresa dopo la fase più dura della pandemia ha scatenato una forte domanda di beni e di energia per riportare le produzioni a regime. La seconda è legata ai consumi energetici. La consapevolezza che la tendenza a ridurre il consumo di combustibili fossili è inarrestabile ha scatenato un rialzo dei costi energetici che non ha uguali negli ultimi decenni. Scarsità di materie prime e aumento dei costi energetici è la ricetta che fa più salato il nostro panettone. Anche senza essere gastronomico.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

Dal mondo social