Più cuore che portafoglio
Chi lavora davvero fermo non sa stare.
Lo sanno bene i cuochi, i pasticceri, i macellai, i contadini chiunque abbia avuto per anni a che fare con il quotidiano sforzo, e piacere, di produrre e distribuire. La tempesta li ha bloccati. Lo sfogo di Antonia Klugmann sola dentro al suo ristorante chiuso ci ha colpito perché ha raccontato bene quello che in tanti, immagino, stanno provando. E allora voglio segnalare le tante reazioni che mi sono piaciute, di chi passate le prime ore di sconforto, si è fatto forza e si è inventato un modo per continuare a esserci. La vendita on line, la spesa a domicilio, le prenotazioni. Un insieme di gesti e proposte che, credo, facciano più bene al cuore che al portafoglio. Al nostro, di consumatori, di sicuro perché sentiamo la vicinanza di professionisti che non mollano ma anche a loro perché so, che oltre al danno economico in questo momento è insopportabile quel senso di vuoto e di inattività. E allora un applauso e un abbraccio (ovviamente virtuale) a Paolo Gori e la banda di Burde che a casa vi porta anche la bistecca cotta, a Simone Fracassi che tra un incazzatura e l’altra non smette di servire amici e clienti, a Vetulio Bondi che non fa mancare il gelato ai fiorentini, a Francesco che dal suo Moi Omakase dispensa sushi ai pratesi e a Paolo Sacchetti che non ci farà mancare la sua splendida colomba e a Elisa Masoni che dalla Quercia di Castelletti vi porta il pranzo di Pasqua a casa. E tutti quelli di cui mi sono dimenticato ci scrivano pure e ci raccontino quello che fanno. E’ per il cuore, ma se fa bene anche al portafoglio noi siamo contenti.