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Saggezza popolare e studi internazionali: “Al Podere dei Nonni”

Pubblicato il
23 Giugno 2025
Daniela Mugnai
DI Daniela Mugnai

Un modello di agricoltura sociale, inclusione e sostenibilità

Nella campagna maremmana, a pochi chilometri da Grosseto, sorge un progetto agricolo che travalica i confini della tradizionale ospitalità rurale per abbracciare una visione più ampia di condivisione e inclusione sociale. "Al Podere dei Nonni" rappresenta la sintesi felice tra competenze scientifiche e sensibilità sociale, incarnata dai suoi fondatori Irene Farsi e Peter Mares.

Profili di eccellenza al servizio della Comunità


Irene Farsi porta con sé un bagaglio formativo di straordinario valore: lauree in Biotecnologie medico-farmaceutiche e Mediazione Linguistica, arricchite da un'esperienza consolidata nell'educazione ambientale e un importante impegno nel volontariato ed esperienze lavorative anche all'estero.  Peter Mares, astrofisico laureato alla Cornell University, unisce alla formazione scientifica una passione profonda per la permacultura e l'eco-sostenibilità. La sua esperienza internazionale come insegnante di matematica, fisica e scienze sociali si fonde armoniosamente con la filosofia delle eco-farm, creando un approccio pedagogico innovativo che dal cielo stellato discende alla terra coltivata. Questo incontro di competenze diverse - biotecnologie e astrofisica, educazione e mediazione culturale – ha dato vita ad un'esperienza unica: “Il Podere dei Nonni” un agriturismo in cui ogni aspetto dell'attività agricola  si trasforma in un laboratorio di sperimentazione sociale e ambientale.

 
L'agricoltura come strumento di inclusione


Dal 2020, il podere ha sviluppato progetti di agricoltura sociale che rappresentano il cuore pulsante della sua missione. L'accoglienza di gruppi eterogenei - giovani adulti con sindrome di Down, persone seguite dai servizi sociali, anziani accompagnati da bambini dell'infanzia - testimonia una visione dell'agricoltura come ponte tra fragilità diverse e strumento di crescita personale. Questi interventi, lungi dall'essere semplici attività ricreative, si configurano come veri e propri "trampolini di lancio" per decisioni di vita significative, trasformando potenziali ostacoli in punti di partenza per nuovi traguardi. L'approccio personalizzato, che valorizza le capacità individuali attraverso tempi dilatati e spazi naturali, facilita l'espressione emotiva e lo sviluppo dell'autonomia.

 
La tavola come luogo di condivisione universale


La dimensione conviviale assume particolare rilievo nella filosofia del podere. Le colazioni e cene proposte, realizzate con prodotti genuini a chilometro zero, non rappresentano semplici momenti di ristoro ma occasioni di condivisione autentica. La tavola diventa così il luogo simbolico dove si concretizza l'inclusione: uno spazio neutro dove differenze di età, nazionalità e abilità si dissolvono nell'universalità del gesto del condividere il cibo. I laboratori di "mani in pasta" - dalla panificazione ai biscotti fatti a mano - estendono questa filosofia alla preparazione stessa degli alimenti, trasformando l'atto culinario in esperienza collettiva di apprendimento e socializzazione.

 
L'accessibilità come principio progettuale


L'attenzione verso le persone con disabilità motorie si manifesta in scelte progettuali concrete e ponderate. I camminamenti larghi 1,5 metri con zone pianeggianti ogni dieci metri collegano tutti gli spazi principali per oltre 150 metri. La bio piscina di acqua salata presenta accesso facilitato con maniglione in acciaio, gradini ergonomici e rampa dedicata alle sedie a rotelle. La camera "La Meria" è completamente accessibile, mentre tre bagni attrezzati garantiscono autonomia negli spostamenti. Questa progettazione inclusiva riflette una visione dell'ospitalità “senza barriere”, dove l'accessibilità non è un adattamento successivo ma un principio fondante dell'accoglienza.

Sostenibilità e coltivazione

Produzione biologica, energia da fonti rinnovabili, bio piscina con acqua salata al posto del cloro: è un sistema di disinfezione che utilizza un generatore di cloro a sale, che tramite elettrolisi, trasforma il sale disciolto nell'acqua in cloro gassoso, che disinfetta l'acqua. Questa soluzione permette di ridurre l'uso di prodotti chimici e offre un'esperienza di nuoto più naturale, perché l'acqua risulta più dolce e meno irritante rispetto al cloro tradizionale. La conduzione agricola si ispira alle pratiche della permacultura e a metodi naturali e biologici per coltivare e relazionarsi con le piante e gli animali del podere.  L'azienda comprende circa trecento olivi e una coltivazione di piante aromatiche, piccoli frutti e alberi da frutto di varietà antiche. 

La didattica dalla terra alle stelle

La terra insegna e la didattica parte dall'orto, dalle arnie, dall'osservazione di conigli e galline in strutture mobili sparse nell’oliveto e dalla scoperta della frutta di stagione e locale. Infine, ci contraddistingue un  laboratorio di astronomia per scoprire il cielo stellato sopra di noi.  L'attenzione è anche al passaggio delle conoscenze, alla cura reciproca al tramandare storie e tradizioni grazie all'incontro tra anziani e bambini, dove ognuno ha qualcosa da imparare dall'altro. Il podere dei nonni rappresenta così un modello pionieristico di agricoltura sociale, dove competenza scientifica, sensibilità educativa e vision inclusiva convergono in un progetto che ridefinisce il concetto stesso di ospitalità rurale, trasformandola in laboratorio di cittadinanza attiva e condivisione.

 

https://agriturismopoderedeinonni.it

 

 

 

 

Daniela Mugnai

Daniela Mugnai

Fiorentina di nascita, Europea per vocazione, ama raccontare il bello e il buono della sua terra. Critico enogastronomico, autrice televisiva, ha una laurea in filosofia che usa come lenti per guardare il mondo. Curiosa della vita, le piace costruire sempre nuove connessioni. Tra le sue passioni: l’arte, i libri, il mare e la cucina.

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