Un' Europa meno verde e meno competitiva

Dure critiche alla riforma della politica agraria della Comunità Europea che taglia i fondi
L’Europa ha molti più soldi da spendere ma non in agricoltura. Le reazioni del mondo agricolo e ambientale alla presentazione da parte della presidente Von der Leyer del Quadro finanziario 2028-2034.
E’ questa la sintesi di quanto successo nei giorni scorsi a Bruxelles quando la presidente ha illustrato la riforma della PAC (Politica Agricola Comune). In sostanza al settore vengono destinate meno risorse rispetto al passato, circa il 30% e istituito un Fondo che di fatto rinazionalizza le politiche agricole. I commenti negativi vengono da tutte le associazioni, per CIA Toscana si tratta di “un attacco vergognoso e indicibile all’agricoltura che disintegra la PAC”, Legacoop mette l’accento sulla mancanza di una politica agricola comune, “tra Cina e Stati Uniti se si nazionalizzano le politiche vuol dire avere un ruolo marginale per il prossimo secolo”. Un allarme viene anche dal mondo ambientalista con Greenpeace che sottolinea come “Il nuovo regolamento non preveda alcun finanziamento vincolante destinato alle misure ambientali e climatiche, indispensabili per mitigare l’impatto devastante del settore agricolo e per preservare le fondamenta della nostra produzione alimentare”.




