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Una bussola per ripartire

Pubblicato il
27 Marzo 2020
Redazione Golagioconda
DI Alberto Bencistà

La crisi ci obbliga a una riflessione sullo stato delle cose

Di questi tempi leggo molto, anche saggi di storia e economia. La crisi sanitaria con le sue conseguenze non tutte prevedili ci obbligano tutti a riflessioni sullo stato delle cose e sperando in una relativamente breve fuoriuscita, a meditare su quale tipo di mondo e di società ha bisogno l’umanità per un futuro meno incerto. D’altronde la nostra associazione, Firenzebio per la sostenibilità, pensata e costituita prima della crisi, aveva già nelle nostre intenzioni l’obiettivo di affrontare la questione ambientale nella sua generalità ed in particolare le tematiche connesse alla filiera agroalimentare, per sensibilizzare e coinvolgere la comunità fiorentina, toscana e nazionale in progetti, proposte ed iniziative concrete. La due edizioni della mostra-mercato organizzata nel 2018 e nel 2019 a Firenze alla Fortezza da Basso , che avevamo considerato sperimentali , avevano registrato un importante successo di pubblico e una forte adesione di imprese toscane e nazionali all’interno di una manifestazione che si veniva caratterizzando anche per le iniziative politiche e culturali di notevole rilevanza per i temi affrontati e per i relatori presenti. La terza edizione prevista dal 20 al 22 marzo 2020 si veniva configurando ancora più importante e ricca sia per aziende presenti che per il programma che oltre alla parte commerciale legata ai prodotti biologici e biodinamici si allargava alle tematiche della sostenibilità dall’energie rinnovabili alla bioedilizia, dalla campagna “ plastic free “ a “ rifiuti zero “. Poi è arrivata la crisi ed è saltato tutto e in attesa di capire se e quando potremo organizzare la nuova mostra e riprendere le iniziative che, come associazione, stavamo programmando, sarebbe nostra intenzione utilizzare comunque questo periodo di forzata inattività intanto per mantenere i contatti attraverso il nostro sito web nella forma che decideremo tutti insieme e se possibile portare anche il nostro contributo di idee e di volontà per uscire dalla crisi nella maniera più giusta. Come ha detto Carlo Petrini : “ Questo virus ci obbliga a migliorare il nostro mondo. Che senso avrebbe fare tutto come prima ? Dobbiamo dare più spazio alla comunità e tornare a produrre il cibo che mangiamo ……Ci sarà un ridimensionamento delle politiche liberiste. Confido in un futuro più sostenibile, in una nuova economia … che dia più spazi ai territori e alle comunità… Abbiamo rubato spazio alla campagna, bisognerà riprenderselo per mettere in moto una economia primaria al servizio delle comunità locali.” Tematiche che come associazione avevamo già messe in cantiere : l’agricoltura periurbana, il ruolo dei piccoli agricoltori, la produzione di cibo sano, pulito e giusto, la ristorazione collettiva in particolare delle mense scolastiche, il mantenimento delle botteghe e dei piccoli negozi con nuovi servizi e nuove funzioni. Maria Grazia Mammuccini, presidente nazionale di Federbio ha rilasciato una intervista a “ Restiamo in campo “ rubrica di Cambia la terra, dicendo : ……. “ Nel mondo biologico ci sono settori particolarmente in crisi come gli agriturismi e chi produce prodotti freschi, l’export del vino si è quasi bloccato e la vendita diretta di prodotti è ferma. Per questo è importante difendere i presidi rappresentati dai mercati di vendita diretta adottando tutte le misure di sicurezza necessarie. Servono subito gli strumenti messi a disposizione dal governo, ma anche interventi di più lungo periodo, strutturali. …In questa fase emerge la necessità di avvicinare consumatore e produttore perché questa emergenza, così come quella climatica, ci indica che bisogna ripensare ad un sistema in armonia con la natura, bisogna ripartire dalla comunità. Il biologico è già pronto a farlo.

In Italia infatti non partiamo da zero, anzi in questi anni sono nate e cresciute realtà imprenditoriali e associative che sono modello a livello internazionale e qui ne cito solamente tre : • SYMBOLA : la Fondazione nata nel 2005, “per unire e dare forza a imprese, comunità e intelligenze che puntano su sostenibilità, innovazione, bellezza “ che riunisce oltre 100 tra imprese ed istituzioni. Di recente ha promosso il Manifesto d’Assisi insieme alla rivista San Francesco per “UN’ECONOMIA A MISURA D’UOMO CONTRO LA CRISI CLIMATICA “ • ABOCA : un’azienda nata nel 1978 presente in 16 Paesi con 1500 dipendenti. Nell’azienda di San Sepolcro, estesa su 1700 ha di coltivazioni biologiche con 67 specie di piante, unica a livello globale per metodologie e pratiche, sono eclusi, da ogni fase produttiva, conservanti e sostanze artificiali, perché come è descritto nel libro “ L’impresa come sistema vivente “ la filosofia è quella di cercare nella natura le risposte ai bisogni legati alla salute dell’uomo, nel rispetto dell’organismo e dell’ambiente. • L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarli allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. • L’Alleanza riunisce attualmente oltre 220 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile, quali: • associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del Terzo Settore); • reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, uguaglianza di genere, ecc.); • associazioni di enti territoriali; • università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti; • associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione; • fondazioni e reti di fondazioni; • soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile. L’Associazione Firenzebio ha già aderito a Federbio e intende stabilire rapporti di collaborazione con tutte le associazioni locali, regionali e nazionali che hanno le medesime finalità per sviluppare una capacità di iniziativa adeguata agli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Di Alberto Bencistà

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