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Valeria Piccini

Pubblicato il
07 Marzo 2020
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Una donna capì che era il mio momento

Facciamo un passo indietro, come hai cominciato e quanto è stato importante essere una donna nel tuo lavoro?

Posso dire di aver cominciato quasi per scherzo, ma, molto seriamente, di dovere tutto a una donna, una grande donna. Ho cominciato nel 1978 nella cucina di mia suocera. Era lei che comandava lì, non c’erano dubbi. Io osservavo, lavoravo, facevo quello che chiedeva ma sentivo che avrei voluto fare di più. E lei seppe capire questo momento e ebbe l’intelligenza e la generosità di ritirarsi. Mi ha lasciato il suo regno, i suoi spazi sono diventati i miei. Un gran donna.

E con gli uomini in cucina com’è andata?

Ho fatto sempre quello che ho voluto. Ho anche avuto fortuna ma ho saputo mantenere la posizione. 

Quello della ristorazione è un ambiente maschilista?

Assolutamente si. Molto maschilista. Per le donne è difficile emergere, fare carriera. 

Non ti fai chiamare chef ma shef?

E’ stata una mia idea ma è piaciuta anche allo staff. Shef, singolare femminile per dare valore alle differenze tra uomo e donna ai fornelli. Soprattutto quando si parla di "haute cuisine"

Tante brave giovani chef ( o shef?) si stanno affacciando alla ribalta. Come le vedi?

Molto bene, vedo donne con grandi potenzialità che finalmente stanno emergendo come meritano. Spero si possa darci forza l’un l’altra, lavorare bene insieme e raccontarci come si deve. Ecco questo gli uomini lo fanno meglio, sono più esibizionisti. 

E le ragazze che arrivano per la prima volta nella tua cucina come le vedi?

Molto interessate e vogliose di imparare. Loro vengono da me a imparare e io gli ricordo che sono fortunate perchè hanno questa possibilità. Io non l’ho avuta. Ho solo potuto guardare e apprendere, poi fare da sola. Lo studio è un altra cosa.

Come si vivono a Montemerano questi giorni difficili?

Con incredulità perchè qui non c’è niente, si sta benissimo. Anzi vi dico venite qua, fatevi un bel bagno alle terme che l’acqua calda e solforosa uccide di sicuro anche il virus. 

Riceverai la mimosa?

Non lo so. Ma la donna non ne ha bisogno. Ha bisogno di rispetto tutto l’anno, quello si. 

 

 

 

 

 

 

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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