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Vigna Michelangelo  la prima vigna urbana moderna di Firenze

Pubblicato il
19 Maggio 2025
Daniela Mugnai
DI Daniela Mugnai

Il vigneto “giardino” produce le sue prime infiorescenze

Il vino da millenni è coltura e cultura, identità, legame con le radici e anche con i ricordi. Come quelli d'infanzia di Maria Fittipaldi Menarini, evocazioni di settembre quando, tornando dalla villeggiatura, si dilettava a raccogliere acini e grappoli destinati alla tavola familiare. Proprio questa memoria affettiva è stata una delle motivazioni che hanno spinto Maria, insieme alle figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina, a dar vita a un'esperienza di valore culturale e simbolico: la prima vigna urbana moderna del capoluogo toscano. A un anno dalla messa a dimora di 700 nuove barbatelle, il progetto si inserisce nel tessuto urbano fiorentino come testimonianza vivente di un dialogo possibile tra città e campagna, tra modernità e tradizione. Vigna Michelangelo incarna la riscoperta di un patrimonio rurale in contesto cittadino e fa parte dell'Urban Vineyards Association, che connette 21 vigneti urbani in 10 Paesi e 4 continenti. Il valore culturale di questa iniziativa si esprime anche nella scelta delle varietà coltivate, selezionate con rigorosa attenzione storica tra i vitigni toscani tradizionali, inclusi alcuni a rischio di estinzione perché economicamente poco redditizi, ma di eccellenza qualitativa indiscussa. Una collezione ampelografica che costituisce un omaggio alla biodiversità regionale e alla memoria agricola del territorio.

La scelta della forma di allevamento ad alberello, disposizione antica già praticata da Greci e Romani, richiede una gestione interamente manuale e rappresenta l'opzione più qualitativa sebbene economicamente più impegnativa. Questa disposizione, organizzata secondo il modello a "quinconce" che permette di percorrere i filari in ogni direzione, crea un paesaggio viticolo di particolare suggestione estetica e funzionalità agronomica. L’aspetto visivo sarà scenograficamente spettacolare: un vigneto giardino che si apre su uno dei panorami più belli di Firenze.

Nella composizione varietale, Vigna Michelangelo rispecchia l'identità viticola toscana: predomina il Sangiovese con 300 viti, affiancato da 150 piante di Canaiolo, 100 di Foglia Tonda, 100 di Pugnitello e 50 di Colorino del Val d'Arno. Un assemblaggio che promette di tradursi in un vino che coniugherà la tradizione toscana con un'interpretazione contemporanea, all'insegna dell'eleganza e della complessità accessibile.

Vigna Michelangela è stata concepita e viene gestita da un quintetto femminile d'eccezione, quello dell’azienda agricola donne Fittipaldi di Bolgheri, mentre per l’aspetto tecnico si sono affidate all’agronomo Stefano Bartolomei e all’enologo Emiliano Falsini. 

La nobiltà del progetto si completa nella sua dimensione benefica: la prima produzione, prevista per la vendemmia 2027, darà vita a circa 700 bottiglie destinate al mercato internazionale tramite aste con finalità di sostegno sociale. Un esempio virtuoso di come l'eccellenza enologica possa tradursi in valore condiviso, dimostrando che il fine ultimo della vigna trascende la produzione di vino per abbracciare una visione più ampia di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.

 

 

 

Daniela Mugnai

Daniela Mugnai

Fiorentina di nascita, Europea per vocazione, ama raccontare il bello e il buono della sua terra. Critico enogastronomico, autrice televisiva, ha una laurea in filosofia che usa come lenti per guardare il mondo. Curiosa della vita, le piace costruire sempre nuove connessioni. Tra le sue passioni: l’arte, i libri, il mare e la cucina.

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