Gola Interviste
A fuoco lento
Daniele Cornacchia, chef
Un libro per raccontare una vita come fosse una ricetta
Gola gioconda - Daniele Cornacchia
L'intervista
Intervista di Maurizio Izzo
Daniele davvero hai scritto un libro?
Si, ho avuto l’impressione che in questi anni tutto sia passato troppo in fretta, in modo frenetico. Avevo bisogno di ricordare, fare tesoro delle tante esperienze fatte
Nel libro, “A fuoco lento, storia di chi ha cucinato la vita un giorno alla volta (edizioni WE), ne racconti tante di esperienze fatte, riavvolgi il nastro per noi
Ho cominciato questo lavoro a 18 anni e due mesi gestendo un chiosco. Lì ho conosciuto le prime paure, l’ansia ma anche le prime soddisfazioni professionali e subito la voglia di crescere. Quando tutto sembrava avviato al meglio ho lasciato. Avevo bisogno di altro. A 25 anni il primo ristorante, è durata tanto ma a 38 anni mi sono guardato dentro e mi sono visto solo, non avevo avuto la possibilità di confrontarmi, di fare esperienze. Vendo tutto e riparto. Per strada ho trovato colleghi e amici eccezionali, tra tutti Roberto Lodovichi, parte importante del mio percorso professionale e umano è stata con lui.
Non voglio spoilerare il racconto, che è molto bello e intimo, ma qualche particolare ce lo concedi?
Il racconto a cui sono più affezionato è intitolato “quando basta un riso in bianco”. Succede una sera al ristorante, sera tardi, il servizio è quasi finito, arriva il cameriere imbarazzato e dice che c’è una signora che non può mangiare niente di quello che c’è, chiede un riso in bianco. Non so cosa è scattato ma ho fatto quel piatto come se fosse il più difficile, eppure ho solo preparato un riso in bianco. Dopo poco il cameriere torna, con un biglietto, c’è scritto “non so chi tu sia ma grazie, mi hai fatto sentire meno sola”.
Avevi trasmesso qualcosa
Si e ho capito che dovrebbe essere così, ci sono piatti che non si raccontano, si capiscono.
E poi ci sono gli episodi che hanno segnato la vita
Nel libro c’è il bello e il brutto. Ci sono le lacrime di quando in Svizzera ho capito che non ce la facevo, c’è l’incredulità di essere ricevuto da Papa Francesco con l’Unione Cuochi Toscani, il premio Lion Chef Golden a Venezia, le esperienza a Londra e New York
Da uno chef mi aspettavo un libro di ricette e invece…
Sono in fondo a ogni capitolo e sono e ricette della vita, gli ingredienti sono a portata di mano, un amico, il silenzio, un paesaggio, la preparazione è quello che dobbiamo fare per gustarci ogni momento della vita
Ma una ricetta vera l’ho trovata è il carciofo di Caterina
E’ il piatto che ho preparato per la “chef awards challenge 2021”. Caterina de’ Medici durante i soggiorni in Mugello amava molto i carciofi e la carne di manzo. Nella mia versione il carciofo è appoggiato su una crema di pecorino e contornato da straccetti di manzo e funghi.
Il libro "A fuoco lento" di Daniele Cornacchia con la prefazione di Antonella Gramigna è acquistabile anche su Amazon







