Gola Interviste

Food Ensemble, il dj set è apparecchiato
Food Ensemble, musicisti e chef
Un progetto che mescola musica e cucina in una performance
Gola gioconda - Food Ensemble
L'intervista
Intervista di Davide 'Deiv' Agazzi
Come si sviluppa una vostra tipica performance?
Ogni performance è una degustazione-concerto. Ad ogni portata corrisponde un brano costruito a partire dai suoni della cucina, registrati live, campionati e trasformati in ritmica e melodia. Su queste trame il musicista interviene con strumenti suonati dal vivo, mentre gli chef completano l’impiattamento. Il culmine del brano coincide con la presentazione e l’assaggio del piatto: un crescendo che va da materia prima a piatto finito, da rumore isolato a ensemble musicale completo.
In che tipo di contesti vi esibite?
Ci esibiamo in contesti teatrali, museali, spazi recuperati o luoghi naturali isolati: ambienti capaci di amplificare l’aspetto intimo e multisensoriale della nostra esperienza.
Quali sono le percentuali di improvvisazione sul momento e di preparazione a monte?
Quanto alla struttura, lasciamo circa un 20% di improvvisazione e gestione dell’imprevisto, mentre l’80% segue un canovaccio ben definito. Come nel jazz, sappiamo in quale universo sonoro ci muoviamo, ma ogni volta l’esito è diverso.
Come si traduce l'esperienza dal vivo su disco?
Il disco è la consacrazione della parte musicale della nostra ricerca: ci permette di esplorare a fondo i dettagli sonori della cucina e delle parti strumentali, con un linguaggio più essenziale e concentrato rispetto al live.
Cosa rimane, cosa cambia, cosa viene invece sacrificato rispetto alla performance dal vivo?
Non parliamo di sacrifici, piuttosto di trasformazioni: la performance è un rito collettivo, il disco è un’opera autonoma, più fruibile e condivisibile, che mantiene intatta la nostra identità sonora.
Cosa campionate nei vostri pezzi e come scegliete gli elementi da campionare?
Campioniamo i suoni reali della cucina: lo sfrigolio dell’olio, il fruscio di una verdura tagliata, il tintinnio delle posate, lo scoppiettio di un soffritto. Non cerchiamo analogie con strumenti musicali, ma vogliamo che i suoni restino riconoscibili, perché richiamino memorie, immagini e sensazioni.
Ci sono cibi o strumenti che sono più indicati di altri, in questo senso?
Ogni ingrediente può diventare musica: non esistono cibi “più indicati”, esistono piuttosto combinazioni che, grazie a consistenza, ritmo e intensità sonora, ispirano un certo tipo di composizione.
Nel vostro ultimo disco, ma anche in precedenza nella vostra carriera, avete collaborato con numerosi chef. Come li avete scelti e qual è il loro apporto artistico al progetto?
Le collaborazioni nascono dall’attrazione verso la loro cucina, le idee e l’energia che sanno portare. Non è semplice coinvolgere chef abituati a cucinare con brigate complete: devono adattarsi a lavorare con attrezzature essenziali, a ritmo di musica e davanti a un pubblico. Ma proprio questa sfida li stimola e li diverte. L’apporto artistico è spesso energetico: come onde sonore che si incontrano nella stessa fase, amplificandosi a vicenda. Il pubblico percepisce questa vibrazione, ed è parte della magia.
Anche l'aspetto visivo sembra avere un ruolo fondamentale nel vostro progetto: come pensate e realizzate i vostri video?
L’immagine per noi è un’estensione naturale dell’esperienza multisensoriale. Nei video vogliamo restituire l’atmosfera delle nostre performance: il dettaglio di un taglio, il vapore che si alza, la gestualità della cucina intrecciata al gesto musicale. Lavoriamo con videomaker e art director che condividono la nostra visione, alternando riprese documentaristiche a costruzioni più oniriche e narrative. Non raccontiamo solo la ricetta o il brano, ma la relazione che nasce tra suono, sapore e immagine
Cosa c'è nel futuro?
Il futuro è fatto di ricerca e nuove contaminazioni. Dopo Concrete (Volume One), uscito nel 2024 con la collaborazione di cinque chef della scena italiana contemporanea, stiamo lavorando al Volume Two, previsto per il 2026 (con una piccola anteprima a fine 2025). Sarà ancora più corale, con nuove featuring e sperimentazioni sonore. Sul fronte live, torneremo nei nostri contesti ideali – teatri, musei, luoghi naturali e cantine, ma anche in festival internazionali dedicati alla musica e al food. Vogliamo continuare a sorprendere il pubblico con esperienze che uniscono ascolto, gusto e visione in un unico atto performativo.
Una ricetta per Gola Gioconda?
Primo servizio.
Filetto di sgombro abbattuto, marinato in sale bilanciato, pennellato di burro di arachidi, miso e sake, ripassato al cannello e affumicato a freddo.
Salsa di kefir e Parmigiano Reggiano 60 mesi.
Gel e olio alla clorofilla di fico.
Secondo servizio.
Testa di sgombro, sale e olio evo, al forno.
Polvere di ortiche ed olive nere essiccate.
Shitake ripassato in padella con burro di kefir, aglio fermentato e miele all'aglio.
Fico, piantaggine, acetosella e erba amara dei nostri prati.
L'olio che soffrigge, la mezzaluna che si abbatte su un tagliere, i bicchieri che si incontrano per dare vita a un brindisi. Elementi di una tavola che, in questo caso, diventano musica: è il progetto Food Ensemble, attivo ormai da oltre un decennio, che mescola musica e cucina in una performance multisensoriale. Dietro al progetto ci sono Francesco Sarcone, musicista e sound designer che trasforma i rumori della cucina in trame elettroniche, Andrea Reverberi - chef con radici nella cucina tradizionale ma proiettato verso la sperimentazione - e Marco Chiussi, sous-chef e sommelier, che porta un tocco raffinato e innovativo. I suoni della cucina vengono campionati per dare forma a cortine musicali che accompagnano i due chef durante la preparazione dei piatti: tutto viene eseguito di fronte ad un pubblico, come un vero e proprio concerto. 'Food Ensemble – raccontano i tre gastromusicisti - nasce dalla voglia di creare un’esperienza coinvolgente e immersiva, che stimoli tutti i sensi e metta in relazione diretta pubblico e performer. I primi esperimenti risalgono al 2014, con i suoni della cucina campionati e trasformati in musica elettronica; nel 2016 il progetto prende la forma attuale. Proveniamo tutti dal mondo della musica e condividiamo una passione profonda per il cibo. Ci siamo incontrati unendo i nostri percorsi professionali e personali: cercavamo un modo per abbattere i confini tra palco e platea, trasformando gli spettatori in ospiti di una cena-concerto che potessero vivere e gustare.'
L'esperienza è pensata per una fruizione rigorosamente dal vivo ma, a partire dal 2019, ha assunto anche una forma prettamente musicale con l'uscita del primo album vero e proprio, Spaghetti Symphony, realizzato in collaborazione con lo chef stellato Davide Oldani. Dopo l'uscita del mini album Signature nel 2021, è la volta di Concrete (Volume One), ultimo in ordine di arrivo, realizzato con la collaborazione di cinque chef (Sarah Cicolini, Davide Marzullo, Chiara Pannozzo, Davide Giovinazzo e Mattia Trabetti), dove la tracklist sembra un menù, grazie a brani come Trippa Rosata con Verdure Croccanti o Grasso di Bue Mantecato, letteralmente figli degli elementi che li hanno generati in cucina.






