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Gola Interviste

Il pesce a Bologna lo porta un ex pasticcere

Una cucina d’autore, bella da vedere, buona e attenta alla salute

Corrado Parisi, chef ristorante Benso Bologna

Una cucina d’autore, bella da vedere, buona e attenta alla salute

Benso Bologna

Benso Bologna

Una cucina d’autore, bella da vedere, buona e attenta alla salute

Intervista di Luca Managlia

Foto di Luca Managlia

Gola gioconda - Benso Bologna

L'intervista

Come comincia la carriera dello chef Parisi

Nasco pasticcere e farlo mi ha dato grandi soddisfazioni, tra cui molti premi. Poi a un certo punto sono passato nella cucina dei miei genitori e sono diventato cuoco.

Cosa si porta dietro della professione di pasticcere?

La precisione, la meticolosità. La pasticceria è molto più precisa e attenta della cucina

Dove ha lavorato?

A 26 anni ho avuto già il primo incarico prestigioso executive alla Baia Samuele a Ragusa. Poi la Locanda del Monsu, il Mosaico a Ischia, Caruso a Sorrento fino a una parentesi in Svizzera.

E Bologna?

Arrivo a Bologna con il ristorante Pappagallo che però poco dopo chiude e io decido di fermarmi qui ma di fare un’altra strada

Che arriva

Si, con la proposta della famiglia Morabito, già proprietaria di altri ristoranti in città che vuole riaprire il Benso

Si chiamava già così?

Si era stato un famoso ristorante di Bologna di un ex stella del basket cittadino. E’ stato tanto chiuso, poi siamo arrivati noi.

Che avete scelto di fare pesce nella città più carnivora d’Italia

Si, ma i bolognesi mangiano tanto pesce solo che non c’erano locali. Per me è stato normale, da siciliano è quello che ho sempre fatto, una cucina mediterranea.

E ora che cucina è?

La definisco d’autore, popolare ma molto tecnica. Deve essere bella oltre che buona, altrimenti si mangia a casa. La cucina di mia nonna mi piaceva ma era sbagliata, troppi grassi, non c’era equilibrio. Poi lei mi coccolava e io ricordo quello con grande piacere. Ma oggi noi dobbiamo essere attenti anche all’aspetto salutistico.

Qualche piatto?

Il nostro baccalà alla bolognese, cotto a bassa temperatura, con le pelli si fa una salsa e gli ingredienti della ricetta popolare burro e vino, mentre il prezzemolo diventa un gel.

E poi il raviolo gambero burro e liquirizia.

Quanto si spende?

Il menù degustazione è a 60 euro, alla carta in media con due calici di vino e un pranzo completo sugli 80.

Chi viene?

Ieri sala piena, tanti ventenni e qualche ottantenne. Siamo per tutte le generazioni.

Una cucina ricercata, innovativa e salutare che presta attenzione alle materie prime, al mondo vegetale e ai valori nutrizionali. 

 Vicolo S. Giobbe 3,
40126 Bologna BO

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T: +39 051 588 30 28

M: +39 334 2764315

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