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Gola Interviste

Il vino? È convivialità, benessere, agricoltura

Sara Costantini, Borgo del Cedro

Tra Donne del Vino e Sbarbatelle Sara Costantini si racconta

Sara Costantini, Borgo del Cedro

Sara Costantini, Borgo del Cedro

Sara Costantini, Borgo del Cedro

Sara Costantini, Borgo del Cedro

Gola gioconda - Sara Costantini, Borgo del Cedro

L'intervista

Intervista di Renzo Bellandi

Sara Costantini produttrice di Borgo del Cedro, laureata in Scienze del Turismo e laureanda in Management delle Scienze Gastronomiche, ha anche un master in Digital Wine Marketing, con lei parliamo subito di Donne del Vino e Sbarbatelle, le due associazioni che meglio rappresentano la presenza femminile in questo mondo.

Sono entrata in Donne del Vino giovanissima ed è stato bello per me cresciuta circondata da uomini è stato un modo per affrancarmi da quella presenza. Ho trovato un mondo fatato e un’associazione, qui nel Lazio, che offre spunti e punti di riferimento per chi lavora nel settore.

Sono da sempre convinto che il vino e donna ma perché due associazioni?

Donne del Vino è l’associazione storica, ne fanno parte non solo produttrici ma anche sommelier e giornaliste. Le Sbarbatelle sono solo produttrici ed è una realtà pensata anche come network di condivisione, anche con una finalità didattica. Rigorosamente under 40.

Due associazioni che corrono su binari simili, paralleli.

Proprio in quanto giovane voglio chiederti come vedi la comunicazione del vino, a me sembra molto antiquata, noiosa e se penso allo spot del Ministero dell’Agricoltura anche proprio sbagliata

Penso che il vino sia comunicato in maniera troppo tecnica, si rischia di spaventare chi si avvicina per la prima volta e viene inondato di paroloni. Invece il vino è convivialità, benessere, agricoltura. La comunicazione ma moderata a seconda del pubblico. I giovani vanno avvicinati, ci sono giovani sommelier che fanno educazione anche attraverso il gioco, serate in cui ognuno porta una bottiglia al buio, si degusta e poi si commenta. Alla fine, il valore del sommelier esce fuori anche con la sua tecnicità ma i giovani restano piacevolmente colpiti.

Scegli due vitigni che ti rappresentano, uno può anche essere uno dei tuoi e immagina come vorresti che fosse lavorato

Scelgo la nostra Malvasia, quella del Lazio, la nostra varietà. Difficile, delicata, suscettibile ai cambiamenti climatici e la vedo in tonneau di acacia per sei mesi, un anno. E poi il Sirah, speziato, peperino, mi piace per la sua versatilità e lo vedrei bene in barrique di rovere francese.

Un sistema di comunicazione per chi ama, produce, consuma cibo di qualità

Da quasi venti anni un modo di raccontare l’enogastronomia con leggerezza e ironia. Oggi molto più di una rivista o di un sito: un sistema di comunicazione integrato che mette a disposizione un insieme di strumenti in grado di raggiungere un vasto e differenziato pubblico.