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Gola Interviste

La nostra storia di amore e coraggio

I piatti della tradizione toscana possono piacere a tutti

Vladimiro Gori, Osteria Su Santa Trinita

I piatti della tradizione toscana possono piacere a tutti

Osteria Su Santa Trinita

Osteria Su Santa Trinita

I piatti della tradizione toscana possono piacere a tutti

Intervista di Luca Managlia

Foto di Luca Managlia

Gola gioconda - Osteria Su Santa Trinita

L'intervista

Vladimiro come nasce Su Santa Trinita?

È la nostra storia, quella mia e di mia moglie Benedetta. Dopo nove anni alla stazione centrale di Prato, con l’Angolo della Stazione abbiamo sentito il desiderio di cambiare, di creare qualcosa di nuovo e coraggioso.

Parlami del locale alla stazione

Era il dopolavoro ferroviario che noi abbiamo trasformato in un ristorante con l’aiuto di tutta la famiglia. Un piccolo ristorante con tutti i problemi dell’essere in zona stazione ma con il tempo l’avevamo trasformato in un luogo accogliente

E poi?

Quando è capitata l’occasione abbiamo pensato al salto, nel 2014 è venuto a mancare il babbo ma è stata come una scintilla e abbiamo pensato che era proprio l’ora di farlo e appena possibile siamo arrivati qui.

Cosa c’era?

Non molto per la verità, la via era ancora un po' vuota ma anche qui piano piano abbiamo visto la trasformazione. 

E oggi l’Osteria cos’è?

Un progetto ambizioso che combina la cucina tradizionale toscana con un’attenzione particolare alla qualità delle materie prime. Abbiamo scelto di differenziarci, proponendo un locale che racconti la nostra passione, la nostra storia e il nostro modo di fare ospitalità. I piatti sono quelli della tradizione, cerchiamo di renderli adatti a tutti, un po' più leggeri ma con grinta

Piatti pratesi?

Certo, a partire dai sedani (ognuno li fa come crede, noi abbiamo i nostri) e poi la mortadella di Prato e salumi selezionati dal Salumificio Mannori, i ravioli di patate. Ma anche il fegato, le polpette rifatte 

Cosa ti piace cucinare?

Tutto, ma la selvaggina in particolare

Com’è lavorare a Prato?

Molto complicato, il babbo diceva che se hai lavorato a Prato puoi lavorare ovunque. E’ una piazza difficile perché i primi a essere difficili, esigenti, sono i pratesi

Hai un tipo di clientela particolare?

No, un po' di tutto. Tanti giovani, anche ragazze che evidentemente apprezzano la cucina toscana. Bene il fine settimana e anche la domenica a pranzo 

Troppo locali a Prato?

Ma, i locali comunque attraggono clientela il nostro problema come città è il bacino dell’utenza che è piccolo senza i turisti. Occorrerebbe una politica che aiuti la città a farsi conoscere, che promuova eventi. La passata amministrazione qualcosa aveva fatto ma ora siamo nella condizione che tuti sanno e non succede nulla.

So che ti piace andare per ristoranti, anche di un certo livello. Uno che ti è rimasto nel cuore?

La Pineta di Zazzeri a Marina di Bibbona ma se devo pensare a un grande ricordo e una grande sorpresa allora ti dico Amber a Honk Kong.

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