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Gola Interviste

Lasciatevi guidare ai vini naturali

Camilla, enoteca Wild Prato

Qui il vino non si degusta si beve

Camilla, enoteca Wild Prato

Wild enoteca

Wild enoteca

Camilla, enoteca Wild Prato

Intervista di Luca Managlia

Foto di Luca Managlia

Gola gioconda - Wild enoteca

L'intervista

Camilla insieme a Furio da 5 anni a Prato gestisce Wild, vini naturali e proposte gastronomiche. Come ti è venuto in mente

La passione per il vino c’è sempre stata, poi dopo aver lavorato nel mondo dell’arte contemporanea e dei musei mi sono iscritta al master sul vino dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. 

Perché Wild?

L’ho scelto io, Wild è donna. Nel logo ci sono entrambe le mie anime: al centro un calice di vino, naturale ovviamente, che fa sbocciare tutta la sua energia e tutte le storie che ha da raccontare fino ad aprirsi in un fiore di Loto. Vino e yoga sono le mie due passioni da adulta. 

Una scelta di campo netta, solo vini naturali. Biologici e biodinamici?

Naturali si, biologici o biodinamici non necessariamente. Credo che il fatto che la definizione di naturali sia un po' vaga sia in realtà un bene, questo lascia al produttore la possibilità di adottare i metodi che preferisce, di far sentire la sua mano in quel vino, di dare un carattere che va anche oltre alle caratteristiche di quella zona. Insomma, un vino artigianale.

Come hanno colto i pratesi questa scelta dei vini naturali, questa è una piazza difficile forse più attratta dalle etichette famose, dai vini mainstream

Se all’inizio erano un po' scettici poi si sono lasciati conquistare e hanno apprezzato la proposta. Il segreto è lasciarsi guidare.

Quella dei vini naturali è stata la rivoluzione più interessante nel mondo del vino negli ultimi anni. Come tutte le rivoluzioni ha le sue controindicazioni e non sempre questi vini conquistano facilmente, vuoi per l’odore, vuoi per la volatilità.

A parte che con il passare del tempo anche i vini naturali si sono fatti più accorti ma per me era fondamentale uscire da quella monotonia per cui un vino era uguale indipendentemente dalle annate. Ora invece so di avere davanti qualcosa di imprevedibile, che racconta com’è andata quell’annata. La volatilità per esempio a me piace, gli odori? Mangiamo formaggi che hanno spesso odori forti se non sgradevoli ma sono buoni. Ecco il vino naturale va visto nella sua complessità, non deve avere difetti ( e questo sta a noi verificarlo) ma tanto carattere.

Chi beve da Wild?

La fascia più consistente è quella tra i 30 e i 50 anni, sono anche quelli che ci hanno visto cominciare e crescere, ma ci sono anche tanti giovani.

Si mangia anche?

Si, si mangia da enoteca, formaggi a latte crudo, una terrina, i crostoni. Cose di ottima qualità per accompagnare ottimi vini.

Per il vino sono tempi difficili, calo di consumi e disaffezione soprattutto tra i giovani?

Si i giovani hanno un approccio diverso, sono attratti dal senza alcol. Da noi niente dealcolati ma alternative come birre artigianali, kombucha e sidri naturali.

Prezzi?

Devono essere accessibili, aiutiamo a scegliere ma preferiamo che i nostri clienti si possano permettere una bottiglia in più.

Vini italiani?

Si, soprattutto italiani. Lazio e Umbria le regioni più presenti.

Ci sono regioni che sono più vivaci in questo mondo dei vini naturali?

Sicuramente il Lazio e l’Emilia-Romagna dove ci sanno davvero fare, sono sempre in fermento i nostri amici romagnoli.

E la Toscana?

Sta arrivando, dal grossetano ma anche da zone un po' periferiche quelle meno vocate arrivano prodotti interessanti.

Via Pugliesi 7, Prato 

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