Gola Interviste
Pionieri del buon mangiare
Alessandro Olmi, ristoratore
A Pistoia La Bottegaia ha aperto la strada, da oltre 20 anni un punto di riferimento
Intervista di Luca Managlia
Foto di Luca Managlia
Gola gioconda - Osteria La Bottegaia
L'intervista
Alessandro Olmi, 28 anni di Bottegaia a Pistoia, come nasce questa storia?
Nasce nel 1997 da due persone che appena si conoscevano ma che poi sono diventati come fratelli, con Carlo Manentacchi abbiamo percorso questa lunga e a volte irta strada
Cos’era Bottegaia nel 1997?
Una vineria con l’ambizione di portare a Pistoia prodotti e sapori che nessuno conosceva. La Francia per esempio con il Sauternes, il Roquefort ma anche vini italiani che nessuno in zona proponeva. È stata una grande soddisfazione aver avvicinato tante persone alle cose buone, a gusti diversi
Siete sempre stati nel centro di Pistoia, com’era a quei tempi?
Un altro mondo pensa che c’erano ancora i cinema nel centro e noi eravamo una delle poche insegne aperte. Le signore che nel pomeriggio uscivano dal cinema si fermavano un attimo da noi e ci ringraziavano proprio per essere aperti e portare un po' di luce tra queste viuzze.
Cucina della tradizione premiata con la Chiocciola di Slow Food
Si e ci ha fatto piacere vederla confermata anche per il 2026. Siamo partiti come vineria e gastronomia ma poi abbiamo capito che per fare la differenza bisognava cucinare. Rispetto della tradizione con piatti un po' alleggeriti, com’è giusto che sia di questi tempi.
Un menù molto legato al territorio, qual è il legame con i produttori?
È un legame che nasce fin dalla prima ora, qualcuno è con noi dalla fine degli anni ’90. I pastori della Montagna Pistoiese, la Dispensa di Lamporecchio, la Cavallina di Larciano, l’azienda agricola Marchionni, l’affinatore di formaggi Zummo, la norcineria di Marini di Agliana. E altri che si sono aggiunti per strada, prima li cercavamo noi poi hanno cominciato a proporsi.
Chi viene alla Bottegaia?
Tanti sono quelli della prima ora che adesso vengono con la famiglia, con i figli, in qualche caso, visto che il tempo passa ho visto anche dei nipoti di clienti di un tempo. Segno che abbiamo mantenuto la nostra identità e siamo passati da essere un locale prettamente serale a un locale di famiglia. Quello del pranzo della domenica per intendersi.
Bella carta dei vini, non solo toscani, come nasce questa passione?
Ecco si è proprio una passione che nasce tanto tempo fa. Se devo risalire a un ricordo è quello che mi porta alle Feste de L’Unità degli anni ’80, si facevano le prime enoteche e i vini venivano prevalentemente dalle cooperative. Diciamo che c’era di meglio e io, con qualche amico, provammo a introdurre delle bottiglie diverse. C’era tanta curiosità soprattutto negli anni ’90 e voglia di scoprire e bere cose diverse, il Nero d’Avola, il Primitivo, il Nebbiolo. E’ partita così, poi ho seguito dei corsi e la passione è servita anche sul lavoro.
Il futuro de La Bottegaia?
Due punti fermi la tradizione la specializzazione. Un obiettivo? Migliore il servizio, siamo in centro e accanto alla clientela tradizionale dobbiamo far convivere quella occasionale, turistica. Possiamo fare meglio. Ci penseranno, anche, le nuove leve come il figlio Stefano che ora fa parte della squadra.
Via del lastrone, 17 Pistoia
Aperto dal martedi alla domenica a pranzo e cena







