Gola Interviste
Rispettiamo la tradizione ma siamo innovatori da sempre
Alessandro Fonseca, viticoltore
L’Unione dei Viticoltori di Panzano sarà in piazza con Vino al Vino dal 18 al 20 settembre.

Unione dei Viticoltori di Panzano




Unione dei Viticoltori di Panzano
Gola gioconda - Unione dei Viticoltori di Panzano
L'intervista
Intervista di Maurizio Izzo
Al via venerdì 18 settembre la 31° edizione di Vino al Vino la manifestazione promossa dall’Unione dei Viticoltori di Panzano che anche quest’anno animerà la piazza e le strade del borgo chiantigiano. Ne parliamo con uno dei produttori, Alessandro Fonseca, partendo proprio dalla longevità della manifestazione
Si, 31 anni sono un bel traguardo soprattutto perché la manifestazione è cresciuta in tutti i sensi. È cresciuto il pubblico ma è diventata più grande anche l’associazione dei produttori, dagli otto che la fondarono oggi siamo 23 aziende e 21 di queste saranno in piazza per Vino al Vino. Con la manifestazione è cresciuta la rete e la qualità dei vini
Una manifestazione che piace anche ai giovani
Ne vedo tanti, anzi vedo soprattutto persone più giovani di me. Ma non mi stupisce, chi viene a Panzano sa di trovare tanta varietà, 80 etichette in degustazione permettono d fare una bella esperienza e i giovani si sa sono i più curiosi. A Panzano poi siamo famosi per essere sempre stati degli innovatori, anche questi ai giovani piace.
L’estate più calda di sempre, come ha reagito la vigna, avete già segnali sulla qualità della produzione?
Ovviamente abbiamo anticipato la raccolta ma questa non è più una novità. Rispetto a trenta anni fa quando si cominciava a meta ottobre e si andava avanti fino ai primi di novembre ora abbiamo anticipato di un mese. Dobbiamo convivere con il cambiamento climatico, sappiamo di avere meno resa a causa della siccità anche se le piogge degli ultimi quindici giorni, per fortuna non dannose, hanno aiutato la maturazione delle bucce e quello che sta entrando in cantina è un prodotto di ottima qualità. Celebreremo questa annata, ne sono sicuro.
Tra i primi a scegliere il biologico, cosa ha portato questa scelta al territorio e ai produttori?
Ha fatto bene a entrambi, c’è stata maggiore attenzione all’ambiente, più consapevolezza della necessità di seguire le fasi di sviluppo della pianta, più di quanto si faccia nel convenzionale. I fondatori dell’Unione sono stati degli esploratori, hanno avuto un’intuizione e essere stati tra i primi a convertirsi al biologico ha portato vantaggi anche di tipo commerciale. E poi si è strutturata una rete che ancora resiste che è stata una benedizione per tutti. Dal 2005 l’Unione Viticoltori di Panzano collabora con l’agronomo Ruggero Mazzilli, con il quale ha intrapreso un lavoro coordinato sul territorio e che, nel 2008, con la collaborazione di prestigiosi Istituti di ricerca, dà origine alla Stazione Sperimentale per la Viticoltura Spevis.
La crisi dei consumi del vino è un fatto acclamato ma colpisce soprattutto vini come i vostri, i rossi, quelli più strutturati. Che effetto ha avuto a Panzano?
La crisi c’è e si allarga a macchia d’olio, nella zona e nel Chianti Classico ha avuto effetti più contenuti grazie soprattutto a una forza commerciale che con l’export ha fatto la differenza. Ma dovremo riflettere sulle tendenze del mercato, la flessione per ora non è rilevante ma non possiamo sentirci al riparo. Rivedere qualche aspetto, qualche caratteristica dei nostri vini come la struttura e la longevità, si può fare senza abbandonare la tradizione ma con un rinnovamento costante che ormai ritengo indispensabile.
Dal 18 al 20 settembre, i produttori delle cantine dell’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti si riuniranno in Piazza Bucciarelli, a Panzano in Chianti, luogo di ritrovo della manifestazione, diventato simbolo di convivialità e accoglienza.
I visitatori, acquistando il calice, potranno degustare oltre 80 vini di alta qualità e dialogare direttamente con i proprietari delle cantine.


