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Gola Interviste

Sapori e profumi unici ma per l’olio evo sono tempi duri

Carlo Baldelli, presidente di Confagricoltura Toscana

Confagricoltura Toscana lancia l’allarme per un settore che è emblema del made in Tuscany

Carlo Baldelli, presidente di Confagricoltura Toscana

Carlo Baldelli

Carlo Baldelli

Carlo Baldelli, presidente di Confagricoltura Toscana

Gola gioconda - Carlo Baldelli

L'intervista

Intervista di Maurizio Izzo

Avete recentemente lanciato l’allarme per l’olivicoltura toscana. Le campagne sono da anni un alternarsi di alti e bassi perchè ora la situazione è più grave?

La situazione che registriamo vede un trend di difficoltà crescenti dovuta a molteplici motivi. Non si tratta più del normale alternarsi di carico e scarico che ha da sempre caratterizzato l’olivicoltura tradizionale, ma della somma di eventi come il cambiamento climatico, la scarsa propensione all’innovazione, la difficoltà a meccanizzare e un ricambio generazionale che stenta. E’ conseguente la tendenza all’abbandono che purtroppo osserviamo sempre più spesso, in particolar modo sulle aree collinari della nostra Toscana a scapito, oltre che della produzione, anche del paesaggio e del territorio.

Se la qualità dell’olio toscano non si discute in termini di quantità rischia di essere marginale. Si può crescere senza snaturare il prodotto?

La qualità del nostro olio evo toscano non si discute, va assolutamente preservata. Siamo in una situazione nella quale produciamo meno di quanto persino il mercato interno richiede e, sembra paradossale, dobbiamo importare per soddisfare il nostro fabbisogno. L’incremento della produttività e la qualità non sono elementi contrastanti. Dobbiamo lavorare affinché le nostre imprese aumentino produttività. Solo così potranno restare competitive sul mercato. Al contempo vanno adottati tutti gli strumenti utili ad ampliare la cultura dei consumatori affinché comprendano a pieno il livello qualitativo del nostro olio evo toscano, che è garanzia di buona alimentazione e base della nostra dieta mediterranea.

Chi e come dovrebbe sostenere l’innovazione tecnologica necessaria?

L’innovazione si sviluppa grazie alla ricerca, ma gli investimenti restano in capo alle imprese. L’intervento pubblico a sostegno degli investimenti resta dunque uno strumento indispensabile. Se da un lato crediamo sia fondamentale prevedere misure a sostegno dell’olivicoltura tradizionale che ha un immenso valore anche per il nostro paesaggio, dall’altra, se vogliamo aumentare produzione, produttività e competitività, potremmo guardare a modelli di sostegno agli investimenti che hanno portato evidenti benefici in altri settori, non per ultimo il modello ocm. L’innovazione tecnologica deve accompagnare oltre che i produttori anche il mondo della trasformazione.

Se la Toscana piange l’Italia non ride, tra i produttori europei non siamo più sul podio. Preoccupano i nuovi arrivati? Marocco, Algeria o preoccupa più la Spagna con le moderne coltivazioni?

La preoccupazione può essere legittima laddove non ci sia una corretta indicazione di provenienza e un sistema di controlli che permette l’ingresso di prodotti esteri con scarsi criteri di  tracciabilità. L’Europa deve certamente rivedere e potenziare alcuni meccanismi, poiché è inutile produrre un gran numero di regole se poi mancano i controlli, in modo particolare sulle merci in ingresso dai confini dell’Unione. Dopodiché, anche in questo caso, una corretta formazione ed informazione dei consumatori resta cruciale per far sì che chi acquista possa scegliere dentro un quadro di massima consapevolezza e trasparenza. Resta necessario lavorare ancora di più e meglio per diffondere la cultura della qualità per far comprendere a fondo il valore non solo gustativo ma anche nutraceutico del nostro olio evo toscano.

Su questo numero di Gola Gioconda proporremo l’olio evo toscano come regalo di Natale e da sempre consigliamo ai nostri lettori di offrire una bottiglia di olio quando si è invitati a cena. Ma perchè è così difficile accettare di pagare 15, 16 o anche 20 euro per un litro di olio quando nessuno si meraviglia di pagare altrettante per una bottiglia di vino?

Il percorso che ha compiuto il vino nella percezione generale è molto diverso da quello fatto sino ad oggi dall’olio. Se per il vino le imprese si sono concentrate con successo per trasformarlo da prodotto di largo consumo alimentare a simbolo di convivialita, di legame con le identità territoriali e talvolta del lusso, allargando negli anni la cultura enologica al grande pubblico, per l’olio questo processo non c’è stato o, se c’è stato, ha avuto un riscontro meno evidente. Dovremmo lavorare in modo attivo per far sì che, chi acquista olio, si trasformi da consumatore passivo di un prodotto standardizzato ad attore protagonista di una scelta realmente consapevole. Consapevole anche dei benefici reali e concreti che l’uso di questo prodotto di eccellenza ha sulla salute di ciascuno di noi. Un percorso culturale nel quale anche il mondo della ristorazione può svolgere un ruolo attivo, proponendo ad esempio la carta degli olii, suggerendo i migliori abbinamenti e facendo comprendere, che non c’è l’olio, ma una molteplicità di sapori e profumi unici, legati ai territori che contraddistinguono gli olii evo della nostra Toscana. Un processo culturale che deve portare alla piena consapevolezza del valore dei nostri olii evo toscani.

La Confagricoltura Toscana o “Federazione Toscana degli Agricoltori” è formata dalle Unioni Provinciali Agricoltori della Toscana. Concorre a costituire la Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana che nel riconoscere nell’imprenditore agricolo il protagonista della produzione, persegue gli obiettivi generali dello sviluppo economico, sociale e tecnologico dell’agricoltura. La sede si trova in Via degli Alfani 67 a Firenze ed è presente una Unione Agricoltori in ogni provincia. Ogni Unione Provinciale è presente nel territorio di competenza con una o più sedi distaccate comunali e con recapiti di zona.

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