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Gola Interviste

Siamo sempre alla ricerca, qui lavori in corso

Stefano Giuliani chef, Osteria Il Cantiere

Alle porte di Prato una scommessa vinta che ha convinto anche gli abitanti di San Giorgio

Stefano Giuliani chef, Osteria Il Cantiere

Osteria Il Cantiere

Osteria Il Cantiere

Stefano Giuliani chef, Osteria Il Cantiere

Intervista di Luca Managlia

Foto di Luca Managlia

Gola gioconda - Osteria Il Cantiere

L'intervista

Stefano come sei arrivato al Cantiere?

È una storia curiosa, io nasco pasticcere e ho fatto il pasticcere per 35 anni anche con una mia attività. Poi è venuta fuori la passione per la cucina e non ho resistito

Si dice che i pasticceri siano più bravi dei cuochi

Più bravi non so, più precisi di sicuro. Per un pasticcere l’attenzione anche ai particolari non manca mai, siamo sempre a guardare la bilancia. Il cuoco ha più libertà

E qui a San Giorgio come arrivi?

Per caso, passavo spesso qui davanti e vedevo questo fondo chiuso, un giorno mi sono fermato dall’ortolano e ho chiesto di chi fosse. Mi hanno indirizzato al numero 2 della strada, ho suonato e ho trovato Realmo Cavalieri, grande persona, esperto di vino, ambasciatore del Carmignano nel mondo. Gli ho raccontato la mia idea e lui mi ha dato fiducia.

È andata bene

Si, nonostante la diffidenza che sentivo all’inizio, ora sono dieci anni e posso dire di aver avuto ragione

San Giorgio è un piccolo paese come ti trovi?

Oggi per me è un vantaggio, è una scommessa vinta. Qui non si arriva per caso, non è un posto di passaggio, si deve venire apposta e intorno c’è poco o nulla. Allora, quando arrivi e trovi una certa accoglienza sei piacevolmente sorpreso, diciamo che non te l’aspettavi. All’inizio non pensavo di lavorare con il paese ma ora anche gli abitanti vengono e quando hanno invitati o un pranzo importante vengono qui. Una bella soddisfazione

Che cucina proponi?

Cucina toscana ma dovrei dire che è la nostra cucina perché è influenzata dai viaggi che abbiamo fatto, dai posti dove ho lavorato, dagli ingredienti che scopriamo. Ci sono anche piatti che non sono della tradizione toscana

I punti di forza della tua proposta

L’attenzione alla stagionalità, alla ricerca, alla qualità e un occhio a un prezzo onesto

Sono venuto a mangiare la pecora, perché la proponi?

 

Siamo nella Piana e qui è tradizione, sembra che durante la transumanza dalla Maremma agli Appennini le greggi si fermassero qui e questo ha creato il contatto e la tradizione. Pensa che io prima ancora di fare il cuoco ho partecipato al Palio della pecora a Cambi Bisenzio e con un mio piatto casalingo, una pecora in umido, ho vinto il primo premio. 

Come la fai?

In tanti modi, classici e anche sfiziosi. In umido, poi le bistecchine ma ci facciamo anche un paté e poi a sugo, anche sulle penne come da tradizione. E poi l’osso buco, gli arrosticini e anche un sushi, ma ovviamente la pecora è cotta. 

La carta dei vini?

Mi sembra divertente, poche grandi firme e tanti piccoli produttori

E l’arte che ci circonda?

È una mia grande passione quella per la street art fino dagli anni ’90. 

Quando sono entrato qui ho pensato di proporre agli artisti di esporre a rotazione nella nostra sala, le opere sono in vendita ma io non trattengo alcuna percentuale. È un omaggio che faccio a questa espressione artistica. 

Perché Il Cantiere?

All’inizio era per l’arredamento che richiama appunto l’idea di un cantiere poi ho pensato che un cantiere significhi anche lavori in corso. Ecco noi siamo questo, sempre alla ricerca, sempre in movimento, mai uguali. Come queste opere che ci circondano. 

Piazza S. Giorgio, 12/13, 59100 San Giorgio A Colonica PO

Telefono: 0574 542436

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Da quasi venti anni un modo di raccontare l’enogastronomia con leggerezza e ironia. Oggi molto più di una rivista o di un sito: un sistema di comunicazione integrato che mette a disposizione un insieme di strumenti in grado di raggiungere un vasto e differenziato pubblico.