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Gola Interviste

Un rifugio senza tempo

Chef Max Volontiero e Brando Baccheschi Berti

Il Castello di Vicarello ospitalità e in cucina dal campo alla tavola

 

Chef Max Volontiero e Brando Baccheschi Berti
Chef Max Volontiero e Brando Baccheschi Berti

Intervista di Luca Managlia

Foto di Luca Managlia

L'intervista

La Toscana è, quasi tutta, bella ma qui a Castello di Vicarello ho trovato veramente qualcosa in più e ne parlo volentieri con Brando Baccheschi Berti erede della famiglia che negli anni ’80 intraprese l’avventura di questo lungo restauro

Si i nostri genitori ebbero uno straordinario coraggio nell’intraprendere questa impresa durata diciotto anni per restaurare un castello del XII secolo trasformandolo in un rifugio di bellezza e accoglienza. Noi ci siamo inseriti in quella storia, non ci sentiamo i proprietari, sentiamo l’importanza di portare avanti questa missione, preservare le radici senza snaturare tanta bellezza.

In cosa avete innovato?

Abbiamo cercato di aprire a un pubblico più giovane portando nuova energia. Abbiamo ancora tanti progetti per le nuove cucine, il rinnovo delle camere. Ma considera che qui c’è tanto bisogno di manutenzione e abbiamo un fermo attività da novembre a marzo proprio per fare quei lavori fondamentali per rendere ancora più perfetta prossima stagione.

Chi sono i vostri clienti?

Al 99% stranieri di lingua inglese, soprattutto americani.

Passiamo alla cucina dove troviamo lo chef Max Volonterio, raccontaci intanto di te

Vengo da Como e ho sempre fatto questo lavoro in giro per l’Italia e l’Europa. Tre anni in Inghilterra con Cavallini, una stella Michelin, e poi L’Andana, Le Terme di Saturnia, Dievole, Porto Venere

Tante esperienze ma come comincia tutto?

La passione viene dalla famiglia, la mamma è stata la prima ispirazione e poi lo zio che aveva una gastronomia davvero bella a Cernobbio, una vera boutique del cibo che attirava clienti anche da Milano.

Cucinavi anche per loro da ragazzo?

Certo e mi ricordano sempre che dopo ci volevano non una ma due lavapiatti

Qui al Castello che cucina fai?

Tanta attenzione alla stagionalità, ci sono i piatti della tradizione quelli storici della proprietà dalla cacciagione ai primi piatti e poi tante verdure. Siamo per il km buono oltre che il km zero ma comunque qui arrivano prodotti dal raggio di 100/150 chilometri. 

Cosa offre la Toscana a uno chef?

Tanto, più che altrove. Qui c’è un clima perfetto, abbiamo il pesce a due passi, i funghi dell’Amiata, la cacciagione e le verdure tutte di grande qualità. E poi qui la qualità della vita è migliore.

Qui avete una clientela straniera, cosa cercano?

Il gusto ma nella semplicità. Dico sempre che è meglio fare con soli quattro ingredienti ma usarli bene.

Hai lavorato con chef dalla grande personalità magari con un grande ego, sembra diventato un limite della cucina di qualità

E’ così, io credo invece nel lavoro di squadra e che occorra lasciare spazio a chi lavora con noi. Si discute anche animatamente ma poi si deve trovare una sintesi perché tutti possano portare il loro contributo. 

Castello di Vicarello

Loc Vicarello 1 Poggi del Sasso Cinigiano (GR) 58044, Italy 
Telefono: +39 0564 990718 
Mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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