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Gola Interviste

Vignaioli felici

Marcello Tebaldi curatore della manifestazione

Autoctoni, legati al territorio, i Vignaioli Contrari all’omologazione

Marcello Tebaldi curatore della manifestazione

Vignaioli Contrari

Vignaioli Contrari

Marcello Tebaldi curatore della manifestazione

Gola gioconda - Vignaioli Contrari

L'intervista

Intervista di Maurizio Izzo

Reduce dalla decima edizione di Vignaioli Contrari, la manifestazione che a Spilamberto in provincia di Modena raccoglie i vignaioli artigiani da tutta Italia, incontro il curatore della manifestazione e uno dei responsabili di questo progetto, Marcello Tebaldi. Ho visto vignaioli felici e anche tanto pubblico. È andata bene?

Si la decima edizione è stata quella del record di pubblico, oltre 1750 presenze, 72 aziende presenti, il lunedì dedicato agli operatori. Siamo molto soddisfatti, è stata anche l’edizione che ha visto consolidarsi il rapporto con Slow Food che darà, ancora di più in seguito, un respiro nazionale alla manifestazione.

Vignaioli Contrari, ho grande simpatia per chi va controcorrente voi con chi ce l’avete?

Il nostro è un progetto, una filosofia che ci contrappone a un modo intendere e fare il vino. Siamo contro l’omologazione, contro i vini tutti uguali, anno dopo anno. Ovviamente contro i vini industriali ma anche contro l’omologazione del gusto perché anche un vino macerato in anfora può essere omologato, anche un biologico. Se un vino è fatto in cantina e non in vigna sarà sempre omologato.

E allora come si fa a non essere omologati, cosa chiedete a chi vorrebbe far parte del vostro progetto?

C’è il manifesto, la nostra filosofia con le indicazioni ma essenzialmente i vignaioli contrari sono piccole realtà artigiane che cercano di valorizzare al meglio il vino prodotto da vitigni autoctoni, preservando la tradizione del terroir a cui appartengono. Nel manifesto ci sono indicazioni per il lavoro in vigna e in cantina. 

Come un disciplinare?

Sì, anche se noi non chiediamo analisi di laboratorio. Il manifesto, la filosofia dei Vignaioli Contrari si sta sempre di più spostando su quello che è un disciplinare. Ma alla fine è il nostro staff che decide l’ingresso o meno di un'azienda anche tramite un panel di assaggio dei vini, e questo avviene per tutte le aziende selezionate.

Calo dei consumi, cantine piene non è un gran momento per il vino. Come la si vede dal punto di vista dei Vignaioli Contrari?

Il calo dei consumi c’è anche per i piccoli produttori ma la crisi è soprattutto di un sistema, quello appunto dei vini omologati, delle grandi aziende, dei vigneti internazionali da grandi numeri. In questi anni i piccoli produttori hanno raccontato una storia diversa e sono cresciuti, c’è un pubblico in avvicinamento, qualcosa più di una nicchia. il vino artigianale vince e vincerà sempre in Italia. Anzi, anche con la resistenza e resilienza dei Vignaioli che partecipano a Vignaioli Contrari, ne giova tutto il sistema vitivinicolo italiano.

Obiettivi per le prossime stagioni?

Abbiamo superato quota dieci, si va avanti. Il progetto crescerà, per la manifestazione un respiro più ampio, nazionale. C’è una squadra che lavora tutto l’anno. Ma si rimane qui dove siamo, a Spilamberto.

Ci vediamo il prossimo anno Vignaioli Contrari.

I Vignaioli Contrari sono coloro che fanno comprendere il territorio di appartenenza e raccontano la loro storia mediante i vini che producono, con metodi artigianali ed autentici. Sono i responsabili del lavoro in vigna ed in cantina, nel pieno rispetto dell’ambiente e sono Contrari all’omologazione del gusto e alla standardizzazione dei vini.

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