Biologico: chi fa e chi disfa
La Toscana è leader per superfici coltivate, il governo affossa il settore
Come Penelope che di notte disfaceva la tela che di giorno aveva tessuto, così sul biologico ci sono aziende e istituzioni che lavorano alla crescita e un governo che sembra impegnarsi nel contrario. In questi giorni la Toscana, in occasione di Buy Food (23-24 ottobre) presenta dati che ne fanno la regione italiana leader per superfici coltivate, il 37,5% contro una media nazionale del 19,8%. Un primato che si accompagna a un altro valore di vertice: quello del peso delle imprese bio rispetto alle aziende agricole totali, che in Toscana è quasi il doppio rispetto al dato nazionale: il 13,3% contro il 7,4%.
Dall’altra c’è un decreto a cui sta lavorando il ministero dell’Agricoltura di Francesco Lollobrigida che complicherà la vita a un settore in grande espansione tanto che secondo gli operatori, costringerà molte aziende a uscire dal mondo del biologico, per un rischio di impresa non gestibile dagli agricoltori.
Nella bozza, infatti, da una parte si vorrebbe sanzionare il cibo biologico per la presenza accidentale in traccia di un pesticida dall’altro si vorrebbe concedere una tolleranzasulla presenza accidentale di pesticidi in quantità maggiori tra cui il glifosato l’erbicida probabile cancerogeno per Iarc-Oms, che sarebbe tollerato fino a 20 volte il limite consentito in alcune colture. Come ha segnalato Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura WWF Italia “Questo ultimo Decreto del Ministero Agricoltura si aggiunge a precedenti provvedimenti che insieme definiscono un quadro di norme incoerenti, vessatorie e penalizzanti per gli agricoltori virtuosi che hanno deciso di praticare l’agricoltura biologica, cioè produrre senza l’utilizzo di pesticidi e altre sostanze chimiche di sintesi.