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Cosa non voglio perdere

Pubblicato il
03 Maggio 2020
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Rivoglio i miei ristoranti preferiti. Perchè lo meritano. 

Silvia e Giovanni non sono nati ristoratori e neanche figli di. Lei è stata un’ottima giornalista (condizione dalla quale non ci si libera mai del tutto) lui è un ex portuale, e anche per lui la conduzione di ex è relativa. Ma insieme alcuni anni fa hanno deciso di intraprendere. Non hanno scelto solo di essere ristoratori ma anche culla di musicisti e artisti, luogo di ritrovo, porto sicuro. L’hanno fatto a Livorno, città bella e disincantata, che poco concede alla forma e tanto alla sostanza. L’hanno fatto come tanti facendo sacrifici e debiti in un azione che ha coinvolto la grande famiglia e gli amici. Silvia e Giovanni sono stati generosi con tutti, con gli avventori, gli amici, la città. Alla “Bodeguita” si mangia bene e si beve anche meglio, non fanno cucina gourmet e non rincorrono stelle, fanno da mangiare e lo fanno onestamente. Non hanno seguito mode, l’unica, quella che ha dato il nome al locale è vecchia di mezzo secolo, non hanno approfittato dei flussi turistici (che a Livorno non si sono mai visti), non hanno contribuito a "desertificare" la città (anzi hanno contribuito a renderla viva), hanno pagato le tasse e dato lavoro a tanti giovani. Anche per loro è venuta la quarantena. Ma non sono scesi in piazza, non hanno strillato, non hanno portato le chiavi del ristorante a nessuno. Il lockdown non li ha resi celebri, semmai più poveri. Ora Silvia e Giovanni non chiedono di riaprire subito e comunque e neanche di essere assistiti da qui all’eternità ma che lo Stato mantenga i suoi impegni come hanno fatto loro in tutti questi anni. Perchè, dicono, a oggi niente si è mosso sulla famosa liquidità che avrebbe dovuto aiutare le aziende e nemmeno sulla cassa integrazione. Due mesi di solitudine con le bollette e le rate da pagare. Quando penso a quello che non voglio perdere con il corona virus penso a loro, voglio ritrovarli come sono sempre stati, allegri e un pò incoscienti, generosi e entusiasti. Perchè se lo Stato fa la sua parte quelli come loro, che non sono frutto di un illusione o di bolle speculative, possono ripartire e ce la possono fare.

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Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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