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Garzaia: il primo Bolgheri Superiore di Ruffino nasce dove nidificano gli aironi

Pubblicato il
26 Maggio 2026
Daniela Mugnai
DI Daniela Mugnai

C'è un momento, nella storia di ogni grande vino, in cui un luogo smette di essere solo un punto sulla mappa e diventa un'idea. 

Per Ruffino, quel momento coincide con Bolgheri: non una destinazione qualunque, ma una delle geografie più esclusive dell'enologia mondiale, dove appena settantacinque produttori custodiscono un territorio capace di dialogare alla pari con le grandi denominazioni bordolesi. È qui, tra i suoli sabbioso-argillosi che degradano dolcemente verso il mare, che la storica cantina toscana ha scelto di scrivere un capitolo nuovo della propria identità, quasi centocinquant'anni dopo la fondazione a Pontassieve.

Il nome scelto racconta già una visione. Garzaia è la garzaia vera e propria: il luogo dove diverse specie di aironi nidificano fianco a fianco, spesso sullo stesso arbusto, a distanza di pochi metri l'uno dall'altro. Un ecosistema di convivenza silenziosa, sospeso tra terra e acqua, che restituisce l'immagine più autentica di Bolgheri — un territorio dove la natura non è sfondo, ma struttura portante del paesaggio e, di conseguenza, del vino.

Dietro Garzaia c'è la mano di Olga Fusari, senior winemaker che ha costruito la propria formazione proprio in questa denominazione. Laureata in Viticoltura ed Enologia all'Università di Firenze, Fusari porta con sé diciotto anni trascorsi in una delle aziende simbolo di Bolgheri, dove ha attraversato ogni gradino del mestiere: dallo stage in vendemmia del 2005 fino al ruolo di Chief Winemaker conquistato nel 2016, passando per la partecipazione alla commissione ufficiale di degustazione della DOC. Un percorso arricchito da esperienze internazionali — in Argentina, in Nuova Zelanda, e da un Master in Vineyard and Winery Management conseguito a Bordeaux — che oggi confluisce nella piena responsabilità dei fine wines Ruffino.

Per lei, Garzaia non è un progetto qualunque: è il ritorno a un luogo di formazione professionale e umana. "Bolgheri è il luogo in cui ho iniziato a fare vino e dove, ogni volta che torno, mi sento a casa", ha dichiarato l'enologa, descrivendo l'occasione come rara nella carriera di chiunque lavori il vino: la possibilità di dare voce, fin dalla prima vendemmia, a un'identità ancora tutta da scrivere.

I quindici ettari che compongono i vigneti Ruffino a Bolgheri si dividono tra le zone di Le Sondraie e Le Bozze, lungo la via Bolgherese. Garzaia 2023 nasce esclusivamente dalle uve di Le Sondraie, nella porzione settentrionale della denominazione, dove suoli profondi, sabbiosi e poveri di calcare offrono alla vite le condizioni ideali per una maturazione lenta e completa.

L'annata ha assecondato questa vocazione: un'estate calda e stabile, interrotta da un'unica pioggia abbondante di fine agosto che ha ricostituito le riserve idriche proprio nel momento più utile, permettendo alle piante di affrontare i picchi di calore senza stress eccessivo.

Il blend privilegia il Cabernet Franc (70%), qui interprete di struttura e complessità aromatica, affiancato da un Merlot (30%) che ne ammorbidisce il profilo con rotondità e generosità di frutto. La fermentazione alcolica, condotta in acciaio inossidabile con rimontaggi e délestage periodici, precede una macerazione sulle bucce di circa ventuno giorni; segue la malolattica e un affinamento di diciotto mesi in barriques di rovere francese, ripartite tra il 70% di legno nuovo e il 30% di secondo passaggio — una scelta che accompagna il frutto senza sovrastarlo.

Nel calice, Garzaia si presenta di un rosso rubino intenso. Il naso richiama la macchia mediterranea, intrecciata a note di frutti rossi maturi. Al palato l'equilibrio è la cifra dominante: tannini vellutati, struttura salda ma mai pesante, un finale persistente che invita, quasi naturalmente, al sorso successivo. Un vino elegante e raffinato.

Con Garzaia, Ruffino completa la propria mappa delle zone più vocate di Toscana, affiancando questo nuovo Bolgheri Superiore alla Riserva Ducale Oro Chianti Classico Gran Selezione, al Greppone Mazzi Brunello di Montalcino e agli IGT Modus Primo e Alauda. Non un'aggiunta al catalogo, ma la chiusura simbolica di un cerchio: la conferma che le denominazioni più prestigiose della regione trovano, in questa cantina quasi centocinquantenaria, un interprete capace di misurarsi con la loro complessità senza tradirne l'anima.

Daniela Mugnai

Daniela Mugnai

Fiorentina di nascita, Europea per vocazione, ama raccontare il bello e il buono della sua terra. Critico enogastronomico, autrice televisiva, ha una laurea in filosofia che usa come lenti per guardare il mondo. Curiosa della vita, le piace costruire sempre nuove connessioni. Tra le sue passioni: l’arte, i libri, il mare e la cucina.

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