Il 30% degli agrumi siciliani distrutti dal ciclone

Danni enormi anche alla pesca. Legacoop chiede una strategia nazionale di adattamento climatico
Mentre un intero paese, Niscemi, sta franando ancora si fanno i conti dei danni provocati in Sicilia, Calabria e Sardegna dal ciclone Harry. Legacoop attira l’attenzione sulla situazione degli agrumeti in Sicilia colpiti in un momento in cui la produzione era ai massimi livelli. «In Sicilia, dice Cristian Maretti, presidente di Legacoop agroalimentare, ad essere colpito in maniera particolarmente pesante è il settore agrumicolo con le prime stime che parlano di perdite non inferiori al 30% della produzione, con aziende e cooperative che vedono compromesso un intero anno di lavoro. Ma la situazione è drammatica anche per la pesca per i danni ingenti a imbarcazioni, attrezzature e infrastrutture, per il settore zootecnico che ha fatto registrare danni soprattutto di natura strutturale e per il comparto ortofrutticolo in particolare nella Sicilia orientale».
«Occorre una strategia nazionale di adattamento climatico, fondata su prevenzione, manutenzione del territorio, investimenti strutturali e programmazione di lungo periodo – continua Maretti – Senza una visione chiara, continueremo a contare danni, a intervenire dopo e a spendere di più, con risultati peggiori. La sicurezza dei territori, la tutela delle produzioni agroalimentari e la stabilità del lavoro non possono dipendere dall’eccezionalità degli eventi meteo, perché l’eccezionalità non esiste più».





