Il miglior sushi d'Italia si mangia a Prato

Al Moi Omakase: luogo di incontro tra gusto e cultura
Un’esperienza immersiva che racconta l’anima del Giappone attraverso il linguaggio universale della cucina: questo è Moi Omakase il ristorante di Francesco Preite che ha conquistato un posto di spicco nella scena gastronomica italiana ed europea. Un primato testimoniato anche dai recenti riconoscimenti come l’ingresso nella Guida Michelin, il titolo di Miglior Locale Etnico 2025 de La Guida de L’Espresso e il primo posto fra i 10 Migliori Sushi nella 50 Top Italy dell’anno in corso.
Nel centro storico di Prato, città di intrecci culturali e crocevia di influenze orientali, con una vista privilegiata sul Castello dell’Imperatore, il Moi Omakase è capace di accogliere, reinterpretare e restituire al visitatore l’atmosfera del Giappone. Dietro al successo di Moi Omakase c’è la visione di un uomo che ha saputo trasformare il proprio percorso di formazione tra Italia e Giappone in un ponte culturale e gastronomico. Preite, unico “itamae” (cuoco esperto nella preparazione del sushi) italiano con solide radici tra i grandi maestri giapponesi, ha fatto della fedeltà alla tradizione nipponica il punto di partenza per una rilettura che non teme di dialogare con il territorio toscano.
L’omakase come rito di fiducia e scoperta
La formula omakase è un invito a lasciarsi guidare: un termine che si traduce letteralmente in “mi affido a te” e che racchiude il cuore pulsante della cucina giapponese. Da Moi, il rito si consuma in un ambiente intimo e minimalista, dove dieci fortunati commensali, seduti al bancone, assistono alla meticolosa creazione di diciotto portate a sorpresa.
L’esperienza inizia con un caldo abbraccio liquido, come una zuppa di miso arricchita da alga kelp e rana pescatrice, per poi proseguire con un trionfo di sapori del mare: dalle ricciole ai branzini di Porto Santo Stefano, fino alle capesante di Hokkaido, per citarne alcuni. Ogni ingrediente è selezionato con cura maniacale, valorizzato da salse di soia artigianali non pastorizzate e accompagnato da gari e wasabi freschi, preparati rigorosamente in casa. La narrazione gastronomica, però, non si esaurisce nel rispetto della tradizione giapponese: qua e là affiorano tocchi di creatività toscana che arricchiscono i piatti senza tradire l’estetica gustativa nipponica. Ogni assaggio è un piccolo capolavoro di equilibrio, amplificato dal pairing di vini naturali e sake selezionati dallo stesso Preite, che è anche sommelier.
Una cucina che racconta il Giappone
Ciò che rende unica l’esperienza di Moi Omakase è la capacità di Francesco Preite di raccontare il Giappone attraverso il filtro della sua esperienza personale. Con 73 viaggi alle spalle tra Tokyo e i villaggi costieri del Sol Levante, Preite ha assimilato non solo le tecniche culinarie, ma anche lo spirito profondo di una cultura che esalta il rispetto per la natura, la pazienza e la maestria artigianale. L’omakase diventa così un dialogo silenzioso tra chef e ospite, un esercizio di fiducia reciproca in cui ogni piatto svela una storia: dalle strade affollate del mercato di Tsukiji ai maestri che hanno segnato il suo percorso, come Okamoto San e Sotou San. Non mancano momenti di convivialità, costruiti attorno ai racconti che lo chef intreccia tra una portata e l’altra, arricchendo la cena di dettagli sulla cultura giapponese e sui segreti delle sue tecniche.
Minimalismo zen e influenze toscane
Il Moi Omakase non si distingue solo per l’eccellenza del cibo, ma anche per l’atmosfera che riesce a creare. Lo spazio è un tributo alla filosofia zen, con arredi in legno di cipresso e toni neutri che si fondono armoniosamente con il grigio delle sedute e la luce soffusa. Ogni dettaglio invita alla contemplazione, rendendo il pasto un momento di profonda connessione con se stessi e con il cibo.
Prato, nuovo crocevia gastronomico
Francesco Preite è orgoglioso delle sue origini e dice di Prato: “Vederla guadagnare una posizione di spicco nel mondo della gastronomia è per me una grande soddisfazione e continuerò a impegnarmi affinché questa crescita sia sempre più significativa e duratura." E i numeri gli danno ragione: tra premi, cappelli e mappamondi, il Moi Omakase si è affermato come una delle destinazioni più ambite per chi cerca un viaggio sensoriale unico, senza dover salire su un aereo per il Giappone: un luogo di incontro tra Oriente e Occidente, tra gusto e cultura.





