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Segue buffet. O no?

Pubblicato il
14 Maggio 2020
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

E alla fine stremato dalla crisi, dilaniato da amministratori moralisti, duramente colpito dall’approssimazione e dalla malafede, il buffet cede definitivamente sotto i colpi del covid 19.

Lo ricorderemo sopratutto per la sua espressione più genuina, quella in cui anche gli animi più nobili si trasformavano in spietati cacciatori: il buffet post conferenza stampa. C’era scritto sempre nei comunicati stampa, in fondo, appena staccato dalla firma dell’ufficio stampa, ma i più accorti era lì che andavano subito a leggere. La conferenza stampa era sul piano quinquennale per lo sviluppo della trota iridea? Oppure l’anteprima della mostra dell’artista kazako vittima di persecuzioni? O ancora la trentaduesima presentazione delle palette elettroniche alle fermate degli autobus? Non importa, il punto saliente erano quelle poche parole: segue buffet. Che poi con il tempo il povero buffet si era evoluto. C’era quello di prodotti tipici, quello cucinato da mani sante, quello etnico e quello solidale. In comune c’era il momento dello start. Il rompete le regole. La fine del lockdown. Un attimo prima dei saluti e dei ringraziamenti l’orda di giornalisti, fotografi, cameraman, blogger, influencer e imbucati di professione erano già partiti. Per la paura di non accaparrarsi il meglio ho visto cominciare dalle bignè alla nocciola per passare alla finocchiona, accompagnare il salmone con la ribollita. E il bere? Quando si trattava di bere ci volevano due mani libere, la preziosa cartella stampa, oggetto di tanta cura da parte dell’ufficio stampa, finiva abbandonata sulla prima sedia disponibile. Ora tutto passa in secondo piano, c’è da combattere la battaglia più dura di sempre, la conquista della tartina. Solo dopo che il tavolo del buffet è stato saccheggiato la mandria si dilegua, Furtivamente, con un leggero senza di colpa per qualcuno, ma non per tutti. Restano gli avanzi, pochi, le cartelline ora unte e bisunte e dimenticate sulle sedie e i camerieri che come i caschi blu dell’ONU hanno assistito impotenti all’ennesima razzia. Ci si saluta fuori e qualcuno chiede, ma la prossima?

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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