Osteria Lavagnini tra vini di territorio e piatti di carattere

All’insegna della convivialità con un offerta che premia l’autenticità regionale
Ricavata negli ambienti a piano terreno dell'edificio che ospita The Social Hub, l’Osteria Lavagnini offre un'inedita interpretazione dell'ospitalità enogastronomica. L'intervento architettonico non si limita a una semplice riconfigurazione funzionale degli spazi, ma ambisce a restituire dignità e contemporaneità a una tipologia di locale che affonda le radici nella storia della città.
Il progetto di restyling rivela un approccio rispettoso verso la monumentalità dell'edificio preesistente che si affaccia su viale Filippo Strozzi. Il fulcro compositivo si concentra in un bancone dalla doppia vocazione: da un lato il versante enotecario, dall'altro una postazione dedicata all'affettatura di salumi e alla lavorazione di formaggi del territorio.
La scelta cromatica privilegia tonalità verdi intense che dialogano con inserti vegetali disposti in modo da conferire allo spazio una dimensione quasi di giardino d'inverno. Le pareti accolgono una sequenza di immagini incorniciate che alternano testimonianze fotografiche d'epoca dell'edificio stesso a iconografie legate alla civiltà del vino, costruendo così una narrazione visiva che intreccia memoria locale e cultura enologica.
La denominazione scelta non è casuale. Nel panorama italiano della ristorazione esistono quasi una ventina di termini per designare luoghi deputati al consumo di cibo e bevande, ciascuno con sfumature proprie: dalla trattoria alla tavola calda, passando per rosticceria e vinaio.
L'osteria rappresenta storicamente lo spazio nato attorno al vino, evolutosi poi nell'offrire proposte alimentari essenziali e sincere. Questa scelta lessicale rivela un'intenzione programmatica: costruire un ambiente dove la dimensione della convivialità funga da dispositivo di incontro tra sensibilità differenti. Il proposito è quello di configurare un punto di convergenza per ospiti del complesso alberghiero, frequentatori abituali degli spazi di coworking, residenti del quartiere e visitatori occasionali, utilizzando il linguaggio del palato come terreno comune di dialogo.
La carta dei vini rende omaggio alla tradizione dei “vinaini” fiorentini attraverso una selezione che valorizza denominazioni di riferimento: dalle bottiglie di Fèlsina e Capezzana alle etichette biologiche de Il Borro. Il ventaglio spazia dai grandi rossi della tradizione toscana – Chianti Classico, Barco Reale di Carmignano, Brunello di Montalcino – fino a bianchi e rosati di carattere, accompagnati da bollicine di qualità. Non manca un'attenzione alle produzioni naturali e agli orange wines, segno di una sensibilità attenta alle evoluzioni contemporanee del settore.
Il repertorio gastronomico privilegia l'autenticità regionale: i primi piatti attingono al patrimonio locale con tortelli mugellani, maltagliati al ragù di faraona e pasta e fagioli. Molto interessante: pasta & cacciucco una pasta mista in brodo di pesce crostacei e molluschi. I secondi celebrano le proteine del territorio attraverso cotture rispettose: capocollo di maiale con cicoria ripassata, salsiccia di Grigio del Casentino accompagnata da purè, tagliata di diaframma con salmoriglio e cardi gratinati. Deliziosi i dolci della casa.
La gastronomia da banco si affida a fornitori selezionati: i salumi provengono da Le Selve di Vallolmo di Poppi nel Casentino, con il pregiato Prosciutto Grigio presidio Slow Food, mentre i formaggi portano la firma dell'affinatore De' Magi, con specialità come il Pecorino Croccolo e il BRIAcacio affinato sotto bagna alcolica.
Un angolo piacevole in cui ristorarsi con prodotti genuini e atmosfera conviviale.





