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Un anno per la pastorizia. Perché non scompaia

Pubblicato il
09 Aprile 2026
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

I pascoli sono a rischio in tutto il mondo e con loro la difesa del pianeta

Oltre due miliardi di persone al mondo vivono di pastorizia, dall’Africa all’Asia ma anche in Europa questa antica attività rappresenta, oltre che una forma di sostentamento soprattutto nelle regioni più povere del mondo, anche una difesa naturale contro l’avanzare della desertificazione e l’indebolimento delle difese naturali del pianeta. Il 2026 è l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori delle Nazioni Unite e rappresenta un’occasione per prendere atto che questo mondo è a rischio. I dati raccontano che i pascoli che coprono oltre il 50% della superficie terrestre si stanno degradando rapidamente eppure i pascoli immagazzinano oltre il 30% del carbonio terrestre mondiale e sono tra gli ecosistemi più ricchi di specie sulla Terra, rappresentando una potente difesa naturale contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità.

Questi paesaggi sono modellati e mantenuti dai pastori, allevatori nomadi e transumanti, le cui conoscenze tradizionali e migrazioni stagionali mantengono i suoli sani, la vegetazione equilibrata e gli ecosistemi produttivi. Quando il pastoralismo prospera, i pascoli si rigenerano e le famiglie possono ottenere latte, carne e reddito anche nei climi più difficili. I pascoli sono fondamentali per la regolazione del clima, i cicli dell’acqua, la fertilità del suolo, la biodiversità e i mezzi di sussistenza rurali. Prosperano quando i pastori possono muoversi liberamente con le loro mandrie, mantenendo gli ecosistemi in equilibrio.

Proteggere i pascoli significa proteggere le pratiche che li sostengono e riconoscere il pastoralismo come una soluzione chiave per la resilienza climatica, la biodiversità e la sicurezza alimentare. Grazie a una profonda conoscenza ecologica tramandata di generazione in generazione, le comunità pastorali si sono adattate a siccità, stagioni variabili e paesaggi fragili. Il pastoralismo sostiene le economie rurali dove l’agricoltura è spesso impossibile, fornendo cibo, reddito e continuità culturale.

A lanciare un manifesto a difesa della pastorizia e dei pastori è VSF, Veterinari Senza Frontiere, una rete globale di ONG che affianca pastori e comunità rurali. Nel manifesto si chiede la protezione dei pascoli, il diritto alla mobilità pastorale, sostegno alle comunità. 
I pastori, si legge nel manifesto, restano tra i gruppi più emarginati al mondo. Spesso sono esclusi dalle decisioni sulle loro terre, privati di un accesso sicuro all’acqua e ai pascoli, e ignorati da politiche che potrebbero rafforzarne la resilienza.

In Italia la campagna è sostenuta anche da Slow Food

Qui il link per firmare il manifesto https://campaign.vsf-international.org/it/pastoralismo/#manifesto

Redazione Golagioconda

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